domenica 20 gennaio 2019

Realizziamo le mangiatoie per aiutare i nostri piccoli amici alati a superare l'inverno

Pubblichiamo di seguito le belle foto che ci ha inviato Daniela Messina, che mostrano un bell'esemplare di Occhiocotto che abitualmente rende visita alla mangiatoia che Daniela ha realizzato sul balcone.




Ricordiamo con l'occasione che il WWF Roma e Area Metropolitana ha lanciato una campagna sulla preparazione delle mangiatoie:

Creare una mangiatoia è un modo per sostenere gli uccelli delle nostre città nella stagione fredda, quando è molto più difficile trovare cibo. Poi inviamo una foto dei vostri ospiti alati alla mail info@wwfroma.it per capire chi è venuto a fare visita!


MA COME POSSIAMO ACCOGLIERE I NOSTRI AMICI ALATI?

Costruire una mangiatoia è facile e veloce, anche usando materiali riciclati ed economici. Per farlo nel modo più ottimale bisogna seguire pochi e semplici consigli:
Posizionarla in un luogo tranquillo e sicuro per far sì che i frequentatori non siano disturbati (soprattutto se ci sono gatti in agguato!);
Per impedire l'accesso al cibo ad uccelli di grandi dimensioni che trovano molte altre fonti di cibo (cornacchie, piccioni, gazze) si possono realizzare mangiatoie appese (ai rami delle piante, alla finestra);
Se siamo in un condominio o abbiamo vicini di casa, attenzione a non esporre le vostre offerte al di sopra di un terrazzo altrui, potremmo involontariamente creare dei fastidi;
Fornire costantemente nutrimento. Gli uccelli sono amici affezionati: una volta che si abituano vengono sempre a trovarti e contano su di voi per mangiare. Mai interrompere il rifornimento bruscamente e soprattutto nei periodi più freddi!

COME REALIZZARLE?

Per gli amanti del fai da te si possono costruire mangiatoie usando contenitori vuoti opportunamente lavati e ben asciugati. Trafitti da bastoncini che consentano agli uccelli di sostare e piccole superfici dove poter becchettare il cibo. Se le condizioni lo consentono, anche una semplice superficie sulla quale far bella mostra delle vostre offerte. Anche realizzare delle collane con la frutta secca, realizzate con un filo resistente, risultano appetite e divertenti.

COSA POSSIAMO CONDIVIDERE CON LORO? 

Ogni piccolo amico ha un palato raffinato e richiede un trattamento specifico.
In generale, siccome con il freddo c’è bisogno di energie, gli uccelli gradiscono cibi grassi e ricchi di burro e, siccome siamo in clima natalizio, tra i tanti dolciumi, possiamo fare a meno di una fetta di pandoro o panettone (o magari regalargliene uno, sarà utile per più giorni)!
Anche i biscotti andranno bene, la frutta secca o fresca, semi, come quelli di canapa e girasole. 

COSA POSSIAMO FARE INSIEME?

Invitiamo i romani a mandarci delle fotografie degli ospiti alati od una loro descrizione, per capire insieme chi è venuto a fare visita! Inviare tutto a info@wwfroma.it

domenica 13 gennaio 2019

Raccolta pigne dai rami dei pini domestici nei parchi pubblici: pratica vietata e sanzionabile

Sabato mattina, nel corso di un monitoraggio naturalistico all'interno del Parco di Centocelle, ci siamo imbattuti in una persona che, con una lunga canna metallica alla cui estremità aveva attaccato un gancio in ferro, strappava le pigne ancora pressoché verdi dai Pini domestici (Pinus pinea) del primo lotto del parco. 
Nel tentativo di strappare le pigne questa persona tirava giù anche un ramo, danneggiando uno dei pini domestici del parco, posto in prossimità del parcheggio. Alle nostre rimostranze questa persona raccoglieva le pigne, l'asta metallica e andava via. 

Ricordiamo che tale pratica, purtroppo in crescita all'interno dei parchi romani e spesso frutto di un vero e proprio traffico organizzato, è assolutamente vietata e sanzionabile, e le ipotesi di reato per chi viene sorpreso a raccogliere le pigne dagli alberi sono quelle di furto e danneggiamento

Si invitano le autorità competenti a vigilare, all'interno dei parchi, per impedire il furto delle pigne dagli alberi e il danneggiamento dei rami, in quanto le essenze arboree sono una risorsa pubblica e come tale vanno trattate e tutelate, evitando che diventino oggetti alla mercé di singoli interessi privati e traffici commerciali, compiuti senza alcuna autorizzazione e in spregio dei beni comuni.
Si invitano anche i cittadini ad inoltrare segnalazioni alle autorità competenti (Polizia municipale, PS, CC), qualora notassero persone, all'interno dei parchi pubblici o lungo le strade, dedite a questo tipo di attività.

venerdì 4 gennaio 2019

Visita guidata a Gabii per il Parco Lineare Roma Est

Bella e partecipata la visita che stamattina si è tenuta a Gabii, organizzata dalle associazioni Il parco che non c'è Roma est e Vogli'amo' il Parco Lineare Roma Est.
L'archeologa Stefania Favorito ha raccontato la storia del sito, mostrando le incantevoli rovine dell'area archeologica, tra le quali spicca il Tempio di Giunone Gabina. 
Roberto Pallottini e Cinzia Paolino hanno parlato del progetto e delle azioni messe in campo fino ad oggi per arrivare alla realizzazione di un parco lineare che da Villa Gordiani arrivi appunto fino a Gabii, attraversando aree di pregevole valore storico, archeologico e naturalistico, come il Parco Campagna, l'area verde tra la Serenissima e via Spencer, la zona umida della Cervelletta. 
Nel corso della visita abbiamo illustrato i valori naturalistici che abbiamo censito nel corso degli anni a Roma est, e con l'occasione abbiamo raccolto dati per integrare la mappa della biodiversità consultabile online, che mostra le risorse naturalistiche della città di Roma.
Abbiamo infatti osservato, nell'area delle rovine, una Poiana, un Gheppio, una Ballerina bianca, un Pettirosso, un Codirosso spazzacamino oltre a Cornacchie e Taccole. Abbiamo anche rinvenuto il dente di un Istrice, segno della presenza di questo elusivo mammifero nell'area. 
Il WWF Roma e Area Metropolitana - Gruppo Pigneto-Prenestino, che sull'area in questione ha già elaborato un dettagliato dossier presentato pubblicamente a novembre, sostiene le iniziative dei cittadini, associazioni e comitati che chiedono che venga realizzato un parco lineare che possa connettere queste aree dal notevole valore culturale, storico e naturalistico, tutelando al tempo stesso la funzione di corridoio ecologico che l'area svolge per flora e fauna, portando preziosi valori naturalistici dalle zone dell'area metropolitana fin quasi al centro della città di Roma, mitigandone anche le criticità legate ad inquinamento e isola di calore. 

Poiana, fotografata da Stefano Cristofani
L'area va resa fruibile dai cittadini in sicurezza, affinché possa migliorare la qualità della vita in un settore, come quello orientale di Roma, tra i più inquinati e con meno aree verdi attrezzate e fruibili. 
La realizzazione della pista ciclabile, chiesta dalle associazioni impegnate sull'area, darebbe anche un'alternativa a coloro che vogliono spostarsi in città in maniera sostenibile, senza inquinare e con mezzi alternativi alle autovetture. Inoltre darebbe l'occasione ai turisti e non solo di raggiungere un luogo di straordinaria bellezza com'è l'area archeologica di Gabii.
 









mercoledì 2 gennaio 2019

Lanterne volanti e rischio incendi

Lanterne volanti rinvenute stamattina al Parco Archeologico di Centocelle: una aggrovigliata ai rami di un albero, altre due a terra tra i cespugli e nell'erba. 
Si nota, su tutte e tre, un principio di combustione sulla carta, che fortunatamente non è evoluto oltre. 
È noto che questi oggetti provocano spesso danni notevoli, tra cui incendi di bosco o di strutture varie sulle quali vanno a posarsi.
Inoltre sono realizzati con materiali non biodegradabili (come il telaietto in fil di ferro che sostiene la carta) che vengono dispersi e rilasciati nell'ambiente, e mettono a rischio anche la vita di animali selvatici e domestici
Nel 2017 il Ministero della Salute ha disposto il divieto di vendita e il ritiro dal mercato, per la presenza di fibre di amianto, di alcune lanterne volanti realizzate in Cina e distribuite in Italia da una ditta che aveva sede a Roma.
Nella speranza che venga opportunamente valutata l'opportunità di continuare a commercializzare oggetti potenzialmente pericolosi (in alcuni paesi della UE la loro vendita è vietata), l'auspicio è che tra le persone prevalga il senso di responsabilità, perché liberare in volo oggetti con fiamme libere accese può provocare incendi o comunque danni alle proprietà altrui o agli ambienti naturali.

Riguardo alla normativa e alle restrizioni attualmente vigenti sull'uso di questi oggetti, il Ministero dell’Interno con parere nr. 557/PAS/U/021252/XV/H/MASS (39) del 06/12/12 in merito al lancio delle lanterne volanti ha stabilito che:
 · l’attività di lancio delle lanterne volanti è stata oggetto proprio a fronte della intrinseca pericolosità per l’ambiente ed il traffico aereo, di particolari restrizioni;
· si ritiene, pertanto che la normativa vigente disciplini l’utilizzo dei prodotti delle lanterne cinesi, che deve essere annoverato quale “accensione pericolosa” tra le disposizioni previste dall’art. 57 del TULPS;
· pertanto, le manifestazioni pubbliche che implicano il lancio di detti manufatti, sono soggette alla licenza del citato art. 57 TULPS per il rilascio della quale il richiedente deve dichiarare di aver inoltrato istanza anche alla competente Autorità Aeroportuale (E.N.A.C.);
· infine, anche l’utilizzo di tali prodotti in occasione di “feste private” configura la fattispecie di “accensione pericolosa” e tale condotta potrà integrare gli estremi del delitto di cui all’art. 703 del c.p.

L’art. 57 del TULPS recita: 
"Senza licenza della autorità locale di pubblica sicurezza non possono spararsi armi da fuoco, né  lanciarsi razzi, accendersi fuochi d'artificio, innalzarsi aerostati con fiamme, o in genere farsi esplosioni o accensioni pericolose in un luogo abitato o nelle sue adiacenze o lungo una via pubblica o in direzione di essa. E' vietato sparare mortaretti e simili apparecchi".

L’art. 703 del codice penale recita:
"Chiunque, senza la licenza dell’Autorità, in un luogo abitato o nelle sue adiacenze, o lungo una pubblica via o in direzione di essa spara armi da fuoco, accende fuochi d'artificio, o lancia razzi, o innalza aerostati con fiamme, o, in genere, fa accensioni o esplosioni pericolose, è punito con l'ammenda fino a centotre euro.
Se il fatto è commesso in un luogo ove sia adunanza o concorso di persone, la pena è dell'arresto fino a un mese".

Non si possono quindi lanciare lanterne volanti, sia durante eventi e manifestazioni pubbliche che nel corso di feste private, senza un'autorizzazione rilasciata dall'autorità locale di pubblica sicurezza, previo inoltro di relativa istanza anche alla competente autorità portuale (E.N.A.C.). Senza questa autorizzazione chi lancia le lanterne volanti viola l'articolo 703 del codice penale (reato contravvenzionale), e vale il principio della responsabilità personale.

In caso di incendio provocato da lanterne cinesi, qualora si risalga agli autori del lancio, si possono contestare loro i seguenti articoli del codice penale, a seconda dei casi:

- incendio doloso (art. 423 c.p.)
- incendio boschivo (art. 423 bis c.p.)
- incendio colposo (art. 449 c.p.)

Art. 423 (Incendio):
"Chiunque cagiona un incendio è punito con la reclusione da tre a sette anni.
La disposizione precedente si applica anche nel caso d'incendio della cosa propria, se dal fatto deriva pericolo per la incolumità pubblica".

Art. 423 bis (Incendio boschivo):
"Chiunque cagioni un incendio su boschi, selve o foreste ovvero su vivai forestali destinati al rimboschimento, propri o altrui, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. Se l’incendio di cui al primo comma è cagionato per colpa, la pena è della reclusione da uno a cinque anni. Le pene previste dal primo e dal secondo comma sono aumentate se dall’incendio deriva pericolo per edifici o danno su aree protette. Le pene previste dal primo e dal secondo comma sono aumentate della metà, se dall’incendio deriva un danno grave, esteso e persistente all’ambiente".

Art. 449 (Delitti colposi di danno):
"Chiunque, al di fuori delle ipotesi previste nel secondo comma dell'articolo 423-bis, cagiona per colpa un incendio, o un altro disastro preveduto dal capo primo di questo titolo, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.
La pena è raddoppiata se si tratta di disastro ferroviario o di naufragio o di sommersione di una nave adibita a trasporto di persone o caduta di un aeromobile adibito a trasporto di persone".