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venerdì 31 maggio 2024

Lettera aperta per la realizzazione dei Parchi della Periferia Est già approvati

Venerdì 31 maggio 2024 abbiamo inviato al Presidente del Municipio Roma V e agli Assessori all'Ambiente e all'Urbanistica una lettera aperta per sollecitare la realizzazione dei Parchi già approvati da decenni e non ancora realizzati, se non in parte 

La lettera è stata sottoscritta dai rappresentanti del WWF Roma e di Italia Nostra competenti per il territorio del V Municipio.

Di seguito il testo della lettera che abbiamo inviato, per la quale auspichiamo una pronta risposta da parte delle Istituzioni a cui è indirizzata:


LETTERA APERTA AL PESIDENTE ED ALLA GIUNTA DEL MUNICIPIO ROMA V PER SOLLECITARE LA REALIZZAZIONE DEI PARCHI DELLA PERIFERIA EST GIA’ APPROVATI DA DECINE DI ANNI

 In occasione delle Conferenze di metà consiliatura, organizzate dalla Giunta del Municipio Roma V ed in corso di svolgimento presso la Casa della Cultura di Villa De Sanctis, si presenta questa Lettera Aperta, finalizzata a sollecitare la realizzazione dei parchi pubblici già da decenni definiti ed approvati, e quindi alla tutela e alla riqualificazione del territorio compreso nel Municipio in questione.

 La necessità della riqualificazione ambientale della città di Roma è stata riconosciuta fin dalla fine degli anni ottanta e si è concretizzata nel contenuto della Legge 396/1990 (la cosiddetta “Legge per Roma Capitale”, fortemente voluta da Antonio Cederna), la quale ha prescritto l’impiego delle aree dell’ex Sistema Direzionale Orientale (SDO) non solo per delocalizzare i ministeri dal centro della città alla periferia est, ma anche per riqualificare il settore orientale della periferia cittadina

Il Progetto Direttore SDO, redatto ed approvato dal Comune di Roma nel 1995, ha quindi definito le linee guida per la stesura dei Piani Particolareggiati relativi ai Comprensori SDO: Pietralata, Tiburtino, Casilino e Centocelle. In queste linee guida soprattutto i Comprensori SDO Casilino e Centocelle, ricadenti nel territorio dell’attuale Municipio Roma V, sono stati finalizzati a garantire gli standard urbanistici di verde e servizi per i quartieri limitrofi ed a salvaguardare e valorizzare il patrimonio culturale ed ambientale in essi presente. 

I Piani Particolareggiati Tiburtino SDO, Casilino SDO e Parco di Centocelle che sono stati adottati e/o approvati hanno quindi individuato dei Parchi pubblici da realizzare, i quali, anche se progettati ed approvati, non sono stati fino ad oggi realizzati, se non parzialmente. Si tratta del Parco Prenestino ex Snia Viscosa, del Parco Labicano-Casilino e del Parco Archeologico di Centocelle, tutti ricadenti all’interno del Comprensorio archeologico “Ad duas lauros”, tutelato da vincolo paesistico come “zona di interesse archeologico” dal D.M. 21.10.1995.

1. Parco Prenestino ex Snia Viscosa 

Il Piano Particolareggiato Tiburtino SDO approvato nel 2002 ha previsto la realizzazione di un vasto parco a sud della linea ferroviaria, esteso per circa 60 ettari e comprendente l’area dell’ex Snia Viscosa e le aree a est di Via di Portonaccio fino a Via Attilio Hortis. A tale riguardo il Comune di Roma con D.G.C. n. 533 del 9.9.2003 ha approvato la realizzazione del Progetto unitario del Parco Prenestino ex Snia Viscosa, il che ha portato all’esproprio nel 2004 di un’area su Via di Portonaccio, in corrispondenza del Lago Bullicante (con questo nome è stato successivamente ribattezzato il Lago Ex Snia). Questo Parco, sebbene sia stato definito dalla Legge per Roma Capitale “opera di preminente interesse nazionale”, non è stato tuttavia ancora realizzato, se non parzialmente come Parco delle Energie

Con DPRL 30.6.2020 la Regione Lazio ha PERALTRO istituito il Monumento Naturale  a tutela del Lago Bullicante e dell’ecosistema circostante, esteso all’intera superficie del Parco delle Energie, in ragione degli eccezionali valori di biodiversità rilevati nel sito, che annoverano, tra l’altro, numerose formazioni vegetali e specie animali protette dalle Direttive dell’Unione Europea.

 2. Parco Labicano - Casilino 

 Il Comprensorio Casilino SDO si estende per 146 ettari tra via Prenestina a nord e Via Casilina a sud. Esso è stato oggetto di un Piano Particolareggiato adottato dal Comune di Roma con Delibera Consiliare 148 del 21.10.2002, il quale ha destinato a verde pubblico circa 90 ettari sui 100 non ancora edificati. Si tratta quindi di un’ampia area destinata a verde che potrebbe divenire il Parco Casilino. Il Piano Particolareggiato non ha tuttavia mai completato il suo iter di approvazione. 

Fino ad oggi è stato realizzato solo il Parco di Villa De Sanctis, in una porzione dell’area compresa tra Via Casilina, Via Labico e Via dei Gordiani, area che il Progetto Direttore SDO del 1995 aveva già indicato come destinata a divenire il Parco Labicano.

3. Il Parco Archeologico di Centocelle

Il Piano Particolareggiato “Parco di Centocelle” approvato nel 2006 ha previsto la realizzazione del Parco Archeologico di Centocelle, esteso per 126 ettari. 

Buona parte dell’area del futuro Parco è stata ceduta dal Demanio militare al Comune di Roma in base alla Legge 453 del 29.1.1987 proprio per permettere la realizzazione delle opere pubbliche afferenti allo SDO, ritenute appunto dalla Legge per Roma Capitale “opere di preminente interesse nazionale”. Il D.M. del 9.7.1992 ha posto il vincolo di tutela archeologica su tutta la parte settentrionale dell’ex aeroporto militare, prescrivendo l’impiego dell’area medesima come Parco Archeologico. Fino ad oggi è stato tuttavia realizzato solo il primo stralcio di detto Parco sulla via Casilina, per un’estensione di soli 33 ettari. I lavori per il secondo stralcio, affacciato su via di Centocelle ed esteso su ulteriori 18 ettari, non sono invece ancora partiti. Sull’area del futuro parco insistono attività economiche non compatibili, come numerosi autodemolitori in attesa della necessaria delocalizzazione, nonché situazioni di degrado da bonificare. 

Il Piano Particolareggiato “Parco di Centocelle” approvato nel 2006 è decaduto nel 2016 per decorso decennio dalla sua approvazione, e si rende quindi necessario procedere alla redazione, adozione ed approvazione di un nuovo strumento urbanistico attuativo che costituisca il necessario riferimento normativo per la realizzazione del Parco archeologico di Centocelle in tutta la sua estensione, fino a comprendere le aree della villa romana Ad duas lauros e del Forte Casilino, la cui proprietà è rimasta del Demanio militare.

Nel 2023 Roma Capitale ha presentato pubblicamente il Masterplan sul Parco Archeologico di Centocelle, riguardante essenzialmente l’area del primo e del secondo stralcio, per complessivi 51 ettari. In considerazione degli ulteriori interventi finanziati anche con i fondi del PNRR e del Giubileo 2025, è comunque necessario aggiornare il cronoprogramma di realizzazione del masterplan.

4. Parco archeologico dell’Acquedotto Alessandrino – Mistica e Parco di Casa Calda

Nel territorio del Municipio Roma V tra Via di Tor Tre Teste ad ovest ed il GRA ad est, e tra la Via Prenestina a nord e la Via Casilina a sud è presente il Comprensorio storico-archeologico del Fosso di Tor Tre Teste, di Mistica e di Casa Calda. Detto Comprensorio costituisce uno degli ultimi lembi di campagna romana all’interno del GRA, che presenta infatti il paesaggio classico dell’Agro Romano attraversato dal Fosso di Tor Tre Teste e  dai resti dell’Acquedotto Alessandrino, e caratterizzato anche da significativi monumenti medievali quali il Torraccio del Rischiaro e il complesso delle torri di Casa Calda.

All’interno di questo Comprensorio ricade l’area della Convenzione tra Roma Capitale e privati approvata con D.C. 79 del 18.4.2005, la quale ha previsto la realizzazione del Parco archeologico dell’Acquedotto Alessandrino – Mistica, esteso per circa 75 ettari, nel quale possano essere tutelati e valorizzati i beni naturali e storico archeologici presenti nell’area (tra cui il Lago di Mistica, che presenta notevolissimi valori di biodiversità, il Fosso di Tor Tre Teste, l’Acquedotto Alessandrino, il Muraccio del Rischiaro). Questo parco non è stato tuttavia fino ad oggi realizzato, se non per la porzione affidata in gestione ad alcune realtà associative. Recentemente Roma Capitale con DAC 36 del 19.3.2024 ha previsto la istituzione di una Cabina di Regia finalizzata alla realizzazione di questo Parco.

All’interno del Comprensorio è presente altresì l’area del Parco di Casa Calda, estesa su 8 ettari, espropriata dal Comune di Roma nel 1975 e sulla quale è già stato realizzato un parco pubblico con strutture con finalità sociali. A seguito di una sentenza detta area è tuttavia tornata in proprietà al privato per retrocessione, essendo trascorsi più di dieci anni tra la data dell’esproprio e l’inizio dei lavori per realizzare le opere pubbliche previste.

 5. Parco della Serenissima

Nel territorio della periferia orientale di Roma Capitale un importante contributo alla necessaria riqualificazione ambientale può essere dato dalle aree che ricadono a cavallo del tratto urbano dell’autostrada A24, tra la via Tiburtina a nord e la linea ferroviaria Alta Velocità Roma-Napoli a sud, e che si estendono dal quartiere di Casalbertone a ovest fino all’area della Cervelletta ad est, area questa che è parte costituente della Riserva Naturale dell’Aniene.  Si tratta di aree che il vigente PRG di Roma Capitale destina prevalentemente a verde pubblico e classifica come componente secondaria della Rete Ecologica e che stesso Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio (PTPR) individua come possibile “parco archeologico naturale”. Le aree in questione,  che di fatto costituiscono un corridoio ecologico tra la Riserva naturale dell’Aniene a nordest ed il Comprensorio archeologico “Ad duas lauros” a sudovest, e che fanno parte del progetto del Parco Lineare di Roma Est, la cui realizzazione è richiesta da tempo da cittadini e associazioni, ricadono amministrativamente nel territorio del Municipio Roma IV, ma sono immediatamente adiacenti a quartieri densamente urbanizzati del Municipio Roma V, come il Prenestino ed il Collatino. Alcuni settori del proposto Parco Lineare, peraltro, ricadono all’interno del Municipio V, ad esempio il Parco della Stazione Prenestina.

Tra le aree sopra richiamate è presente quella del futuro Parco della Serenissima, esteso per circa 36 ettari, oggetto di un Accordo TAV – Comune di Roma stipulato in data 28.2.2021, in base al quale TAV si impegnava a realizzare detto parco come compensazione socioambientale per la realizzazione ed entrata in esercizio della linea ferroviaria alta velocità Roma Napoli. Il parco non è stato tuttavia ancora realizzato.

La recente Delibera dell’Assemblea Capitolina n. 33 del 15.4.2021 ha approvato uno Schema di Convenzione da sottoscrivere tra Roma Capitale e RFI, attraverso il quale RFI si impegna a cedere le aree e una somma di 6,3 milioni di euro a Roma Capitale. Sarà poi il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale a curare la progettazione e la realizzazione del futuro Parco della Serenissima. Detta Convenzione è stata sottoscritta in data 4.8.2021.

La presenza di importanti ed estesi beni culturali e paesistici presenti nell’area del futuro Parco della Serenissima, tutelati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, tra cui le aree archeologiche della Necropoli romana Serenissima, la Villa romana in via Scarpitti, il tracciato sotterraneo dell’Acquedotto Vergine, unitamente ai valori naturalistici che si riscontrano nell’area boscata retrostante il Casale Gottifredi, nella quale insiste una piccola zona umida, rende necessario il coinvolgimento della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma in un Tavolo Tecnico per la progettazione e realizzazione del futuro Parco.

La realizzazione del Parco della Serenissima e la realizzazione di parchi nelle aree già di proprietà comunale e già destinate a verde dal vigente PRG comprese tra via di Portonaccio e la Cervelletta, sono obiettivi irrinunciabili per la realizzazione del grande Parco Lineare Roma Est, compreso tra Porta Maggiore e l’area archeologica di Gabi, per la cui progettazione e realizzazione l’Assemblea Capitolina ha disposto l’attivazione di una cabina di regia con DAC 6 del 17.1.2023.

 6. Conclusioni

I sottoscrittori della presente lettera aperta sollecitano quindi il Presidente e la Giunta del Municipio Roma V ad adottare tutti i provvedimenti necessari affinché Roma Capitale completi nel più breve tempo possibile la realizzazione dei parchi pubblici sopra richiamati, mettendoli a disposizione dei cittadini del territorio. In questo modo verrebbe ad essere riqualificata l’intera periferia orientale romana, caratterizzata da un fitto tessuto urbano densamente popolato e povero di verde e servizi, da elevati livelli di inquinamento atmosferico e di impermeabilizzazione del suolo, con pesanti ricadute sul microclima locale soprattutto nei mesi estivi (isole di calore). Ed al tempo stesso verrebbe salvaguardato e valorizzato l’importante patrimonio culturale, paesistico e naturale ancora presente nel territorio interessato.

Roma, 31.5.2024   

                

Emilio Giacomi (Referente della Sezione di Roma di Italia Nostra per il territorio del Municipio Roma V

Stefano Gizzi (Responsabile del WWF Roma e Area Metropolitana per il Municipio Roma V)

 

 


venerdì 23 dicembre 2022

Ex Snia Viscosa: il WWF con il Forum Territoriale Permanente del Parco delle Energie

Ex Snia Viscosa

Il WWF con il Forum Territoriale Permanente del Parco delle Energie

“Ancora una volta la politica non riesce a mantenere gli impegni, ancora una volta il privato riesce a prevalere sull’interesse di tutti. Apprendiamo dalle fonti di stampa che i mezzi meccanici in opera all’Ex Snia Viscosa non interferirebbero con il perimetro del Monumento Naturale che tutela il Lago Bullicante, ma il nodo è proprio qui, il perimetro andava esteso, non solo come richiesto dal Forum Territoriale Permanente del Parco delle Energie, ma come dichiarato a gran voce dall’Amministrazione regionale (con il parere positivo dell’ISPRA). E se, come leggiamo, l’iter per ampliamento del Monumento Naturale è stato “rallentato” da un ricorso al TAR del privato, in attesa dell’esito non potevano attendere anche le ruspe? La politica deve avere più coraggio, non limitarsi ad assistere agli eventi. Un coraggio che sappia immaginare il futuro, un futuro che per vincere la crisi climatica deve investire in natura non certo in cemento e grandi opere.” Dichiara Raniero Maggini, presidente del WWF Roma e Area Metropolitana

http://www.wwfroma.it/aggiornamenti-dal-wwf-roma/1210-ex-snia-viscosa-il-wwf-con-il-forum-territoriale-permanente-del-parco-delle-energie





sabato 16 luglio 2022

Lettera aperta dopo l'incendio del 9 luglio

Pubblichiamo il testo della lettera aperta conseguente al terribile incendio del 9 luglio 2022, sottoscritta dalla Comunità per il Parco Pubblico di Centocelle, dal Comitato Pratone di Torre Spaccata Parco Archeologico e Naturalistico, dal Gruppo Ambiente e Territorio della Libera Assemblea di Centocelle e dal WWF Roma e Area Metropolitana - Municipio V.


A 7 giorni dal tragico incendio che ha distrutto gran parte degli auto demolitori della Togliatti e parte del PAC e del Pratone, affidiamo i nostri pensieri a questa breve lettera, invitando tutt* alla partecipazione ai prossimi eventi, a partire dall'assemblea di Domenica 17 alle ore 18.00, a Torre Spaccata


LETTERA APERTA ALLA CITTÀ

A pochi giorni dalla tragedia, i rifiuti stratificati in decenni di incuria continuano a bruciare nella buca del Pratone e in alcune aree del PAC, il fumo continua a investire le case e noi siamo costretti a sigillare porte e finestre nonostante l’anomala canicola estiva, per evitare l’odore acre degli inquinanti presenti nell’aria. 

Mentre si svolgono sotto i nostri occhi le paradossali proteste degli autodemolitori che - più solerti dei cittadini - bloccano via Palmiro Togliatti, ci interroghiamo su quale contributo possano fornire realtà associative come le nostre in un momento come questo. 

Sono anni che i cittadini e le associazioni presenti sul territorio denunciano l’incompatibilità di attività come quelle di autodemolizione in centri abitati e siti sensibili. 

Sono anni che chiedono alle istituzioni ciò che gli spetta di diritto, di poter fruire del Parco di Centocelle, che doveva essere la “piazza” dei quartieri Don Bosco, Torre Spaccata e Centocelle, mentre oggi è una bomba ad orologeria fatta di rifiuti interrati e attività inquinanti, pronta ad esplodere ogni estate, quando anche il più piccolo degli incendi che in un’area verde recuperata, adeguatamente rimboschita e manutenuta potrebbe essere circoscritto, assume le orrifiche sembianze del disastro ambientale. 

Sono passati 40 anni dal DPR 915/82, con cui il Comune di Roma disponeva la delocalizzazione delle attività di autodemolizioni fuori l’anello del GRA; 30 anni dal D.M. del 9.7.1992, con cui tutta la parte settentrionale dell'ex aeroporto militare veniva tutelata da vincolo archeologico con prescrizione di destinarla a parco; 27 anni da quando il Vincolo Ad Duas Lauros prima, la Variante delle Certezze poi, destinavano a verde pubblico tutta l’area del Parco di Centocelle, ad esclusione di quella del demanio militare; 25 anni dalla Deliberazione n. 43 del 20 marzo 1997, con cui per la prima volta il Consiglio Comunale individuava i siti alternativi dove delocalizzare gli autodemolitori. 

Sono passati 25 anni dall’avvio della prima serie di indagini che hanno portato alla scoperta del patrimonio archeologico custodito dal Pratone di Torre Spaccata, 18 anni dalla formulazione della prima richiesta di tutela del Prato con vincoli puntuali e diffusi, 16 anni da quando l’area è stata indagata per una seconda volta dagli stessi archeologi, 14 anni dalla pubblicazione di un volume interamente dedicato alle emergenze archeologiche scoperte nell’area: nulla di tutto ciò gli è valso ad oggi la tutela vincolistica che meriterebbe e che potrebbe salvarlo da un destino diverso da quello che il vigente PRG prevede.

Eppure, dopo aver visto la presentazione di grandi progetti, l’apertura di bandi internazionali, le proroghe all’attività degli autodemolitori e il rimpallo di competenze e responsabilità tra Comune e Regione, di nuovo ci troviamo a commentare la cronaca dell’ennesimo disastro annunciato. 

Ci vediamo obbligati a ribadire che disastri come l’incendio del 9 luglio si ripeteranno con sempre maggiore frequenza e sempre più diffusamente, a causa delle condizioni in cui versa tutto il territorio romano, combinate con le conseguenze del cambiamento climatico. Anche per questo motivo non chiediamo soltanto di rispondere all’emergenza in un’area specifica, ma pretendiamo che tutti insieme si sollevi lo sguardo e le politiche verso il traguardo della realizzazione dell’intera rete ecologica di questa città, a partire da quella del suo quadrante orientale che definiamo “Corona verde di Roma Est”, caratterizzata com’è da un enorme gap tra il formidabile potenziale e l’incredibile stato di degrado in cui versa.

Non sappiamo se l’incendio abbia avuto un’origine dolosa o colposa, non sappiamo se verranno trovati inneschi o se sia stato causato dall’incuria e l’abbandono in cui versano alcune aree prospicienti al PAC: definirlo non spetta a noi ma a chi condurrà le indagini. Certamente ne seguiremo le evoluzioni.

Sappiamo però chi ne ha pagato e chi ne sta pagando le spese nel frattempo: gli abitanti dei quartieri limitrofi che respirano diossine e PCB oltre i limiti previsti dalle norme; i VVFF che hanno rischiato la vita, coprendo turni massacranti per sottostazione organica e lavorando nella carenza di idranti e strumentazione adeguata, più volte denunciata; i cani che vivevano presso gli autodemolitorimorti bruciati vivi, intossicati o colpiti dalle numerose esplosioni generatesi; la fauna del pratone, come le volpi riprese in numerosi video mentre fuggono per scampare alle fiamme, vittime innocenti e invisibili di un disastro che poteva essere evitato.

In queste ore, chi va alla ricerca del responsabile sembra farlo per deresponsabilizzare la categoria che rappresenta e per questo ci sentiamo di dire con certezza che “l’innesco più grande” è nascosto tra l’erba secca, gli arbusti incolti e i rifiuti interrati del PAC come nel Pratone di Torre Spaccata. A nasconderlo è stata quella politica che negli ultimi 30 anni non ha saputo rispondere alle legittime rivendicazioni della cittadinanza.

Chiediamo quindi di guardare oltre l’emergenza, affinché la corretta pianificazione dei cosiddetti vuoti urbani della città sia sensibile una volta per tutte alle istanze del territorio e metta l’amministrazione comunale nella posizione di non dover affrontare in futuro queste situazioni in termini emergenziali: è urgente che una città sostenibile si doti di un’infrastruttura verde, libera da rischi ambientali e speculativi. 

Consapevoli del percorso lungo e complesso, continuiamo a suggerire all’amministrazione la nostra via d’uscita: deframmentare e realizzare la Corona Verde di Roma Est (dal Parco naturale della Valle dell’Aniene al Parco dell’Appia antica) partendo dalla creazione di un Parco delle Ville Romane che finalmente valorizzi la vocazione ambientale e culturale del Pratone di Torre Spaccata e del PAC. 

La creazione di un Parco delle Ville Romane colmerebbe, almeno in parte, il debito sociale e ambientale da sempre riconosciuto alla popolazione residente in questi quartieri, restituendogli un polmone verde, uno spazio di socialità e di possibili economie sostenibili, nonché un motivo di orgoglio identitario per tutto il quadrante, non più problema. 

Per questo motivo, mentre insieme a molte altre realtà attive nel territorio e in tutta Italia stiamo approfondendo i dati scientifici raccolti a seguito dell’incendio per valutare la possibilità di presentare un esposto per disastro ambientale, invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare ai prossimi due eventi pubblici nei quali la questione verrà trattata: 

1. l’assemblea pubblica organizzata dal Forum per la riqualificazione del Parco di Centocelle, da anni attivo nella battaglia per la realizzazione completa del PAC, indetta domenica 17 luglio alle ore 18.00 a Torre Spaccata, nella piazza antistante la Parrocchia di San Bonaventura, tra Via Marcio Rutilio e via Cornelio Sisenna; 

2. il consiglio municipale straordinario congiunto tra il V e il VII Municipio, che si terrà mercoledì 20 luglio alle ore 9.00 presso la sede del Consiglio del Municipio Roma V in via Perlasca n. 39.





lunedì 11 luglio 2022

Incendio del 9 luglio a Centocelle: delocalizzare gli autodemolitori per completare il Parco e disinnescare una bomba ecologica

Sono 30 anni che si parla del Parco Archeologico di Centocelle, che si fanno bandi internazionali di progetti, pianificazioni urbanistiche che decadono dopo dieci anni, progetti e ancora progetti. Nell'area del Parco ci sono autodemolitori da 30 anni in attesa di essere trasferiti da un'area che dovrebbe essere tutelata da vincolo archeologico e paesistico. Ed invece il 9.7.2022, esattamente 30 anni dopo il D.M. del 9.7.1992 con cui tutta la parte settentrionale dell'ex aeroporto militare fu tutelata con vincolo archeologico con prescrizione di destinarla a parco, l'area è andata a fuoco investendo le discariche in superficie ed interrate e gli autodemolitori. Al posto di un parco pubblico una bomba ecologica. Il terribile incendio del 9 luglio ha devastato un territorio ricco di valori naturalistici e archeologici, estendendosi anche al vicino Pratone di Torre Spaccata e minacciando gravemente l'incolumità dei cittadini che vivono nei quartieri limitrofi, costringendo le autorità a disporre l'evacuazione di alcuni edifici e mettendo a rischio la salute pubblica con il rilascio di sostanze tossiche nell'aria. È arrivato il momento di delocalizzare gli autodemolitori, come richiesto da anni dal WWF e da tanti cittadini, e di riqualificare una delle più grandi aree verdi della Capitale.

Di seguito il testo del comunicato del WWF Roma sul gravissimo incendio:

10 luglio 2022 - Incendio a Centocelle dopo quelli del Pineto e tanti altri, cosa aspettiamo a rafforzare la tutela di parchi urbani e aree protette? Maggini: “Delocalizzare gli impianti di autodemolitori. Andare a fondo circa le cause che hanno favorito la diffusione degli incendi di queste ultime settimane nella Capitale”.

Un incendio di vaste proporzioni quello sviluppatosi ieri a Centocelle, partito dagli autodemolitori lì ancora presenti e che ha messo a rischio persone, abitazioni e preziosi lembi di natura come il Parco Archeologico di Centocelle e il cosiddetto Pratone di Torre Spaccata. “Una questione ancora aperta - dichiara Raniero Maggini Presidente del WWF Roma e Area Metropolitana - quella degli autodemolitori a Centocelle, che ha mostrato in questa occasione di essere una vera e propria minaccia per la sicurezza della vita dei cittadini, delle loro abitazioni e di preziose aree verdi come il Parco Archeologico di Centocelle e il Pratone di Torre Spaccata. Occorre delocalizzare improrogabilmente gli autodemolitori, chiudendo definitivamente quelli abusivi ed alzando l’asticella, ad oggi troppo bassa, dei parametri che permettano la legittimità ad operare.

L'incendio di ieri a Centocelle

Si tratta di un’attività che può avere impatti importanti sotto il profilo ambientale e guardare al futuro significa aumentare quegli standard che possano garantire salute dell’ambiente e delle persone.” Ieri anche un ulteriore incendio nella Capitale, l’ennesimo di una lunga serie, forse come non mai nel cuore vivo della Capitale. “Occorre andare a fondo - aggiunge Maggini – riguardo le cause che hanno favorito la diffusione degli incendi di queste ultime settimane nella Capitale e certamente il WWF non farà mancare il proprio impegno, anche nelle aule di Tribunale.” Perseguire i responsabili di eventuali atti dolosi è parte del percorso che si rende necessario ma come chiede ormai da tempo il WWF, Roma può ambire ad essere Capitale Europea della Biodiversità. “Investire - conclude Maggini - nella maggiore tutela di aree naturali protette ed aree verdi delle quali la Città è fortunatamente ricca è un passo importante quanto ineludibile. Una tutela attiva significherebbe allontanare quelle minacce che potrebbero generare gravi rischi per la salute dei cittadini nonché per l’integrità del proprio patrimonio, favorirne la fruizione a tutti e dunque permettere di vigilare con continuità.”



martedì 2 novembre 2021

Le proposte del WWF al Presidente, alla Giunta e ai Consiglieri del V Municipio



In occasione dell'avvio della nuova consiliatura, il WWF rivolge al neoeletto Presidente Mauro Caliste e ai componenti della Giunta  e del Consiglio Municipale  le seguenti proposte, destinate alla tutela e alla riqualificazione del territorio compreso nel Municipio Roma V.


Le proposte del WWF al Presidente, alla Giunta e ai Consiglieri del V Municipio 


Parlare oggi di pianificazione urbanistica, di riqualificazione ambientale e di valorizzazione dei beni culturali e paesistici presenti nei territorio del Municipio Roma V di Roma Capitale ci porta inevitabilmente a ripercorrere la storia degli ultimi decenni di questo territorio, dei progetti di riqualificazione ambientale che lo hanno riguardato e della loro mancata realizzazione, nonché dei vincoli di tutela apposti sul territorio da parte delle Soprintendenze e del Mibac per salvaguardare e valorizzare i beni culturali ed ambientali presenti, ed in parte fatti rimuovere dai privati e perfino dall’Amministrazione di Roma Capitale.


Questo territorio è parte integrante della periferia orientale romana, caratterizzato da un fitto tessuto urbano densamente popolato e povero di verde e servizi, da elevati livelli di inquinamento atmosferico e di impermeabilizzazione del suolo, con pesanti ricadute sul microclima locale, esposto ad elevati rischi idrogeologici per la presenza di estese cavità nel sottosuolo di origine antropica e per il rischio di esondazione del Fosso di Tor Tre Teste. Una vasta rete di cavità sotterranee presente nel sottosuolo, soprattutto in presenza di perdite idriche dalle condutture fognarie o di adduzione dell’acqua può determinare la formazione di voragini, e può amplificare le onde sismiche di un territorio che la Regione Lazio ha classificato come zona sismica 3A.


Sebbene lo sviluppo edilizio della città di Roma abbia impattato in modo pesantissimo su questa parte dell’Agro romano dal dopoguerra fino ad oggi, è ancora presente in questo territorio un importantissimo patrimonio naturalistico, ambientale e culturale, che si snoda da Porta Maggiore ad ovest fino al GRA ad est lungo le antiche vie consolari Tiburtina, Collatina, Prenestina, e Labicana (oggi Casilina). 


La necessità della riqualificazione ambientale della città è stata riconosciuta fin dalla fine degli anni ottanta, e si è concretizzata nella Legge 396/1990 (la cosiddetta “Legge per Roma Capitale”), la quale ha prescritto l’impiego delle aree dell’ex Sistema Direzionale Orientale (SDO) per la riqualificazione del settore orientale della periferia cittadina. 


Il Progetto Direttore SDO del 1995, redatto ed approvato dal Comune di Roma nel 1995, ha quindi definito le linee guida per la stesura dei Piani Particolareggiati relativi ai Comprensori SDO: Pietralata, Tiburtino, Casilino e Centocelle. In queste linee guida soprattutto i Comprensori SDO Casilino e Centocelle sono stati finalizzati a garantire gli standard urbanistici di verde e servizi per i quartieri limitrofi ed a salvaguardare e valorizzare il patrimonio culturale ed ambientale in essi presente. 


Anche le opere progettate e solo in parte realizzate come compensazione socio-ambientale per la realizzazione e l’entrata in esercizio della linea ferroviaria Alta Velocità Roma Napoli hanno come obiettivo la riqualificazione ambientale di questo territorio.


In questo settore della periferia orientale possono essere quindi individuate numerose aree di elevato valore urbanistico, culturale ed ambientale, il cui corretto assetto urbanistico può contribuire in modo determinante a riqualificare l’intera periferia orientale della città.

 

1. L’area dell’ex Snia Viscosa


Si tratta di un’area che ricade all’interno del Comprensorio archeologico “Ad duas lauros” tutelato da vincolo paesistico come “zona di interesse archeologico” dal D.M. 21.10.1995. 


Il Piano Particolareggiato Tiburtino SDO approvato nel 2002 ha previsto la realizzazione di un vasto parco a sud della linea ferroviaria, esteso per circa 60 ettari e comprendente l’area dell’ex Snia Viscosa e le aree a est di Via di Portonaccio fino a Via Attilio Hortis. A tale riguardo il Comune di Roma con D.G.C. n. 533 del 9.9.2003 ha approvato la realizzazione del Progetto unitario del Parco Prenestino ex Snia Viscosa, il che ha portato all’esproprio di un’area su Via di Portonaccio, in corrispondenza del Lago Ex Snia. Questo Parco, sebbene sia stato definito dalla Legge per Roma Capitale “opera di preminente interesse nazionale”, non è stato tuttavia ancora realizzato, se non parzialmente come Parco delle Energie. 


All’interno del Parco sono presenti una pineta tutelata da vincolo paesistico con D.M. 1.3.1968 e un lago (Lago Bullicante), esteso circa un ettaro, situato tra la pineta e via di Portonaccio, per la cui tutela assieme al territorio contermine la Regione Lazio ha istituito un Monumento Naturale con DPRL del 30.6.2020. Intorno al lago si è sviluppato un interessante ecosistema da area umida, con essenze vegetali caratteristiche quali ad esempio il salice bianco e la cannuccia palustre, un'avifauna composta da numerose specie, tra cui circa 90 identificate ad oggi (tra le quali una trentina stabilmente nidificanti e alcune protette dalla Direttiva Uccelli come il Martin Pescatore, la Sgarza Ciuffetto, il Falco Pellegrino), e diverse specie di chirotteri e di odonati. Nell’area sono state individuate 11 diverse comunità vegetali. 


Il Piano Particolareggiato Tiburtino SDO è decaduto nel 2012 per decorso decennio dalla sua approvazione. 


Il WWF chiede che il perimetro del Monumento Naturale istituito nel 2020 sia esteso all’area dell’ex fabbrica attualmente esclusa, che il Lago sia inserito nel Demanio delle acque pubbliche e, unitamente alle aree circostanti, nel Piano Territoriale Paesistico Regionale e che venga adeguata la pianificazione urbanistica dell’area, prevedendo che l’intera area dell’ex Snia Viscosa sia promossa a componente primaria della Rete Ecologica (come peraltro previsto dalla normativa vigente per tutte le aree protette istituite dalla Regione).

 

2. Il Comprensorio Casilino SDO


Il Comprensorio Casilino SDO si estende per 146 ettari tra via Prenestina a nord e Via Casilina a sud. Anche questa area ricade all’interno del Comprensorio archeologico “Ad duas lauros” tutelato da vincolo paesistico come “zona di interesse archeologico” dal D.M. 24.10.1995. Esso è oggetto di un Piano Particolareggiato adottato dal Comune di Roma con Delibera Consiliare 148 del  21.10.2002, il quale destina a verde pubblico circa 90 ettari sui 100 non ancora edificati. Il Piano non ha ancora completato il suo iter di approvazione. 


Così, a 26 anni di distanza dal Progetto Direttore SDO del 1995, ed a 19 anni dalla sua adozione, questo Comprensorio è ancora privo di pianificazione urbanistica definitiva. Pertanto questo Comprensorio SDO, ricchissimo di beni ambientali e culturali e tutelato da vincolo archeologico fin dal 1994 nella sua parte meridionale per la presenza del Mausoleo di Sant’Elena (“Torpignattara”) e delle sottostanti Catacombe dei S.S. Pietro e Marcellino, con i suoi 100 ettari non ancora edificati è l’ultima occasione per avvicinare i quartieri circostanti alla dotazione standard minima di verde pubblico procapite (i famosi 9 mq per abitante prescritti dal D.I. 1444 del 1.3.1968).  


La situazione del Comprensorio Casilino SDO è particolarmente critica per la presenza di un esteso sistema di cavità sotterranee artificiali nel sottosuolo, con particolari criticità che riguardano le aree di Villa De Sanctis e dei villini attorno a Via Formia. Dette cavità, assieme alla presenza di sistemi fognari vetusti oppure addirittura assenti, può causare l’apertura di voragini.

 

3. Il Parco archeologico di Centocelle


 Anche quest’area ricade all’interno del Comprensorio archeologico “Ad duas lauros” tutelato da vincolo paesistico come “zona di interesse archeologico” dal D.M. 21.10.1995.  Inoltre ampie porzioni dell’area sono tutelate da vincolo archeologico come il Campo Marzio, la Villa rustica ed il monumento dell’Osteria di Centocelle. Il Forte Casilino è tutelato invece da vincolo monumentale. Il Piano Particolareggiato del Subcomprensorio Centocelle approvato nel 2006 ha previsto la realizzazione del Parco Archeologico di Centocelle, esteso per 126 ettari.

 

La maggior parte di queste aree sono state cedute dal Demanio militare al Comune di Roma in base alla Legge 453 del 29.1.1987 proprio per permettere la realizzazione delle opere pubbliche afferenti allo SDO, ritenute dalla Legge per Roma Capitale “opere di preminente interesse nazionale”. Il D.M. del 9.7.1992 ha posto il vincolo di tutela archeologica su tutta la parte settentrionale dell’ex aeroporto militare, prescrivendo l’impiego dell’area medesima come Parco Archeologico.  Fino ad oggi è stato tuttavia realizzato solo il primo stralcio di detto Parco sulla via Casilina, per un’estensione di soli 33 ettari. I lavori per il secondo stralcio, esteso su ulteriori 18 ettari, sebbene finanziati ed appaltati, non sono mai partiti. Sull’area del futuro parco insistono attività economiche non compatibili, come numerosi autodemolitori in attesa della necessaria delocalizzazione. 


Nel Parco di Centocelle sono presenti importanti valori sia botanici che faunistici, basti pensare alle 210 specie vegetali censite durante i Bioblitz organizzati dal WWF (da segnalare la presenza di alcune specie di orchidee) e alle tante specie di avifauna prativa presenti come ad esempio la cappellaccia, l'allodola, il beccamoschino, il saltimpalo e lo strillozzo, oltre a specie faunistiche come la luscengola.


Sono da segnalare le seguenti criticità: Realizzazione del secondo lotto; Bonifica del canalone (come da Ordinanza della Sindaca n. 22 del 10.2.2017) e delle altre discariche presenti; Sistemazione dei due accessi attuali su via Casilina e creazione di nuovi accessi; Risistemazione delle parti di cancellata abbattute; Predisposizione di un piano di prevenzione incendi adeguato ai rischi presenti (autodemolitori, discariche non caratterizzate, impianti militari; Valorizzazione delle ville romane (Villa della piscina e Villa Ad duas lauros) e del monumento Osteria di Centocelle; Definizione della situazione relativa alle aree non ancora passate dal Demanio militare al Comune di Roma (Villa Ad duas lauros e Forte Casilino); Definizione, monitoraggio e messa in sicurezza del sistema caveale presente nel sottosuolo; Delocalizzazione degli autodemolitori presenti; Verifica della compatibilità ambientale delle attività economiche presenti nell’area.


Il Piano Particolareggiato “Parco di Centocelle” approvato nel 2006 è decaduto nel 2016 per decorso decennio dalla sua approvazione, e si rende quindi necessario procedere alla redazione, adozione ed approvazione di un nuovo strumento urbanistico attuativo che costituisca il necessario riferimento normativo per la realizzazione del Parco archeologico di Centocelle.

 

4. Il Comprensorio storico-archeologico Tor Tre Teste, Mistica e Casa Calda


Nel territorio del Municipio Roma V tra Via di Tor Tre Teste ad ovest ed il GRA ad est, e tra la Via Prenestina a nord e la Via Casilina a sud è presente il Comprensorio storico-archeologico del Fosso di Tor Tre Teste, di Mistica e di Casa Calda. Detto Comprensorio costituisce uno degli ultimi lembi di campagna romana all’interno del GRA, che presenta infatti il paesaggio classico dell’Agro romano attraversato dai resti dell’Acquedotto Alessandrino, ma anche caratterizzato da significativi monumenti medievali quali il Torraccio del Rischiaro e il complesso delle torri di Casa Calda, nonché da significative architetture rurali quali il grande casale a corte della Tenuta La Mistica.  


            Notevolissimi sono i valori naturalistici e ambientali presenti, in particolare nell’area che comprende il Lago di Mistica, il Fosso di Tor Tre Teste e l’Acquedotto Alessandrino, dove sono state segnalate oltre 120 specie di avifauna, tra cui diverse specie protette dalle Direttive dell’Unione Europea (è stata documentata di recente anche la nidificazione dell’Airone Cenerino, evento eccezionale all’interno del GRA) e diverse specie di anfibi (es. Rospo Smeraldino) e odonati.


L’importanza culturale ed ambientale e la conseguente necessità di tutela di questo Comprensorio è stata riconosciuta dapprima dal D.M. 2.2.1990, con il quale è stato apposto il vincolo archeologico ex Lege 1089/39 sul tratto dell’Acquedotto Alessandrino compreso tra Via di Tor Tre teste ed il GRA e la corrispondente fascia di rispetto di 100 metri su ambo i lati, e dal successivo vincolo archeologico apposto con D.M. 12.10.1995 sull’intera area in questione. Detto vincolo di tutela è stato tuttavia annullato per singole porzioni di territorio da Sentenze del Consiglio di Stato a seguito di ricorsi presentati da privati. Detto D.M. è stato pertanto rettificato dal Decreto della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio del 21.1.1995, escludendo dalla tutela archeologica quasi tutta l’area a nord della fascia di rispetto dell’Acquedotto Alessandrino ed ampie porzioni di territorio a sud della stessa.


Il Comprensorio storico-archeologico “Tor Tre Teste, Casa Mistica e Casa Calda” è stato altresì ricompreso all’interno della vasta “area comprendente il Fosso di Tor Tre Teste, Casa Mistica, Casa Calda e Torre Angela” la cui importanza culturale ed paesistica e la conseguente necessità di tutela è stata riconosciuta dal D.M. 5.4.2001, con cui il Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, su proposte della Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici di Roma e della Soprintendenza Archeologica di Roma, ha apposto il vincolo paesistico in quanto “zona di interesse archeologico”. 


Il vincolo di tutela in questione è stato impugnato da parte del Comune di Roma al TAR del Lazio, il quale con sentenza n.14578 del 10.12.2001 lo ha annullato per mancato rispetto della procedura riguardante la emanazione del vincolo. Contro detta sentenza non è stato tuttavia presentato ricorso al Consiglio di Stato.


All’interno del Comprensorio storico archeologico Tor tre teste, Mistica e Casa Calda ricade l’area della convenzione tra Roma Capitale e privati approvata con D.C. 79 del 18.4.2005, la quale prevede la realizzazione e la consegna a Roma Capitale del Parco archeologico dell’Acquedotto Alessandrino esteso per circa 75 ha da cedere all’Amministrazione Comunale, nel quale vengono tutelati i valori storico archeologici, paesistici presenti nell’area (Acquedotto Alessandrino, Muraccio del Rischiaro, Fosso di Tor Tre Teste). Questo parco non è stato fino ad oggi realizzato.


Inoltre nell’area di Casa Calda è presente un’area di 8 ettari espropriata dal Comune di Roma nel 1975 e sulla quale è già stato realizzato un parco pubblico e strutture con finalità sociali. A seguito di una sentenza detta area è tornata in proprietà al privato per retrocessione, essendo trascorsi più di dieci anni tra la data dell’esproprio e l’inizio dei lavori per realizzare le opere pubbliche previste.

 

5. L’area a cavallo del tratto urbano della A 24 tra Casalbertone e la Cervelletta (definibile “Parco della Via Collatina antica” e parte costituente del futuro Parco lineare Roma est)


Nel territorio della periferia orientale di Roma Capitale un importante contributo alla necessaria riqualificazione ambientale può essere dato da una vasta area che ricade a cavallo del tratto urbano dell’autostrada A 24, tra la via Tiburtina a nord e la linea ferroviaria Alta Velocità Roma-Napoli a sud, e che si estende dal quartiere di Casalbertone a ovest fino all’area della Cervelletta ad est, area questa che è parte costituente della Riserva Naturale dell’Aniene. Si tratta di un’area che il vigente PRG del Comune di Roma destina prevalentemente a verde pubblico e classifica come componente della Rete Ecologica, che lo stesso Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio individua come possibile “parco archeologico naturale”, e che di fatto costituisce un corridoio naturale tra la Riserva naturale dell’Aniene a nordest ed il Comprensorio archeologico “Ad duas lauros” a sudovest.


Quest’area è costituita da differenti settori destinati a parco pubblico non solo sulla base delle prescrizioni del vigente strumento urbanistico, ma anche sulla base di vari provvedimenti amministrativi adottati nel corso del tempo, i quali tuttavia non hanno tuttavia portato alla attuazione delle decisioni assunte.


Tra questi settori possiamo ricordare il Parco archeologico Tiburtino a Casalbruciato, il cui progetto ricadente nell’ambito territoriale del Piano Particolareggiato Tiburtino SDO è stato approvato dal Comune di Roma Delibera di Giunta n. 749 del 25.11.2003, ma non è stato ancora realizzato. 


Si richiama poi l’attenzione sul Parco della Serenissima, esteso per circa 36 ettari, oggetto di un Accordo TAV – Comune di Roma stipulato in data 28.2.2021, in base al quale TAV si è impegnata a realizzare il Parco Campagna esteso per 36 ettari come compensazione socioambientale per la realizzazione ed entrata in esercizio della linea ferroviaria alta velocità Roma Napoli. Detto parco non è stato fino ad oggi realizzato.


La recente Delibera dell’Assemblea Capitolina n. 33 del 15.4.2021 ha invece approvato uno Schema di Convenzione da sottoscrivere tra Roma Capitale e RFI, attraverso il quale RFI si impegna a cedere le aree e una somma di 6,3 milioni di euro a Roma Capitale. Sarà poi il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale a curare la progettazione e la realizzazione del futuro Parco della Serenissima.


La presenza di importanti ed estesi beni culturali e paesistici presenti nell’area del futuro Parco della Serenissima, tutelati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, tra cui le aree archeologiche della Necropoli romana Serenissima, la Villa romana in via Scarpitti, il tracciato sotterraneo dell’Acquedotto Vergine, il casale Gottifredi, unitamente ai valori naturalistici che si riscontrano nell’area boscata retrostante nella quale insiste una piccola zona umida, rende necessario il coinvolgimento della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma in un Tavolo Tecnico per la progettazione e realizzazione del futuro Parco.


Lo Schema di Convenzione di cui sopra non prende in considerazione il problema della riallocazione del tratto lungo 160 metri della Via Collatina antica scoperto nel 2000 durante i lavori di realizzazione della galleria ferroviaria Serenissima della linea alta velocità Roma Napoli. Detto tratto fu smontato, classificato e deposto in un’area adiacente a via dello Scalo Prenestino, in prossimità dell’attuale fermata FS Serenissima, in attesa di essere riallocato così come prescritto nell’Accordo TAV Comune di Roma del 28.2.2005.


Sulla base di un progetto elaborato dal Mibact, nel 2016 RFI ha versato alla Soprintendenza di Roma un importo di 800.000 euro per poter procedere alla riallocazione del tratto di strada romana. Il sito per la riallocazione è stato individuato e già recintato nell’area sovrastante la galleria Serenissima adiacente a via Spencer. Pertanto è necessario sollecitare l’esecuzione di questa opera.


 

Dopo aver esaminato le specifiche aree del Municipio Roma V, è necessario esaminare la Delibera di Giunta 143 del 17.7.2021 con cui Roma Capitale ha adottato le Linee Guida per lo Schema di Assetto Generale dell’Anello Verde. Con questo atto si è inteso definire appunto le linee guida per un quadro di riferimento per la pianificazione urbanistica delle aree ferroviarie Trastevere, Ostiense, Tuscolana e Tiburtina e degli adiacenti Comprensori SDO Pietralata, Tiburtino, Casilino e Quadraro, con l’obiettivo di creare un collegamento verde tra la Riserva Naturale dell’Aniene a nord ed il Parco dell’Appia a sud. Per quanto attiene al territorio del Municipio Roma V ed alla periferia orientale di Roma queste linee guida non hanno purtroppo interessato l’area del Parco di Centocelle, il Comprensorio Tor Tre Teste-Mistica-Casa Calda, e neppure tutta l’estensione dell’area a cavallo della A 24 tra Casalbertone e la Cervelletta.

Nelle linee guida non sono stati considerati importanti vincoli di tutela apposti sul territorio, come quello archeologico Torpignattara apposto nel 2004, e neppure sono stati definiti i futuri dei parchi archeologici previsti dagli strumenti urbanistici generali ed attuativi fino ad oggi approvati o adottati. 


Stefano Gizzi

Responsabile Municipio V del WWF Roma e Area Metropolitana

 

Emilio Giacomi

Responsabile Settore Pianificazione del Territorio del WWF Roma ed Area Metropolitana.

 

 

 

 

 

 

sabato 30 giugno 2018

Scadono oggi le proroghe concesse da Roma Capitale agli autodemolitori che operano nel territorio capitolino

Il WWF Roma e Area Metropolitana rinnova la richiesta di superare il sistema delle proroghe e procedere nel più breve tempo possibile alla delocalizzazione delle imprese di autodemolizione, ovviamente delle sole aventi titolo ad operare in quanto in possesso di idonea autorizzazione.

"Lo spostamento delle suddette imprese non potrà comunque avvenire attraverso ulteriore consumo di suolo, dovranno pertanto essere individuate destinazioni idonee per la delocalizzazione, quali ad esempio aree industriali dismesse."

Una scadenza importante, tra gli altri, anche per il futuro del Parco Archeologico di Centocelle. Le attività di autodemolizione sono infatti incompatibili con l'area, fondamentale per la riqualificazione ambientale della periferia orientale di Roma.

Il Parco, benché realizzato solo in parte e caratterizzato dalla presenza di diverse forme di degrado, custodisce al suo interno importantissimi valori naturalistici, archeologici e storico-culturali che le Istituzioni competenti hanno la responsabilità di conservare e valorizzare con il massimo impegno.

"Le attività economiche di autodemolizione presenti nel Parco Archeologico di Centocelle peraltro non possono essere adeguate alla vigente normativa in materia per la presenza di vincoli di tutela paesistici e archeologici."

Il WWF Roma e Area Metropolitana chiede chiarezza e garanzie per il futuro del Parco Archeologico di Centocelle e ribadisce la richiesta di delocalizzare gli autodemolitori in regola in aree idonee, al fine di ristabilire definitivamente il rispetto della vocazione dell'area.


Roma, 30 giugno 2018

venerdì 18 maggio 2018

Vicenda autodemolitori: il WWF esprime solidarietà alla Direttrice del Servizio Rifiuti di Roma Capitale e torna a chiedere certezze per il Parco Archeologico di Centocelle

Anche in considerazione del grave atto d’intimidazione avvenuto il 15 maggio scorso presso gli uffici del Dipartimento di Tutela Ambientale di Roma Capitale, il WWF Roma e Area Metropolitana torna a chiedere chiarezza e garanzie per il futuro del Parco Archeologico di Centocelle.

“Nell’esprimere piena solidarietà alla Dottoressa D’Aprile il WWF ribadisce la necessità di garantire certezze per il futuro del Parco Archeologico di Centocelle, sia per la salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali ed ambientali presenti, sia per la necessaria riqualificazione ambientale della periferia orientale, riconosciuta dalla Legge per Roma Capitale 396/1990 e dal Progetto Direttore SDO del 1995. Le attività economiche di autodemolizione presenti nell’area peraltro non possono essere adeguate alla vigente normativa in materia per la presenza di vincoli di tutela paesistici ed archeologici. Si rinnova dunque la richiesta di superare definitivamente l’annosa questione degli autodemolitori: legalità e delocalizzazione.” 

mercoledì 11 gennaio 2017

WWF: da giorni a Roma cova un incendio nelle gallerie sottostanti il Parco archeologico di Centocelle. Occorre una urgente bonifica delle discariche abusive


Da circa 10 giorni parecchi metri cubi di immondizia accatastata bruciano all'interno delle cave sottostanti il Parco archeologico di Centocelle, nel settore sudorientale della città. I vigili del fuoco sono intervenuti e, non senza difficoltà e con l'ausilio di mezzi anche speciali, hanno individuato il punto di origine dell'incendio, all'interno delle grotte utilizzate un tempo come fungaie, ed hanno provveduto ad una prima opera di spegnimento.

Stante la natura covante dell'incendio (che nei giorni immediatamente successivi allo spegnimento si è riattivato, provocando di nuovo la fuoriuscita dei fumi da una voragine che è nei pressi dell'ingresso della galleria) occorre procedere con urgenza allo smassamento e alla rimozione di questi rifiuti, sia per arrivare all'estinzione definitiva dell'incendio che per procedere alla bonifica dell'area. I cittadini che abitano nella zona e nelle aree limitrofe al punto dove si sprigionano i fumi lamentano importanti disagi legati al fatto che l'aria è irrespirabile e l'odore del fumo particolarmente acre.

Dall'incendio, prevalentemente di natura covante che si sviluppa quindi in una condizione di relativa carenza di ossigeno, scaturiscono significative concentrazioni nell'aria di monossido di carbonio, gas molto nocivo per la salute umana. Anche i terreni e le falde acquifere sottostanti rischiano di essere irrimediabilmente compromessi, sia per gli effetti legati all'incendio in atto che a causa delle sostanze nocive rilasciate dalle numerose discariche abusive di rifiuti che purtroppo insistono su tutta l'area.

La mattina del 10 gennaio attivisti del WWF Lazio si sono nuovamente recati sul posto per documentare la situazione e ancora una volta si sono trovati di fronte alla presenza di grossi quantitativi di rifiuti di ogni tipo, abbandonati in prossimità del punto dove fuoriescono i fumi dell'incendio in atto all'interno della galleria.

E’ urgente che le istituzioni intervengano quanto prima, sia per avere ragione di un incendio da cui continuano a sprigionarsi fumi particolarmente inquinanti e nocivi, sia per bonificare un'area, sita all'interno di un parco archeologico, dove sono da tempo abbandonati e continuano ad essere sversati rifiuti di ogni tipo. Urgente anche la delocalizzazione degli autodemolitori e di tutte le attività incompatibili che insistono sull'area. Il Parco archeologico di Centocelle è un importante polmone verde della città, un'area di 120 ettari complessivi di cui soltanto 33 ora fruibili.

Il WWF da tempo effettua monitoraggi naturalistici nell'area e al suo interno ha censito la presenza di 40 specie di uccelli, tra cui alcune minacciate e considerate in diminuzione in tutta Europa, nonché la presenza di mammiferi quali le volpi e numerose essenze vegetali tipiche della campagna romana. Alla riqualificazione ambientale di questa importante area verde cittadina, ricca anche di significative presenze storiche e archeologiche d'epoca romana, è legato il rilancio dell'intero settore sudorientale della città.

Roma, 11 gennaio 2017

COMUNICATO STAMPA DEL WWF LAZIO