mercoledì 18 novembre 2015

Comprensorio storico-archeologico “Tor Tre Teste, Casa Mistica e Casa calda”. Richiesta di salvaguardia del Comprensorio attraverso l’apposizione dei necessari vincoli di tutela


Al Segretariato Generale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Via del Collegio romano 27
00186 Roma (sg@beniculturali.it; mbac-sg@mailcert.beniculturali.it)

Alla Direzione Generale Archeologia – Servizio II –Tutela del patrimonio archeologico (mbac-dgar@mailcert.beniculturali.it)

Alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio
Via di San Michele 22
00153 Roma (dr-laz@beniculturali.it; mbac-dr-laz@mailcert.beniculturali.it)

Al Segretariato Generale del MIBACT per il Lazio
Via di San Michele 22
00153 Roma (sr-laz@beniculturali.it; mbac-sr-laz@mailcert.beniculturali.it)

Alla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma
Piazza dei Cinquecento 67
00185 Roma (ss-col@beniculturali.it; mibac-ss-col@mailcert.beniculturali.it)

Alla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma
Via di S. Michele 17
00153 Roma (sbeap-rm@beniculturali.it; mbac-sbeap-rm@mailcert.beniculturali.it)

Al Commissario Prefettizio di Roma Capitale

All’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale

Al Presidente della Regione Lazio

Alla Direzione Territorio Urbanistica Mobilità e rifiuti della Regione Lazio

Al Presidente del Municipio V di Roma Capitale


Allegati:



Piantina con il rilievo delle zone di tutela paesistica, come da PTPR Lazio

Piantina con il rilievo delle trasformazioni effettuate, in corso, oppure respinte

Piantina con il rilievo delle aree prive di vincolo paesistico




Il settore orientale della periferia romana, come del resto tutta la periferia della Capitale, è caratterizzato al tempo stesso da un fitto tessuto urbano densamente popolato e povero di verde e servizi, da un elevato livello di inquinamento atmosferico dovuto al traffico veicolare, da un notevole grado di impermeabilizzazione del suolo con pesanti ricadute sul microclima locale, e dalla presenza di beni culturali ed ambientali di notevole importanza.
La salvaguardia e la valorizzazione di questi beni è l’occasione per riqualificare l’intero settore urbanistico, attraverso la realizzazione di vasti parchi urbani che interrompano la continuità del tessuto edificato che si estende dal centro storico della città fino alle più lontane periferie oltre il Grande Raccordo Anulare, e che al tempo stesso realizzino una rete ecologica attraverso corridoi di collegamento tra la Riserva dell’Aniene a nord e il Parco Regionale dell’Appia Antica a sud.
Nell’area compresa tra Via di Tor Tre Teste ad ovest, Via di Casa Calda a sud, il G.R.A. e Via Muraccio di Rischiaro a ovest e la Via Prenestina a nord è presente il Comprensorio storico-archeologico “Tor Tre Teste, Casa Mistica e Casa Calda”, che presenta il paesaggio classico dell’Agro romano attraversato dai resti dell’Acquedotto Alessandrino, ma anche caratterizzato da significativi monumenti medievali quali il Torraccio del Rischiaro o il complesso delle torri di Casa Calda, nonché da significative architetture rurali quali il grande casale a corte della Tenuta La Mistica.
L’importanza culturale ed ambientale e la conseguente necessità di tutela di questo Comprensorio è stata riconosciuta dapprima dal D.M. 2.2.1990, con il quale è stato apposto il vincolo archeologico ex Lege 1089/39 sul tratto dell’Acquedotto Alessandrino compreso tra Via di Tor Tre Teste ed il GRA e la corrispondente fascia di rispetto di 100 metri su ambo i lati. Detto D.M. è stato recentemente rettificato dal Decreto della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio del 21.1.1995.
Successivamente sull’intera area in questione è stato apposto il vincolo archeologico ex Lege 1089/39 con D.M. 12.10.1995.
Detto vincolo di tutela è stato tuttavia annullato in toto dalle Sentenze del Consiglio di Stato n. 2763 del 1999 e n. 4567 del 12.6.2001, a seguito di ricorsi presentati da privati, in quanto non tutte le porzioni dell’area in questione sono state riconosciute meritevoli del vincolo archeologico indiretto necessario a garantire la libera visione dell’Acquedotto Alessandrino da ogni prospettiva.
Il Comprensorio storico-archeologico “Tor Tre Teste, Casa Mistica e Casa Calda” è stato altresì ricompreso all’interno della vasta “area comprendente il Fosso di Tor Tre Teste, Casa Mistica, Casa Calda e Torre Angela” la cui importanza culturale e paesistica e la conseguente necessità di tutela è stata riconosciuta dal D.M. 5.4.2001, con cui il Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, su proposte della Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici di Roma e della Soprintendenza Archeologica di Roma, ha apposto il vincolo paesistico in quanto zona di interesse archeologico di cui all’art. 146, comma 1, lettera m), del Decreto legislativo n. 490 del 29.10.1999.
Detto vincolo di tutela è stato impugnato da parte del Comune di Roma al TAR del Lazio, il quale con sentenza n.14578 del 10.12.2001 ha annullato il D.M. 5.4.2001 per mancato rispetto della procedura riguardante la emanazione del vincolo. Contro detta sentenza non è stato tuttavia presentato ricorso al Consiglio di Stato.
La Regione Lazio, nella stesura del Piano Territoriale Paesistico Regionale, adottato con DGRL n. 556 del 25.7.2007, ha comunque riconosciuto l’importanza paesistica dell’area in questione, classificandola nella Tavola A 24 Foglio 374 in larga parte come “paesaggio dell’insediamento storico diffuso”, e sottoponendola così alle limitazioni di trasformabilità contenute nell’art. 31 delle Norme del PTPR medesimo. La porzione nordorientale del Comprensorio è stata invece classificata come “paesaggio naturale agrario, ricadente nelle prescrizioni dell’art. 22 delle suddette Norme.
Dette prescrizioni di tutela sono tuttavia cogenti solo per le aree sottoposte a vincolo paesistico, costituendo in tal senso un limite invalicabile al rilascio dei nulla-osta paesistici.
La stessa Regione Lazio ha peraltro proceduto al rilievo dei beni sottoposti a vincolo paesistico, riportando nella Tavola D 24 Foglio 374 l’inviluppo delle aree tutelate dal vincolo paesististico. Da detta Tavola si evince che ampie porzioni del comprensorio sono sprovviste del necessario vincolo di tutela.
Recentemente la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio con Decreto del 21.1.2015 ha riformulato il D.M. 12.10.1995, limitando il vincolo di tutela alle sole fasce di territorio dalle quali si percepiscono realmente le visuali dei resti dell’Acquedotto Alessandrino. In tal modo a nord dell’Acquedotto è stata tutelata una fascia lungo Via di Tor Tre Teste, peraltro già tutelata da vincolo paesistico registrato sulle Tavole del PTPR. Invece a sud dell’Acquedotto è stata tutelata una fascia che si estende mediamente a circa 300 metri dall’Acquedotto, arrivando fino al complesso della Torre di Casa Calda.
Restano così comunque escluse da ogni vincolo di tutela ampie fasce del Comprensorio in questione sia a nord che a sud dell’Acquedotto Alessandrino.
Va peraltro rilevato come il Comprensorio in questione nel corso degli ultimi anni sia stato oggetto di trasformazioni urbanistico-edilizie già effettuate, in corso e/o approvate, o solo presentate e tuttora in corso di definizione, oppure già respinte.
Tra le trasformazioni effettuate c’è la realizzazione degli uffici della Motorizzazione civile, nell’angolo sudorientale del Comprensorio a ridosso del GRA.
Tra le trasformazioni in corso o approvate c’è la realizzazione della Via Prenestina bis tra Via Longoni ed il GRA, l’area compresa tra la nuova via Prenestina bis ed il GRA nella parte orientale della Tenuta della Mistica (designata con il numero 1E nell’allegata piantina), ed infine il Piano di Zona B 68 Tor Tre Teste su Via di Tor Tre Teste (designata con il numero 3).
Tra le trasformazioni in corso di definizione c’è poi l’area di Casa Calda, sull’area meridionale del Comprensorio tra Via di Tor Tre Teste e Via Walter Tobagi, di proprietà del Capitolo di S.Maria Maggiore e del Comune di Roma (designata con il numero 6).
Invece tra le trasformazioni presentate ma infine respinte dal Comune di Roma vanno ricordati tre progetti di Housing sociale su Via di Tor Tre Teste, classificati con i numeri 111, 50 e 256, riguardanti complessivi 36 ettari, dapprima ritenuti ammissibili dal Comune di Roma ma poi annullati con D.C. 327 del 2.8.2013 (designati rispettivamente con i numeri 2, 4 e 5).
Per la realizzazione delle trasformazioni relative alla Motorizzazione civile, al Piano di Zona B 68 Tor Tre Teste e alla zona artigianale di Mistica il Comune di Roma ha presentato alla Regione Lazio delle proposte di modifica del PTPR, le quali sono state accolte con la prescrizione di tutelare i beni archeologici presenti ed il Fosso di Tor Tre Teste, corso d’acqua pubblico e quindi tutelato ope legis assieme alla relativa fascia di rispetto.
L’intero Comprensorio “Tor Tre Teste, Casa Mistica e Casa Calda” è stato destinato a verde pubblico dal PRG del Comune di Roma approvato nel 2008. Lo stesso PRG riconosce l’importanza paesaggistica, ambientale ed ecologica del comprensorio nelle corrispondenti Tavole.
Le scriventi Associazioni chiedono quindi ai destinatari della presente, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze statali, regionali e comunali, di adottare tutti i provvedimenti necessari alla salvaguardia ed alla valorizzazione del Comprensorio “Tor Tre Teste, Casa Mistica e Casa Calda”, attraverso l’apposizione dei necessari vincoli di tutela, per garantire a tutta l’estensione del Comprensorio la tutela dei beni culturali ed ambientali in esso presenti.
In particolare si chiede l’apposizione del vincolo paesistico sull’intera area perimetrata in arancione nell’allegata piantina con il rilievo delle aree prive di vincolo paesistico, corrispondente alle zone classificate dal PTPR come “paesaggio dell’insediamento storico diffuso” oppure “paesaggio naturale agrario”, venendo così a tutelare le aree prive di vincolo e colorate in giallo.


Roma, 18.11.2015


WWF Lazio – Gruppo attivo Pigneto-Prenestino                              Italia Nostra Roma
(Stefano Gizzi)                                                                                (Mirella Belvisi)

Legambiente Circolo Città Futura                                                    Osservatorio Casilino
(Amedeo Trolese)                                                                         (Alessandro Bracchini)

Federtrek                                       Associazione per l'Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros
(Francesco Senatore)                                                   (Claudio Gnessi)

Comitato di Quartiere Torpignattara     Associazione Culturale Onlus ICT Ad Duas Lauros
(Luciana Angelini)                                                       (Antonio Pallotti)

Agricoltura Capodarco – Mistica Coop. Soc.                    Associazione “Amici del Parco”
(Salvatore Stingo)                                                                  (Giuseppe Liberotti)

Coordinamento Popolare contro la Cementificazione del Parco di Casa Calda
                                      (Luigi Giacinti – Sergio Scalia)

Dedalo Trek                                                                                              Sentiero Verde
(Enzo Venerandi)                                                                                       (Antonio Citti)


WWF PIGNETO-PRENESTINO: pignetoprenestino@wwf.it
ITALIA NOSTRA ROMA: roma@italianostra.org
OSSERVATORIO CASILINO: osservatoriocasilino@gmail.com
LEGAMBIENTE CIRCOLO CITTA’ FUTURA: cittafuturacircolo@gmail.com
FEDERTREK: segreteria@fedretrek.org
ASS.PER L’ECOMUSEO CASILINO AD DUAS LAUROS: ecomuseocasilino@gmail.com
COMITATO DI QUARTIERE TORPIGNATTARA: cdqtorpignattara@email.it
ASS. CULTURALE ONLUS ICT AD DUAS LAUROS: duaslauros@gmail.com
AGRICOLTURA CAPODARCO – MISTICA COOP. SOC.: presidente@agricolturacapodarco.it
ASSOCIAZIONE AMICI DEL PARCO: amicidelparco1998@gmail.com
COORDINAMENTO POPOLARE CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE DEL PARCO DI CASA CALDA: luigi.giacinti@gmail.com sergscal@gmail.com
DEDALO TREK: venerand@istat.it
SENTIERO VERDE: direttivo@sentieroverde.org

martedì 17 novembre 2015

Notiziario Regionale del WWF Lazio


Al link che segue si può visualizzare e scaricare il notiziario del WWF Lazio del mese di novembre, che invitiamo tutti a leggere e diffondere (c'è anche un articolo sulle attività svolte nel 2015 dal nostro Gruppo Attivo Pigneto-Prenestino):


Buona lettura.

lunedì 16 novembre 2015

Piantumazione di un clementino nel giardino dell'Istituto Comprensivo di via Anagni

Lunedì 16 novembre 2015, gli attivisti del WWF Lazio - Gruppo Attivo Pigneto-Prenestino hanno piantumato un clementino nel giardino dell'Istituto Comprensivo di via Anagni, nell'ambito di un progetto di educazione ambientale al quale il WWF locale sta collaborando. 
Abbiamo spiegato con parole semplici ai bambini della Scuola dell'Infanzia e della Scuola Primaria l'importanza degli alberi e, più in generale, il valore della natura e la necessità di difenderla
I bambini ci hanno accompagnato cantando canzoncine e recitando poesie su temi ambientali, ben preparati dalle maestre.










 

Biodiversità urbana: l'avifauna del V Municipio, un patrimonio da tutelare

Sabato 14 novembre, alle 16.30, alla Casa della Cultura di Villa De Sanctis si è tenuto l’incontro pubblico di presentazione dei risultati del monitoraggio dell’avifauna effettuato dagli attivisti del WWF Lazio – Gruppo Attivo Pigneto-Prenestino nelle aree del V Municipio (che ha patrocinato l’incontro) e dintorni. Tra i relatori anche il fondatore e Presidente onorario del WWF Italia Fulco Pratesi, il Presidente di WWF Oasi e autore del libro “Roma selvatica” Antonio Canu, l’ornitologo e Direttore del Bioparco di Roma Fulvio Fraticelli.
Un incontro molto interessante, sia per gli approfondimenti di natura scientifica che per l’occasione che ha rappresentato per parlare delle minacce che incombono sul territorio, e che mettono a rischio l’avifauna e la biodiversità delle aree verdi ancora esistenti e da sottrarre al cemento. L’esposizione sulle specie avvistate nel corso dei monitoraggi è stata effettuata dai due attivisti che in prima persona si sono impegnati sul campo nel rilievo dell’avifauna, Alessandro Fiorillo e Mario Paloni. Corrado Battisti (Docente di Ecologia Applicata presso l’Università Roma Tre) e Giuseppe Dodaro (Esperto in gestione di ecosistemi umidi) non hanno potuto partecipare all’iniziativa, ma da loro è arrivato un importante contributo scientifico sulla valutazione dei risultati del monitoraggio. L’attivista Emilio Giacomi ha elencato le minacce che purtroppo incombono sulla biodiversità e sulle aree verdi del territorio del V Municipio, mentre il Delegato del WWF Italia per il Lazio Andrea Filpa ha parlato di reti ecologiche, biodiversità e attenuazione degli effetti del Climate Change, portando gli esempi molto interessanti sulle soluzioni escogitate a Copenaghen per fronteggiare gli effetti del cambiamento climatico. A presentare ed introdurre l’iniziativa ci ha pensato Stefano Gizzi, Presidente del WWF Lazio – Gruppo Attivo Pigneto-Prenestino mentre il moderatore è stato Raniero Maggini del WWF Lazio.
La partecipazione del pubblico è stata buona, con diversi interventi interessanti scaturiti nel corso del dibattito, segno che la cittadinanza è attenta e sensibile alle tematiche relative alla tutela dell’ambiente e delle aree verdi del territorio.
Le aree monitorate di cui si è parlato nel corso dell’incontro sono Villa De Sanctis, Parco di Centocelle, Villa Gordiani, Parco delle Energie e Lago ex Snia (per questa area il censimento delle specie è stato effettuato in collaborazione con il Forum Territoriale Permanente del Parco delle Energie), Tenuta della Mistica e le due aree esterne al municipio ma ad esso limitrofe, il Parco della Caffarella e il Parco della Cervelletta. I monitoraggi proseguiranno anche in futuro per completare la ricerca sull’avifauna che vive o transita sul territorio e per rilevare e registrare eventuali cambiamenti che si presenteranno nel corso del tempo, oltre che per uno studio sui corridoi ecologici utilizzati dagli uccelli per i loro spostamenti nelle aree sopra descritte.
Seguono alcune foto dell’incontro.





























venerdì 13 novembre 2015

Situazione del laghetto del Parco Palatucci di Tor Tre Teste

Subito dopo il monitoraggio dell'avifauna alla Tenuta della Mistica (domani alle 16.30 la presentazione dei risultati alla Casa della Cultura di Villa De Sanctis), ci siamo recati al laghetto del Parco Palatucci per verificare lo stato della situazione (di qualche giorno fa un nostro primo intervento sul grave stato in cui versa), che purtroppo risulta ancora piuttosto critica, per non dire drammatica. Il livello dell'acqua, nonostante l'intervento di riempimento dell'invaso effettuato alcuni giorni fa dalle associazioni di Protezione Civile e Vigili del Fuoco SCA in congedo, è di nuovo molto basso ed insufficiente, tale da mettere a rischio le numerose specie di animali (uccelli, pesci e tartarughe) che ci vivono. 
Non sono mancate contestazioni anche accese, persino nei nostri confronti, da parte di alcune persone presenti sul posto, esasperate dalla situazione e soprattutto dalla mancanza di interventi risolutivi, che sono le istituzioni preposte a dover garantire
Nel momento in cui siamo andati via erano presenti sul posto gli uomini di alcune associazioni di Protezione Civile che, attraverso l'uso di un idrante presente lì nei pressi, con le manichette stavano di nuovo gettando acqua per riportare il livello idrico del lago in condizioni accettabili, soprattutto per la sopravvivenza dei numerosi animali presenti. E' ovvio che, seppur lodevole per l'impegno profuso, questa resta una soluzione tampone e provvisoria, e soltanto il ripristino delle pompe e la contestuale riparazione del fondo del lago possono risolvere in maniera definitiva la problematica. In caso di svuotamento dell'invaso del lago (necessario per effettuare i lavori di impermeabilizzazione e ripristino del fondo, atto ad impedire le perdite idriche e quindi il prosciugamento del lago), è necessario garantire la sopravvivenza degli animali, anche attraverso il trasferimento degli stessi in altri siti idonei (abbiamo constatato la presenza di almeno tre esemplari di Anatre germanate, numerosi pesci alcuni dei quali anche di grandi dimensioni, e circa trecento tartarughe), tenendo conto anche dell'ulteriore problematica rappresentata dalla presenza numerosa di tante specie alloctone di tartaruga acquatica. 
Seguono alcune foto scattate stamattina.
















Anatra germanata


Gabbiano comune

mercoledì 11 novembre 2015

Parco archeologico di Centocelle, l'occasione per il rilancio ambientale e culturale della periferia sud-est di Roma

Una delle aree verdi del V Municipio da tempo in attesa di riqualificazione, ampliamento e valorizzazione è quella del Parco Archeologico di Centocelle, una vasta area che comprende al suo interno numerose testimonianze storiche e su cui sono apposti vincoli archeologici con Decreto del Ministro per i Beni Culturali del 9.7.1992, D.M. 19.12.1991 (Villa Rustica), D.M. 12.6.1966 (Osteria di Centocelle), e un vincolo monumentale sul Forte Casilino D.M. 23.2.1984.
Il WWF Lazio – Gruppo Attivo Pigneto-Prenestino ha già pubblicato un Dossier dedicato anche a questa area, dal titolo “Il comprensorio archeologico Ad Duas Lauros: una occasione per riqualificare la periferia orientale del Comune di Roma”.


1. Cosa prevede il progetto (per ora rimasto pressoché sulla carta) e alcune delle criticità che concorrono ad impedirne la realizzazione

Sulla “Cronaca di Roma” del quotidiano “Il Messaggero” del 23 giugno 1998, si leggeva che i lavori per la sistemazione dell’area a parco pubblico sarebbero iniziati entro poche settimane, e nel giro di alcuni anni il pregevole spazio sarebbe stato consegnato ai cittadini. In realtà ad oggi sono stati realizzati soltanto 33 ettari di parco (lato Casilina, inaugurati nel settembre 2006), rispetto ai 120 previsti nel progetto originario. Quest’ultimo suscitò comprensibilmente l’entusiasmo dei cittadini, considerando la sostanziale assenza nella zona di un parco adeguato, per dimensioni, alla densità di abitanti dei quartieri circostanti (circa 400.000 residenti, del quadrante di Roma sud-est).
Il progetto, vincitore del bando “100 idee per Centocelle”, approvato con delibere Comunali del 10 aprile 2003 n. 69, del 31 gennaio 2005 n. 22 e con delibera di Giunta Regionale del 20 ottobre 2006 n. 676, prevede la realizzazione di un parco “a tesi”, ossia di uno spazio suddiviso in “parco archeologico”, “parco naturalistico” e “parco ricreativo-sportivo”.
Il parco archeologico occuperà la parte centrale del comprensorio, a ridosso della zona edificata di proprietà dell’aeronautica militare, e su quel sito insistono la “Villa Romana” e la “Villa ad duas lauros”.
Autodemolitori sul lato di via Togliatti
Il parco naturalistico si dovrebbe sviluppare lungo il perimetro delimitato dalla Casilina e da via Palmiro Togliatti, per una lunghezza complessiva di 8 km e una profondità variabile dai 100 ai 400 metri. E’ la cosiddetta “fascia di bordo” del parco, che alternerà vasti prati a fitte macchie di bosco, caratterizzato quest’ultimo dall’impianto di essenze tipiche della campagna romana quali ulivi, lecci, pini, platani, ippocastani. Questa zona coincide con quella dove, da decenni, sono insediati gli autodemolitori, di cui si è più volte paventato il trasferimento, senza mai giungere a risoluzione della problematica. L’ultimo provvedimento in tal senso è la risoluzione (numero 8/2015) del Consiglio del V Municipio sulla “ricollocazione degli autodemolitori”, in riferimento alla quale – affermava il Presidente del V Municipio, Giammarco Palmieri, nel giugno scorso – “emerge chiaramente l’impossibilità di continuare a rinnovare le proroghe agli autodemolitori che in tempi brevi devono essere trasferiti in luoghi idonei allo svolgimento delle loro attività”. “Altro tema fondamentale – continuava Palmieri – è il danno ambientale provocato al Parco di Centocelle, motivo per cui si è chiesto all’Arpa di rendere pubbliche le analisi effettuate al terreno del Parco”. Il 10 giugno 2015 la Commissione Ambiente del Comune di Roma ha approvato le linee guida per il trasloco dei rottamatori, indicando alcune aree verso le quali trasferire queste attività. Altra criticità, che va ad aggiungersi a queste appena elencate, e la rinnovata presenza di accampamenti abusivi e baraccamenti, costruiti nel sito che fu del campo nomadi “Casilino 900”, sgomberato alcuni anni fa.
Tornando al progetto, la realizzazione del parco sportivo-ricreativo è prevista in prossimità dei margini del parco archeologico, verso l’aeroporto di Centocelle, con la realizzazione di campi di calcio, tennis, pallavolo, basket, hockey su prato e persino un’area per il canottaggio.
Allo stato attuale, oltre ai 33 ettari di parco già realizzati, nel gennaio scorso si è provveduto alla bonifica del canalone di via dei Ciceri, funzionale alla realizzazione di un nuovo ingresso del parco e di percorsi pedonali, archeologici e ciclabili. Inoltre nel giugno scorso, alla presenza dei tecnici del Dipartimento, dell'Assessore all'Ambiente Estella Marino e di quello del V Municipio Giulia Pietroletti, è stato consegnato un altro stralcio dei lavori, il cui cantiere interesserà i 15 ettari compresi tra l'ex campo di volo e via di Centocelle.


2. Le attività svolte e le richieste del WWF per il Parco Archeologico di Centocelle

Il WWF Lazio – Gruppo Attivo Pigneto-Prenestino, chiede da anni che questa area di 120 ettari complessivi (più grande di Villa Borghese) venga completata, attrezzata e messa a disposizione dei cittadini e che le attività incompatibili con essa (autodemolitori e accampamenti di fortuna) vengano delocalizzate e trasferite altrove, in siti idonei e nel rispetto delle normative vigenti, anche sotto il profilo della tutela ambientale. La presenza nel parco di importanti aree archeologiche, potrebbe rappresentare l’occasione per far affluire turisti e visitatori, con importanti ricadute anche in termini occupazionali. Potrebbero inoltre svilupparsi delle significative sinergie culturali/turistiche con la vicina area di Villa De Sanctis, nel cui sottosuolo sono presenti le Catacombe dei SS Marcellino e Pietro, già aperte al pubblico.
Sullo sfondo il Monte Gennaro, della catena dei Lucretili
Sebbene sia stata riconosciuta l’importanza del Parco Archeologico di Centocelle esteso per 120 ettari ai fini della riqualificazione ambientale dei quartieri circostanti (Centocelle, Alessandrino, Torre Spaccata, Cinecittà, Quadraro, Torpignattara), e per esso si sia fatto addirittura un concorso internazionale di idee, a venti anni di distanza sono stati realizzati solo 33 ettari e si sta lavorando sui 15 ettari del secondo stralcio su via di Centocelle. Il parco non riesce a decollare, sebbene la maggior parte delle aree interessate sia già di proprietà comunale o comunque pubblica, anche per la presenza delle già citate attività commerciali e produttive (autodemolitori, rimessaggi di roulotte, etc) non compatibili non solo con la destinazione delle aree a parco pubblico, ma anche con i vincoli di tutela ambientali e paesaggistici (tra cui il D.M. 14.10.1995 “Ad duas lauros”) e con la normativa di tutela ambientale (smaltimento di auto rottamate).
Nell’ultimo anno gli attivisti del WWF hanno monitorato costantemente il territorio del parco anche per censire l’avifauna presente, attività funzionale alla conoscenza dello stato della biodiversità nei parchi del V Municipio e per mettere in campo gli strumenti adeguati alla sua tutela e valorizzazione. La presentazione pubblica dei risultati di questi monitoraggi, che hanno interessato anche tutte le altre aree verdi del municipio (oltre ad alcune limitrofe ma esterne ad esso), avverrà sabato 14 novembre alle 16.30, alla Casa della Cultura di Villa DeSanctis (via Casilina 665).