martedì 13 marzo 2018

Le aree verdi del Municipio Roma V e la riqualificazione ambientale della periferia orientale di Roma Capitale

Il settore orientale della periferia romana, come del resto tutta la periferia della Capitale, è caratterizzato al tempo stesso da un fitto tessuto urbano densamente popolato e povero di verde pubblico e servizi, da un elevato livello di inquinamento atmosferico dovuto al traffico veicolare, da un notevole grado di impermeabilizzazione del suolo con pesanti ricadute sul microclima locale (sovratemperature nei mesi estivi). Questo settore è comunque caratterizzato dalla presenza di beni culturali ed ambientali di notevole importanza sopravvissuti ad uno sviluppo urbanistico della città disordinato ed irrispettoso del patrimonio culturale ed ambientale.
Le aree ancora non edificate del settore orientale della città presentano infatti un patrimonio immenso di beni ambientali e culturali, costituendo gli ultimi lembi di quello che era l’agro romano. La tutela e la salvaguardia di questo patrimonio si lega quindi alla necessità della riqualificazione ambientale del settore orientale della città.
Nel territorio del Municipio Roma 5 è presente il Comprensorio archeologico “Ad duas lauros”, perimetrato e tutelato da vincolo paesistico come zona di interesse archeologico dal D.M. 21.10.1995, e che si estende dal Torrione a Piazzale Prenestino fino a comprendere il Parco archeologico di Centocelle, riguardando l’area dell’ex Snia Viscosa, la Villa dei Gordiani, l’area del Comprensorio Casilino SDO, l’Acquedotto Alessandrino a Torpignattara e la Batteria di Porta Furba. Nei riguardi di detto Comprensorio questa Associazione ha redatto un Dossier aggiornato al 2015 e consultabile sul sito:
La salvaguardia e la valorizzazione di questo patrimonio ambientale e culturale è l’occasione per riqualificare l’intero settore urbanistico, attraverso la realizzazione di vasti parchi urbani che interrompano la continuità di tessuto edificato che si estende dal centro storico della città fino alle più lontane periferie oltre il Grande Raccordo Anulare. La realizzazione di detti parchi permetterebbe infatti di migliorare la qualità dell’aria e le condizioni microclimatiche, nonché di realizzare una rete ecologica attraverso corridoi che connettano le aree verdi comprese nel Comprensorio archeologico Ad Duas Lauros tra loro e con la Riserva dell’Aniene a Nord e il Parco Regionale dell’Appia Antica a Sud, così come peraltro pevisto dal vigente PRG negli elaborati relativi alla Rete Ecologica.
Importante anche il ruolo che questo sistema di aree protette potrebbe svolgere sotto il profilo sociale-fruitivo-educativo in particolare nei confronti delle giovani generazioni (si veda la tematica del cosiddetto “deficit di natura” di bambini e ragazzi che vivono in contesti urbani). Ai fini della valorizzazione delle aree della rete ecologica sopra citata, questa associazione ha portato avanti, negli ultimi anni, vari progetti e attività, tra le quali quelle relative al censimento e monitoraggio delle specie di fauna, avifauna e flora che vivono all’interno di queste aree, e che concorrono ad accrescere il valore complessivo del patrimonio naturalistico del territorio. I dati scaturiti da queste nostre ricerche, effettuate sul campo, sono conservati nei nostri archivi, reperibili nei nostri canali telematici (http://wwfpignetoprenestino.blogspot.it) e a disposizione del pubblico, per qualsiasi tipo di consultazione o approfondimento (sia di natura scientifica, che conoscitiva). In sintesi, per la sola parte relativa al censimento ornitologico, abbiamo osservato 76 specie di avifauna (delle quali 3 protette dalla Direttiva Uccelli: Martin pescatore, Falco pellegrino e Sgarza ciuffetto) nell’area del Lago ex Snia e Parco delle Energie, 48 specie nell’area del Comprensorio Mistica/Tor Tre Teste/Casa Calda, 46 specie a Villa De Sanctis, 45 specie al Parco Archeologico di Centocelle.
La necessità della riqualificazione ambientale della città è stata riconosciuta fin dalla fine degli anni ottanta, e si è concretizzata nella Legge 396/1990 detta Legge per Roma capitale, la quale ha prescritto l’impiego delle aree dell’ex Sistema Direzionale Orientale ai fini di una riqualificazione ambientale del settore orientale della periferia cittadina.
Il Progetto Direttore SDO,  redatto ed approvato dal Comune di Roma nel 1995, ha così definito le linee guida per la stesura dei Piani Particolareggiati presenti nelle aree SDO: Pietralata, Tiburtino, Casilino e Centocelle.
Parco dell'oblio
Il Piano Particolareggiato Tiburtino SDO approvato nel 2002 riguarda sia il territorio del Municipio 4 che quello del Municipio 5, separati  da un confine costituito dalla linea ferroviaria Roma-Tivoli. Detto Piano Particolareggiato prevede la realizzazione del Parco Archeologico Tiburtino, la cui area si estende nell’area di Casalbruciato tra la via Tiburtina a nord ed il tratto urbano dell’autostrada A 24 a sud. Il progetto unitario di detto parco è stato approvato dal Comune di Roma con D.G.C. n. 749 del 25.11.2003. Sebbene ampie porzioni di detto parco siano già state espropriate, detto parco non è stato tuttavia fino ad oggi realizzato. Inoltre il Piano Particolareggiato Tiburtino SDO prevede la realizzazione di un vasto parco nel territorio del Municipio 5 e che comprende l’ex Snia Viscosa e le aree a est di Via di Portonaccio fino a Via Attilio Hortis. Infatti il Comune di Roma con D.G.C. n. 533 del 9.9.2003 ha approvato la realizzazione del Progetto unitario del Parco Prenestino ex Snia Viscosa, il che ha portato all’esproprio di un’area su Via di Portonaccio, in corrispondenza della parte orientale del lago ex snia. Anche questo parco non è stato tuttavia mai realizzato. Eppure sia il Parco archeologico tiburtino-collatino che il Parco Prenestino ex snia viscosa sono stati definiti dalla Legge per Roma Capitale “opere di preminente interesse nazionale”. Il Piano Particolareggiato Tiburtino SDO prevede inoltre la realizzazione della parte più occidentale del Parco Collatino-Tor Sapienza che si estende nel territorio del Municipio Roma 4 da Casalbertone ad ovest fino alla Cervelletta nella Riserva Naturale dell’Aniene ad est, su ambo i lati del tratto urbano della Autostrada A 24.In questa parte occidentale del Parco Collatino – Tor Sapienza ampie porzioni di territorio risultano essere già di proprietà di Roma Capitale, in quanto messe a disposizione da TAV-RFI come compensazione dei disagi arrecati al territorio per la realizzazione della linea AV Roma-Napoli. Ulteriori aree sono già in carico a Roma Capitale nel tratto tra via dei Fiorentini e la Cervelletta. Tuttavia, sebbene anche notevoli somme siano state messe a disposizione di Roma Capitale da parte di RFI, anche il Parco Collatino - Torsapienza non è stato fino ad oggi realizzato.
 
A sud della via Prenestina è presente il Comprensorio Casilino SDO, compreso tra via Prenestina a nord e Via Casilina a sud, il quale, con i suoi 100 ettari non ancora edificati, costituisce l’ultima occasione per avvicinare la dotazione minima di verde pubblico dei quartieri circostanti agli standard di verde pubblico procapite (i famosi 9 mq di verde attrezzato di quartiere per abitante prescritti dal D.I. 1444 del 1.3.1968). Questo Comprensorio è stato pianificato dal Comune di Roma con il Piano Particolareggiato Casilino SDO adottato con DC 148 del 21.10.2002, il quale ha previsto la destinazione a verde pubblico di ben 90 ettari. Tuttavia a oltre 15 anni di distanza detto strumento urbanistico non ha ancora concluso il suo iter amministrativo con l’approvazione da parte della Regione Lazio.
Parco Archeologico di Centocelle
A sud della Via Casilina è presente l’area dell’ex aeroporto di Centocelle, oggetto del Piano Particolareggiato del Subcomprensorio Centocelle SDO approvato nel 2006. E’ prevista la realizzazione del Parco archeologico di Centocelle, esteso per 126 ettari. La maggior parte di questi ettari sono stati ceduti dal Demanio militare al Comune di Roma proprio per permettere la realizzazione del parco, anch’esso ritenuta dalla Legge per Roma Capitale “opera di preminente interesse nazionale”. Fino ad oggi è stato tuttavia realizzato solo il primo stralcio di parco sulla via Casilina, esteso per soli 33 ettari. I lavori per il secondo stralcio, esteso su ulteriori 18 ettari, sebbene finanziati ed appaltati, non sono mai partiti. Sull’area del futuro parco insistono attività economiche non compatibili, come numerosi autodemolitori che lavorano da oltre 30 anni con autorizzazioni provvisorie in attesa della necessaria delocalizzazione.

Ad est del Parco di Centocelle, al di la di Viale Togliatti nel territorio del Municipio Roma 6, si estende l’area del Subcomprensorio Torre Spaccata SDO, ricca di un patrimonio culturale di età preistorica, romana e medievale, ancora privo delle necessarie tutele. Si tratta di un elemento importantissimo della rete ecologica del territorio, su cui insiste la previsione di 600.000 metri cubi di nuovi edifici.
Mistica
Infine  nel territorio del Municipio 5 è presente anche, tra Via di Tor Tre Teste ad ovest ed il GRA ad est, e tra la Via Prenestina a nord e la Via Casilina a sud il Comprensorio storico-archeologico del Fosso di Tor Tre Teste, di Mistica e di Casa Calda, attraversato dai resti dell’Acquedotto Alessandrino e ricco di beni ambientali, storici ed archeologici. La necessità di tutelare questo Comprensorio è stata riconosciuta da più decreti del Mibact che hanno apposto sia il vincolo archeologico che quello paesistico sull’area. Tuttavia i ricorsi presentati da privati ed addirittura dal Comune di Roma hanno di fatto privato l’intero Comprensorio della necessaria tutela. Lo stesso Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio classifica ampi settori del territorio in questione come zone naturali, zone naturali di continuità e zone di insediamento storico diffuso, riconoscendone così la necessità della tutela. Questa tutela non è tuttavia sempre garantita per la mancata apposizione di vincoli paesistici e/o archeologici e per le contestuali previsioni urbanistiche vigenti.
Dobbiamo purtroppo infine constatare come sia la Legge per Roma Capitale del 1990, così come l’impiego delle aree ex SDO, e così come anche le compensazioni TAV sono state fino ad oggi occasioni mancate per la realizzazione di parchi pubblici e quindi per la riqualificazione ambientale della periferia orientale della città di Roma.

domenica 11 marzo 2018

Conferenza pubblica e contest fotografico sulla biodiversità del territorio del Municipio Roma V

Si è svolta ieri alla Casa della Cultura di Villa De Sanctis l'iniziativa organizzata dal WWF Roma e Area Metropolitana sulla biodiversità del territorio del Municipio Roma V, che ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso e attento.
Nel corso della prima parte i relatori hanno illustrato diversi aspetti relativi alla realtà delle aree verdi del territorio e della biodiversità che le caratterizza. 
Emilio Giacomi ha ricostruito le vicende storiche che hanno caratterizzato l'evoluzione urbanistica del territorio dagli anni 80 ad oggi, sottolineando gli aspetti legati alle criticità che fino ad oggi hanno impedito la piena realizzazione di quella rete di aree verdi da cui dipende la riqualificazione ambientale della periferia orientale di Roma. 
Giuliano Fanelli, esperto botanico, ha illustrato il caso del Lago ex Snia, sorto negli anni 90 in prossimità di Largo Preneste e diventato, nel corso di due decenni, un ricco ecosistema dove si sono sviluppate specie arboree e vegetali tipiche delle aree umide, frequentato da numerose specie di uccelli acquatici alcune delle quali nidificanti e altre protette dalla Direttiva Uccelli dell'Unione Europea.
Leonardo Ancillotto, ricercatore dell'Università Federico II di Napoli e residente nel nostro territorio, ha parlato di mammiferi poco conosciuti ma estremamente utili, i chirotteri, che con il bat detector ha rilevato e censito nelle aree del Lago ex Snia e di Villa Gordiani, con il proposito di estendere il monitoraggio anche alle altre aree verdi del Municipio Roma V. I chirotteri, a rischio estinzione a causa di pesticidi, disturbi vari e degradazione degli habitat, sono estremamente importanti in quanto indicatori di qualità ambientale e fornitori di servizi ecosistemici.
La parte relativa alla conferenza si è conclusa con l'intervento del biologo Giovanni Mattias, che ha fatto un focus sulle piccole aree umide presenti nel territorio: Lago ex Snia, Lago Palatucci e Lago di Mistica nei pressi della Prenestina bis. Quest'ultima area, di recentissima realizzazione, è interessante in quanto ci consentirà di rilevarne e studiarne l'evoluzione nel tempo.  
La seconda parte dell'iniziativa è stata dedicata al Contest fotografico della biodiversità del territorio. La giuria, composta da Franco Menenti del WWF Roma e Area Metropolitana, Giovanni Giuliani del Domiad Photo Network e Vincenzo Luciani poeta e Direttore di Abitare A, ha premiato gli scatti più belli realizzati dai fotografi durante le uscite effettuate nelle aree verdi e nei parchi del territorio (vincitori Maria Piccini, Rosalba Palazzotto e Alessandro Fiorillo).
Una bella iniziativa, apprezzata dal pubblico intervenuto, utile a divulgare e far conoscere la qualità della biodiversità urbana e la necessità di tutelarla ed implementarla anche attraverso la realizzazione di estesi parchi urbani fruibili dai cittadini del territorio. 


 
Emilio Giacomi

Giuliano Fanelli

Giuliano Fanelli

Leonardo Ancillotto

Leonardo Ancillotto


Giovanni Mattias

Raniero Maggini


La giuria del Contest: Franco Menenti, Giovanni Giuliani e Vincenzo Luciani

La premiazione del Contest fotografico sulla biodiversità

La premiazione del contest fotografico sulla biodiversità

La premiazione del contest fotografico sulla biodiversità
 
La premiazione del contest fotografico sulla biodiversità

venerdì 2 marzo 2018

Conferenza pubblica sulla biodiversità urbana: il territorio del Municipio Roma V

Sabato 10 marzo 2018, dalle 15 alle 18, alla Casa della Cultura di Villa De Sanctis (via Casilina 665) si terrà la conferenza pubblica dal titolo "Biodiversità urbana: il territorio del Municipio Roma V", organizzata dal WWF Roma e Area Metropolitana.
Contestualmente alla conferenza verrà allestita una mostra fotografica con gli scatti realizzati nelle aree verdi del Municipio Roma V dai fotografi naturalisti di varie associazioni, e al termine della conferenza una giuria premierà le foto più belle.
I relatori che interverranno sono Giuliano Fanelli che illustrerà i valori vegetazionali dell'area del Lago ex Snia, per la quale il WWF chiede da tempo l'istituzione del vincolo del Monumento Naturale
Leonardo Ancillotto ci parlerà di mammiferi volanti poco conosciuti, i chirotteri, la cui presenza rileva e monitora grazie all'uso del bat detector, uno strumento che registra gli ultrasuoni emessi dai pipistrelli per l'ecolocalizzazione. I pipistrelli, o chirotteri, sono mammiferi con elevata biodiversità che rivestono una grande importanza per l'ambiente e sono utilizzati come indicatori di qualità ambientale. 
Giovanni Mattias parlerà delle aree umide, numerose in questa porzione di città ed estremamente importanti per la conservazione e la tutela della biodiversità e non solo. 
Emilio Giacomi farà un focus sullo stato di realizzazione dei parchi e sulle criticità che fino ad oggi hanno impedito una piena valorizzazione delle aree verdi di questo territorio, che ancor più di altre aree cittadine ha urgente bisogno di riqualificazione ambientale.
Modera gli interventi Raniero Maggini, Presidente del WWF Roma e Area Metropolitana.

Conferma la tua partecipazione sull'evento facebook.

domenica 25 febbraio 2018

Contest fotografico sulla biodiversità e visita guidata naturalistica al Parco Archeologico di Centocelle

Si è svolta stamattina al Parco Archeologico di Centocelle la seconda uscita per la mostra/contest fotografico che si terrà il 10 marzo prossimo alla Casa della Cultura di Villa De Sanctis, nel corso di un incontro pubblico che sta organizzando il WWF Roma e Area Metropolitana dal titolo "Biodiversità urbana: il territorio del Municipio Roma 5". 
Durante l'uscita fotografica abbiamo anche illustrato i valori naturalistici presenti al parco, e tra le specie che abbiamo osservato da segnalare una coppia di Saltimpalo che probabilmente ha scelto il sito per nidificare. Osservati e fotografati anche gheppi e fagiani, uditi i versi delle cappellacce. 
Nonostante le note criticità che ancora affliggono l'area, il Parco di Centocelle è ricco di specie faunistiche e vegetali che lo popolano e lo rendono bello e degno di essere tutelato e vissuto.











martedì 20 febbraio 2018

Mostra/contest di fotografia naturalistica al Parco Archeologico di Centocelle

Domenica 25 febbraio 2018, dalle 10 alle 13, gli attivisti del WWF Roma e Area Metropolitana insieme ai fotografi delle varie associazioni coinvolte saranno impegnati nel secondo contest fotografico dedicato alla natura in città, e in questa seconda uscita, che segue a quella di domenica 28 gennaio al Parco di Tor Tre Teste, ci dedicheremo alla scoperta della biodiversità e dei valori naturalistici del Parco Archeologico di Centocelle.  
Il 25 febbraio sarà una domenica ecologica con il blocco del traffico privato, pertanto vi invitiamo a raggiungerci al parco in metro, col trenino della Casilina, in bicicletta o a piedi. 
Gli amici fotografi mostreranno come ci si dedica alla fotografia naturalistica, noi illustreremo e racconteremo quali sono i valori naturalistici che caratterizzano parco. La partecipazione è libera, intervenite in tanti, vi aspettiamo alle 10 al parcheggio del parco (via Casilina 712).

martedì 13 febbraio 2018

Festa delle Acque: tutela di fiumi, stagni e piccoli laghi


DOMENICA 18 FEBBRAIO 2018

SUL PIAZZALE – ATTIVITA’ ALL’APERTO



DALLE ORE 10.00 ALLE ORE 17.00

STAND DI ACCOGLIENZA DEL PARCO E DEL WWF

STAND DI ASSOCIAZIONI E ENTI



ORE 10.00 – 17.00

DISEGNO NATURALISTICO per bimbi a cura di ARS et NATURA



DIMOSTRAZIONE SKETCH (schizzi) e studi su taccuino dal vero nella cartiera e nel parco a cura di SKETCHCRAWL ROMA



ORE 10.00 – 13.00

CORSO DI DISEGNO (per adulti) a cura di ARS et NATURA


lunedì 12 febbraio 2018

Servizio RAI per la Giornata Mondiale delle Zone Umide

Il servizio del TG3 regionale del 2 febbraio scorso, andato in onda in occasione della Giornata mondiale delle zone umide. 


venerdì 2 febbraio 2018

Comprensorio storico-archeologico “Tor Tre Teste, Mistica e Casa Calda”. Richiesta di salvaguardia del Comprensorio medesimo attraverso l’apposizione dei necessari vincoli di tutela sulle aree non più tutelate ed una adeguata gestione dell’uso del suolo da parte del Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio



Alla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma
Piazza dei Cinquecento, 67

Al Segretariato Regionale del MIBACT per il Lazio
Via di san Michele, 22

Alla Direzione Generale archeologia, Belle arti e paesaggio
Via di san Michele, 22

Alla Direzione Generale archeologia, Belle arti e paesaggio
Servizio II – Scavi e tutela del patrimonio archeologico
Via di san Michele, 22

Alla Direzione Generale archeologia, Belle arti e paesaggio
Servizio V – Tutela del paesaggio
Via di san Michele, 22

Al Segretariato Generale del MIBACT
Via del Collegio romano, 27
00186 Roma (mbac-sg@mailcert.beniculturali.it)

All’Assessore Politiche del Territorio e Mobilità della Regione Lazio
Via del Giorgione 129

Alla Direzione Regionale Territorio, Urbanistica e Mobilità della Regione Lazio
Area pianificazione paesistica e territoriale
Via del Giorgione 129
00147 Roma (pianificazione_paesistica@regione.lazio.legalmail.it)

Alla Sindaca del Comune di Roma
Piazza del Campidoglio, 1
00186 Roma (protocollo.gabinettosindaco@pec.comune.roma.it)


Oggetto: Comprensorio storico-archeologico “Tor Tre Teste, Mistica e Casa Calda”. Richiesta di salvaguardia del Comprensorio medesimo attraverso l’apposizione dei necessari vincoli di tutela sulle aree non più tutelate ed una adeguata gestione dell’uso del suolo da parte del Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio.

Allegati: Lettera del 18.11.2015 con allegati
                Lettera del 6.11.2017 con allegati
                Estratto della Tavola 24 374 A del PTPR Lazio adottato nel 2007
                Estratto della Tavola 24 374 A del PTPR Lazio oggetto della Decisione di Giunta Regione Lazio n. 60 del 10.3.2016
                Estratto delle Tavole del PTP 15/9 “Valle dell’Aniene”
                DDR del 21.1.2015 relativo alla riformulazione del vincolo archeologico sul Comprensorio in questione
                Immagine del casale della Tenuta della Mistica

Il settore orientale della periferia romana, come del resto tutta la periferia della Capitale, è caratterizzato al tempo stesso da un fitto tessuto urbano densamente popolato e povero di verde e servizi, da un elevato livello di inquinamento atmosferico dovuto al traffico veicolare, da un notevole grado di impermeabilizzazione del suolo con pesanti ricadute sul microclima locale, e dalla presenza di beni culturali ed ambientali di notevole importanza.
La salvaguardia e la valorizzazione di questi beni è l’occasione per riqualificare l’intero settore urbanistico, attraverso la realizzazione di vasti parchi urbani che interrompano la continuità del tessuto edificato che si estende dal centro storico della città fino alle più lontane periferie oltre il Grande Raccordo Anulare, e che al tempo stesso realizzino una rete ecologica attraverso corridoi di collegamento tra la Riserva dell’Aniene a nord e il Parco Regionale dell’Appia Antica a sud.
Nell’area compresa tra Via di Tor Tre Teste ad ovest, Via di Casa Calda a sud, il G.R.A. e Via Muraccio di Rischiaro a ovest e la Via Prenestina a nord è presente il Comprensorio storico-archeologico “Tor Tre Teste, Casa Mistica e Casa Calda”, che presenta il paesaggio classico dell’Agro romano attraversato dai resti dell’Acquedotto Alessandrino, ma anche caratterizzato da significativi monumenti medievali quali il Torraccio del Rischiaro o il complesso delle torri di Casa Calda, nonché da significative architetture rurali quali il grande casale a corte della Tenuta La Mistica.
L’ importanza culturale ed ambientale e la conseguente necessità di tutela di questo Comprensorio è stata riconosciuta dapprima dal D.M. 2.2.1990, con il quale è stato apposto il vincolo archeologico ex Lege 1089/39 sul tratto dell’Acquedotto Alessandrino compreso tra Via di Tor Tre teste ed il GRA e la corrispondente fascia di rispetto di 100 metri su ambo i lati. Detto D.M. è stato recentemente rettificato da Decreto della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio del 21.1.1995.
Successivamente sull’intera area in questione è stato  apposto il vincolo archeologico ex Lege 1089/39 con D.M. 12.10.1995.
Detto vincolo di tutela è stato tuttavia oggetto di numerosi ricorsi da parte di privati presso il TAR del Lazio ed il Consiglio di Stato. Pertanto la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio con Decreto del 21.1.2015 ha riformulato il D.M. 12.10.1995, limitando il vincolo di tutela alle sole fasce di territorio dalle quali si percepiscono le visuali dei resti dell’Acquedotto Alessandrino. In tal modo a nord dell’Acquedotto è stata tutelata una fascia lungo Via di Tor Tre Teste, mentre a sud dell’Acquedotto è stata tutelata una fascia che si estende mediamente a circa 300 metri dall’Acquedotto, e che si spinge fino al complesso della Torre di Casa Calda.
Il Comprensorio storico-archeologico “Tor Tre Teste, Casa Mistica e Casa Calda” è stato altresì ricompresso all’interno della vasta “area comprendente il Fosso di Tor Tre Teste, Casa Mistica, Casa Calda e Torre Angela” la cui importanza culturale ed paesistica e la conseguente necessità di tutela è stata riconosciuta dal D.M. 5.4.2001, con cui il Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, su proposte della Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici di Roma e della Soprintendenza Archeologica di Roma, ha apposto il vincolo paesistico in quanto  zona di interesse archeologico di cui all’art. 146, comma 1, lettera m), del Decreto legislativo n. 490 del 29.10.1999.
Detto vincolo di tutela è stato impugnato da parte del Comune di Roma al TAR del Lazio, il quale con sentenza n.14578 del 10.12.2001 ha annullato il D.M. 5.4.2001 per mancato rispetto della procedura riguardante la emanazione del vincolo. Contro detta sentenza non è stato tuttavia presentato ricorso al Consiglio di Stato.
La Regione Lazio attraverso l’adozione del Piano Territoriale Paesistico 15/9 Valle dell’Aniene con DGRL 9250del 7.11.1995, e la successiva approvazione del medesimo con la Legge Regionale n. 24 del 1998, ha riconosciuto l’importanza culturale ed ambientale dell’area in questione facendola ricadere in larga misura all’interno della zona di tutela integrale TI/38. Le zone di tutela integrale individuate dalle sigle TI/22, TI/30 e TI/38 sono disciplinate dall’art. 34, comma B1, delle Norme, Parte Prima, del PTP 15/9 Valle dell’Aniene. Dette zone di tutela integrale “sono costituite da porzioni territoriali che conservano in condizioni di sostanziale integrità ambientale il più rilevante valore e interesse archeologico e storico-monumentale. Tali zone presentano inoltre un elevato valore paesistico che discende dall’integrazione tra detti beni e il paesaggio agricolo circostante, che costituisce di esse irrinunciabile area di protezione”. Le zone di tutela integrale TI/22 e TI/30 riguardano invece il crinale ed i margine esterno del cratere di Gabii con i resti della città antica, ed il pianoro retrostante Corcolle su cui è situato l’antico abitato di Querquetola. “Pertanto in  dette areecostituisce priorità assoluta la conservazione e la valorizzazione di dette emergenze archeologiche e storico-monumentali”.
Nel successivo PTPR della Regione Lazio, adottato con DGRL n. 556 del 25.7.2007, è stata pertanto riconosciuta l’importanza storica e paesistica dell’area in questione, classificandola nella Tavola A 24 Foglio 374 in larga parte come “paesaggio dell’insediamento storico diffuso”, e sottoponendola così alle limitazioni di trasformabilità contenute nell’art. 31 delle Norme del PTPR medesimo.
Invece nel PTPR della Regione Lazio oggetto della proposta di Deliberazione Consiliare approvata dalla Giunta Regionale con Decisione n. 6 del 10.3.2016, ampie porzioni dell’area in questione lungo il fosso di Tor Tre Teste ed a fianco dell’Acquedotto Alessandrino vengono classificate come paesaggio naturale di continuità. L’area interessata dalle architetture rurali del grande casale a corte della Tenuta della Mistica, sebbene sia tutelata da vincolo archeologico e paesistico, viene classificata addirittura come paesaggio degli insediamenti in evoluzione.   Detta tipologia di paesaggio si riferisce ad “aree parzialmente edificate e in via di trasformazione o di sviluppo urbano compatibile. Possono ricomprendere territori con originaria destinazione agricola ma ormai inseriti in tessuti urbani o immediatamente circostanti o aree già impegnate con programmi di trasformazione in cui sono consentite varianti agli strumenti urbanistici a scopo edificatorio”.
A tale riguardo è necessario segnalare che tutta la fascia a nord dell’Acquedotto Alessandrino, tra via di Tor tre teste ed il GRA, per una profondità di 100 metri è tutelata dal vincolo archeologico fin dal 1990.
Le scriventi Associazioni, facendo seguito alle precedenti note del 18.11.2015 e del 6.11.2017, che pure si allegano alla presente, chiedono che l’intero comprensorio storico-archeologico “Tor Tre Teste, Mistica e Casa Calda”, oggetto del D.M. 21.10.1995 (arealmente ridimensionato dal DDR 21.1.2015), e ricompreso nell’area oggetto del D.M. 5.4.2001 (annullato per vizi di forma della procedura), venga al più presto di nuovo tutelato dall’apposizione di un vincolo di tutela paesistico.
Si chiede altresì una revisione della pianificazione paesistica contenuta nella Tavola 374 A del PTPR approvato dalla sola Giunta Regionale del Lazio con Decisione del 10.3.2016, non solo per quanto attiene alla parte del comprensorio classificata come paesaggio naturale di continuità, ma soprattutto per quanto attiene alla porzione di area relativa ai casali a corte della Tenuta della Mistica e classificata addirittura come paesaggio degli insediamenti in evoluzione.
Risulta infine essere stato abbattuto il casale della Tenuta della Mistica, raffigurato nell’allegata immagine e già presente all’angolo nord-ovest del complesso, sulla destra del viale alberato che dal fosso di Tor tre teste conduce al ponte sul GRA.
A tale riguardo si chiede di verificare se l’abbattimento sia stato eseguito con tutte le autorizzazioni previste dalla vigente normativa urbanistica e di tutela dei beni archeologici e paesistici.


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