venerdì 20 aprile 2018

Parco Archeologico di Centocelle: storia dell'apposizione di vincoli di tutela sul patrimonio culturale ed ambientale presente, pianificazione urbanistica dell'area, progettazione e realizzazione del parco medesimo


Nella presente nota tecnica relativa al Parco Archeologico di Centocelle viene ricostruita la storia di questo parco per quanto attiene alla apposizione di vincoli di tutela sul patrimonio culturale ed ambientale presente, e parallelamente alla pianificazione urbanistica dell’area ed alla progettazione e realizzazione del parco medesimo.
Possiamo far iniziare la storia di quello che dovrebbe diventare il parco archeologico di Centocelle alla metà degli anni sessanta.
In quegli anni infatti veniva allargata la Via Casilina nel tratto tra Via di Centocelle e
Viale Palmiro Togliatti. Nel corso dei lavori, che interessavano la fascia dell’ex aeroporto militare Francesco Baracca lungo la via medesima,  vennero alla luce una grandissima quantità di preesistenze archeologiche di età romana (tra cui sepolcri ed un tratto basolato dell’antica Via Labicana). Ciò portò l’attenzione anche sulla villa romana “Ad duas lauros”, presente al centro dell’ex aeroporto, le cui parti emergenti dal suolo erano state abbattute nel 1923 per la costruzione della pista di atterraggio. Di conseguenza il Ministero della Pubblica Istruzione, allora competente per la tutela dei beni archeologici, provvedette a vincolare una larga fascia di terreno di demanio statale lungo la via Casilina mediante notifica prot. 2947 Div. Arch. del 7.1.1965 (Allegato 1, notifica 070165 villa romana).
Nel Piano Regolatore del 1965 del Comune di Roma (Allegato 2: Foglio 25 N di PRG) era prevista la localizzazione nella periferia orientale (Pietralata e Centocelle) ed in quella meridionale (Via Cristoforo Colombo – EUR) di alcune aree da destinare a strutture direzionali (uffici pubblici e privati). In quelle previsioni i tre centri direzionali di Pietralata, Centocelle ed EUR erano collegati tra loro dal cosiddetto “asse attrezzato”, una vera e propria autostrada urbana, interconnessa sia alla rete stradale circostante, sia all’Autostrada per Firenze a Nord ed a quella per Napoli a sud.
In corrispondenza di questo asse attrezzato venivano ad essere previsti circa 40 milioni di metri cubi da destinare prevalentemente ad uffici, ma anche ad attività commerciali, residenze e servizi. L’asse attrezzato ed i relativi centri direzionali avrebbero dovuto determinare l’espansione della città nel settore orientale, evitandone l’espansione radiocentrica a macchia d’olio. In tal modo si veniva altresì ad offrire una alternativa alla incontrollata utilizzazione terziaria del centro storico, ed al suo conseguente progressivo soffocamento. Vedi Allegato 3, SDO nelle previsioni PRG 1971.
Le suddette previsioni urbanistiche non hanno tuttavia trovato attuazione nei decenni successivi: si è verificata una espansione della città nel settore orientale, ma questa è avvenuta senza regole, senza forma, senza asse attrezzato e senza centri direzionali. Infatti ad est del centro storico sono state costruite quasi soltanto case, d’iniziativa pubblica, privata ed abusiva, fino a formare gli enormi quartieri dormitorio della periferia romana, poveri di verde, di servizi e di strutture di aggregazione sociale (centri culturali e sociali, piazze e strade riservate ai pedoni, ecc.).
Al tempo stesso le funzioni direzionali della capitale hanno continuato a concentrarsi nelle aree centrali, ed in parte all’EUR.
All’inizio degli anni ottanta è stata ripresa l’indicazione di trasferire parte delle strutture direzionali dal centro storico nella periferia orientale della città, in quello che è stato definito il Sistema Direzionale Orientale (SDO), articolato nei quattro Comprensori da nord a sud:
• Comprensorio Pietralata, esteso per 175 ettari
• Comprensorio Tiburtino, esteso per 188 ettari
• Comprensorio Casilino, esteso per 143 ettari
• Comprensorio Centocelle – Torre Spaccata, esteso per 302 ettari
Il Comprensorio Centocelle-Torre Spaccata SDO, data la sua estensione, è stato suddiviso nei tre Subcomprensori di seguito descritti:
• Subcomprensorio Centocelle, ricadente nel territorio del Municipio V (ex Municipio VII)
• Sucomprensorio Quadraro, ricadente nel territorio del Municipio V (ex Municipio VI)
• Subcomprensorio Torre Spaccata, ricadente nel territorio del Municipio VI (ex Municipio VIII)

Il Subcomprensorio Centocelle, compreso tra via Casilina, Viale Togliatti, Via Papiria, e Via di Centocelle, comprende tutta l’area dell’ex aeroporto di Centocelle.
L'area dell'ex aeroporto con la legge 453 del 29.1.1987 passa a titolo gratuito dal demanio militare al comune di Roma per la realizzazione del Sistema Direzionale Orientale (SDO); una parte su Via di Centocelle resta ai militari.
La legge 396 del 15.12.1990, comunemente nota come Legge per Roma Capitale (vedi Allegato 4: Legge 396 1990), indica tra gli obiettivi di preminente interesse nazionale per l’assolvimento da parte della città di Roma del ruolo di capitale della Repubblica, la realizzazione del Sistema Direzionale Orientale (SDO) e delle connesse infrastrutture, anche attraverso una riqualificazione del tessuto urbano e sociale del quadrante est della città. Il Parco di Centocelle viene quindi ad essere compreso alla voce 1.1.1  tra gli interventi del Programma per Roma Capitale.

La presenza dell’importante patrimonio culturale presente nell’area dell’ex aeroporto ha portato nel frattempo alla tutela di alcuni beni archeologici attraverso l’apposizione dei seguenti vincoli:
·         D.M. 12.6.1969 Osteria di Centocelle (vedi Allegato 5:  DM 120669 Osteria di Centocelle)
·         D.M. 23.2.1984 Forte Casilino (vedi Allegato 6: DM 230284 Forte Casilino)
·         D.M. 19.12.1991 Villa rustica (vedi Allegato 7: DM 191291 Villa rustica)
·         D.M. 9.7.1992 Campo Marzio (vedi Allegato 8: DM 090792 Campo Marzio)
A tale riguardo sa sottolineato come l’importanza del monumento dell’Osteria di Centocelle abbia portato il Ministero competente ad esercitare il diritto di prelazione, acquisendone la proprietà con D.M. 21.9.1990 (vedi Allegato 9: DM 210990 prelazione Osteria diCentocelle).
            Va altresì richiamata l’importanza del D.M. 9.7.1992 Campo marzio, con il quale è stato apposto il vincolo archeologico sulla parte centrale dell’ex aeroporto, confermando la notifica del 7.1.1965. L’estensione dell’area tutelata da detto vincolo è rappresentata in colore giallo nell’allegato 10: pac con area DM 090792. Detto strumento di tutela risulta essere determinante per il futuro del parco archeologico di centocelle, in quanto, come ribadito nel testo del D.M. in questione, “è necessario salvaguardare la piena integrità del compendio storico-archeologico e orografico dell’area nella quale l’attuale tracciato della Via Togliatti (già Subaugusta) segna il limite antico con l’originario percorso del fosso di centocelle, nonché assicurare la piena tutela, la valorizzazione e la fruizione degli insigni monumenti archeologici del suddetto compendio, in previsione del loro inserimento in un vasto parco archeologico comprendente anche il mausoleo di età tretarchica detto Osteria di Centocelle, recentemente acquisito dallo Stato, e di altri significativi monumenti messi in luce in aree contigue pertinenti alla proprietà imperiale”.
La nuova sensibilità nei confronti dell’idea di città sostenibile, la necessità di garantire la tutela dei beni culturali, e la situazione urbanistica venutasi a creare di fatto nella periferia orientale (una crescita urbana andata anche oltre le aree destinate dal Piano Regolatore alla sua realizzazione) hanno così portato a dover ridimensionare l’operazione di decentramento del centro storico ed a dover ridefinire la funzione dei quattro Comprensori anche nei riguardi dei quartieri circostanti.
Pertanto linee guida per la pianificazione dei quattro Comprensori, da realizzarsi attraverso l’elaborazione, l’adozione e l’approvazione di singoli Piani Particolareggiati, sono state definite all’interno del “Progetto Direttore dello SDO” del 1995 (vedi Allegato 11: Progetto Direttore SDO 1995), adottato dal Comune di Roma con Delibera del Consiglio Comunale n. 75 del 20.4.1995 .
Tenendo appunto conto della inattuabilità delle previsioni del PRG del 1962 e della nuova sensibilità ambientale, il Progetto Direttore punta così alla riqualificazione ambientale della periferia orientale attraverso una pianificazione dei quattro Comprensori finalizzata soprattutto alla salvaguardia e valorizzazione dei beni ambientali e culturali in essi presenti, e al reperimento di aree per adeguare ai vigenti standard urbanistici di verde e servizi le aree già urbanizzate adiacenti ai Comprensori medesimi. Il Progetto Direttore dello SDO delinea quindi “una strategia di intervento che tende a privilegiare la individuazione nei quattro Comprensori direzionali (Pietralata, Tiburtino, Casilino e Centocelle-Torre Spaccata) di vaste aree verdi irrinunciabili, organizzate in parchi urbani, con funzione di riequilibrio territoriale e ambientale del settore orientale”.
Il Progetto Direttore SDO propone pertanto in ciascuno dei quattro Comprensori l’istituzione di nuovi parchi urbani, con un ruolo fondamentale per il riequilibrio ambientale dell’intero settore orientale della periferia romana:
1. Il Parco di Pietralata nel Comprensorio Pietralata
2. Il Parco Tiburtino nel Comprensorio Tiburtino
3. Il Parco Casilino nel Comprensorio Casilino
4. Il Parco di Centocelle nel Comprensorio Centocelle-Torre Spaccata.

Il Parco di centocelle rappresentato negli elaborati del Progetto Direttore SDO del 1995 riguarda tutta l’area dell’ex aeroporto con esclusione della porzione rimasta ai militari e di un’altra porzione di territorio su via di Centocelle, esclusa dal vincolo archeologico di cui al D.M. 9.7.1992 e destinata a direzionale (vedi Allegato 12: pac nel Progetto Direttore SDO1995).

L’insieme costituito da nord a sud dal sistema di parchi sopraindicati è di fatto un sistema di verde urbano che collega il Parco dell’Aniene a nord con il Parco degli Acquedotti e dell’Appia Antica a sud, costituendo al tempo stesso una interruzione del territorio urbanizzato della periferia orientale tra il centro storico ed il Grande Raccordo Anulare. La realizzazione di questo sistema di parchi, oltre a riqualificare in termini ambientali la periferia orientale, è l’occasione per salvaguardare e valorizzare i beni culturali (archeologici e storici) ed ambientali in essi presenti.
L’area del parco di centocelle ricade all’interno del Comprensorio archeologico “Ad duas lauros”,  una vasta area prevalentemente non edificata situata nella periferia orientale del Comune di Roma, estesa dalla linea ferroviaria Roma-Tivoli a nord fino al quartiere di Cinecittà a Sud, a ridosso della via Tuscolana. Il comprensorio interessa il territorio dell’attuale Municipio V (ex Municipi VI e VII), è localizzato tra il centro storico e il GRA, ed è attraversato da ovest ad est dalle vie consolari Prenestina e Casilina (ex Labicana).
Si tratta di “un comprensorio di eccezionale valore paesistico conservando in larga parte intatte le caratteristiche ambientali del paesaggio storico della campagna romana a est di Roma tra le valli del fosso della Maranella e del fosso di Centocelle, nell’area dell’antico praedium imperiale  denominato “Ad duas lauros” tra le consolari Prenestina e Labicana”. Il territorio in questione contiene “testimonianze innumerevoli di mausolei e sepolcri dell’età repubblicana, imperiale nonché di età post-antica, in elevato ed interrati lungo le vie consolari Prenestina e Labicana Antica come il mausoleo di Sant’Elena, l’edifico antico cosiddetto Rotonda di Centocelle, i mausolei lungo la Casilina, il mausoleo nell’area di Villa De Sanctis, il circuito delle catacombe dei SS. Pietro e Marcellino lungo la Via Labicana Antica, il mausoleo cosiddetto Torrione, il mausoleo Tor de Schiavi, il colombario di Largo Preneste, il colombario di Via Olevano Romano lungo la Via Prenestina”. Inoltre nell’area “sono presenti innumerevoli e importantissimi resti di complessi residenziali antichi come la Villa dei Gordiani lungo la via Prenestina, la villa imperiale nell’ex aeroporto di Centocelle, la villa prospicente la via Papiria lungo la via Labicana, i resti in elevato dell’acquedotto alessandrino nonché casali e ville come Villa Lauricella, Casale Ambrogetti, Villa De Sanctis, Villa Sudriè, Villa Silenzi, Casale Somaini, ed altresì la Batteria di Porta Furba; ed è inoltre presente il monumento moderno del Forte Casilino”.
Tutto il territorio del Comprensorio archeologico “Ad duas lauros” è stato compreso tra le aree di interesse archeologico indicate dall’Art. 1, lettera m) della Legge n. 431 del 8.8.1985 (Legge Galasso) ed è stato quindi sottoposto a vincolo paesistico attraverso il D.M. del 21.10.1995 del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali (Vedi allegato 13: vincolo Ad duas lauros DM211095). Per quanto riguarda il parco di centocelle viene sottoposta a vincolo paesistico tutta l’estensione dell’ex aeroporto, con esclusione della fascia di terreno rimasta ai militari.
La Variante delle certezze, adottata con Delibera del Consiglio Comunale 92 del 2.5.1997, conferma la destinazione a verde pubblico dell'intera area, con l'esclusione dell'area rimasta ai militari dell'aeronautica (vedi Allegato 14: Foglio 25 N Variante delle certezze 1997). Tenendo conto del vincolo di tutela Ad duas lauros apposto con D.M: 25.10.1995, anche la porzione di territorio su via di Centocelle, esclusa dal vincolo archeologico di cui al D.M. 9.7.1992 e destinata a direzionale dal Progetto Direttore SDO del 1995, viene destinata a parco.

In considerazione della complessità dei temi da affrontare nella progettazione del Parco di Centocelle, il Comune di Roma tra il 1996 ed il 1997 bandisce un concorso internazionale di idee per detta progettazione. Il concorso viene vinto dal progetto denominato “Centocelle forest” dell’architetto Mark Ruthven.

Con Delibera di Giunta Comunale n. 3412 del 25.9.1998 il Comune di Roma decide poi di affidare la progettazione definitiva del margine del parco di Centocelle (primo stralcio) ad un Gruppo di Lavoro di cui fa parte anche il Ruthven (vedi Allegato 15: DG 3412 250998).

Il progetto definitivo del margine del parco (primo stralcio) viene approvato in sede di conferenza dei servizi convocata in data 3.5.2000.

Successivamente il Comune di Roma elabora il Piano Particolareggiato del subcomprensorio SDO Parco di Centocelle, facendo propri i contenuti del progetto definitivo del margine del Parco (primo stralcio) e allargando la pianificazione a tutta l’area del Parco di Centocelle.

Con Delibera di Giunta Comunale n. 733 del 10.12.2002, nelle more dell’adozione e della successiva approvazione del Piano Particolareggiato del Subcomprenosorio “Parco di Centocelle” del Comprensorio SDO Centocelle-Torre Spaccata, ed in considerazione dell’urgenza di provvedere anche a tutela delle preesistenze archeologiche, viene approvato il  progetto definitivo del primo stralcio (vedi Allegato 16: DG 733 101202).

Con Delibera del Consiglio Comunale n. 69 del 10.4.2003 viene adottato dal Comune di Roma il Piano Particolareggiato per l’attuazione del subcomprensorio SDO Parco di Centocelle, il quale conferma la destinazione a verde pubblico dell’ex aeroporto, con esclusione della porzione facente parte del compendio militare su Via di Centocelle (vedi Allegato 17: DC 69 100403).

La Regione Lazio con DGRL 676 del 20.10.2006 approva successivamente il Piano Particolareggiato adottato dal Comune di Roma (vedi Allegato 18: DGRL 676 201006). Detto Piano Particolareggiato contiene tra i suoi elaborati il documento classificato 3b Piano di sistemazione, il quale conferma la progettazione del primo stralcio già elaborata dall’apposito Gruppo di lavoro ed approvata nel 2000 (vedi Allegato 19: Elaborato 3b Piano di sistemazione 2006).

Il contenuto urbanistico di detto Piano Particolareggiato viene pertanto recepito nel nuovo Piano Regolatore del Comune di Roma adottato nel 2003 ed approvato nel 2008 (vedi Allegato 20: Estratto da foglio p3_18 di PRG).

La situazione delle aree sottoposte a vincolo archeologo (osteria di centocelle, villa rustica e campo marzio) e a vincolo monumentale (Forte Casilino) è riportata nella piantina “Parco di centocelle vincoli” (Allegato 21: Parco di Centocelle - vincoli).
Invece la situazione relativa al regime di proprietà delle aree è riportata nella piantina “Parco di centocelle proprietà” (Allegato 22: Parco di Centocelle - proprietà).
Le aree prese in carico dal Dipartimento Tutela Ambiente riguardano l’area del primo stralcio e l’ area compresa tra la cosiddetta Tagliata e la Via Casilina (vedi Allegato 23: pac area in carico dipambiente). A dette due aree va aggiunta l’area relativa alla realizzazione del secondo stralcio.
Infine le aree relative al primo stralcio già realizzato, al secondo stralcio progettato e finanziato ma non ancora realizzato, ed al terzo stralcio non ancora progettato e finanziato, sono riportate nella piantina “situazione aree pac sett 2017” (Allegato 24: situazione aree pac sett 2017). Per completare il parco vanno interessate anche le seguenti aree:
·         L’area compresa tra la cosiddetta Tagliata e la Via casilina (già di proprietà del Comune di Roma e già in carico al Dipartimento Tutela Ambiente
·         Le aree su Via di Centocelle (già di proprietà del Comune di Roma e interessate dalla presenza di attività varie)
·         La villa della piscina (già di proprietà del Comune di Roma, ed interessata da un progetto di valorizzazione già finanziato)
·         La villa Ad duas lauros (già di proprietà del Comune di Roma)
·         L’area del forte Prenestino, la cui proprietà dovrebbe essere passata al Comune di Roma in base alla Legge n. 453 del 29.1.1987.
I lavori relativi al primo stralcio sono stati completati nel 2006 e la corrispondente porzione di parco è stata aperta al pubblico nel settembre 2006.
Per quanto attiene al secondo stralcio, il corrispondente progetto definitivo è stato redatto da un Gruppo di Progettazione interno all’Amministrazione del Comune di Roma, ed è stato approvato in conferenza di Servizi in data 29.11.2006 ed in data 10.10.2007. Detto progetto è stato poi approvato con Deliberazione n.54 del 24.4.2008 adottata dal Commissario Straordinario con i poteri della Giunta Comunale (vedi Allegato 25:  Delibera 54 240408).
I lavori per la realizzazione del secondo lotto del parco di centocelle sono stati affidati ad una ditta con la Determinazione  Dirigenziale n. 1231 del 30.7.2014 (vedi Allegato 26: DD 1231 300714 affidamento lavori II stralcio), ma nel 2015, poco dopo essere iniziati, i lavori si fermano per dichiarazione di fallimento della ditta aggiudicatrice.

Allegati:
4.       Legge 396 1990
                26. DD 1231 300714 affidamentolavori II stralcio

sabato 14 aprile 2018

18 aprile: secondo incontro per nuovi volontari WWF su zone umide

Nell’ambito degli incontri sulla organizzazione delle attività di programma 2018 il WWF Roma e Area Metropolitana ha convocato presso la sede di via Po 25 c MERCOLEDI 18 APRILE alle ore 17:30 il secondo incontro per i nuovi volontari sul progetto di censimento delle zone umide della Capitale nell’ambito della campagna “One million ponds”. 
 
E’ gradita la conferma della partecipazione scrivendo a info@wwfroma.it

Il mini dossier sulle zone umide:


LINK AL SITO WWFROMA.IT:

sabato 7 aprile 2018

Mercoledì 11 aprile: incontro per futuri volontari WWF

Nell’ambito dei periodici incontri sulla organizzazione delle attività di programma 2018 e raccogliendo le numerose richieste di attivazione per attività di volontariato pervenute, il WWF Roma e Area Metropolitana ha organizzato un incontro per mercoledì 11 aprile
La riunione fissata presso via Po 25/c alle ore 17:30, oltre alle generali illustrazioni delle iniziative in corso, avrà una sezione centrata su formazione e coordinamento per la campagna “One million ponds” nella città di Roma e nell’area metropolitana. 

E’ gradita la segnalazione della partecipazione scrivendo a info@wwfroma.it.

 
 

Sabato 28 aprile, ore 10.00, Bioblitz e Citizen Science al Parco di Centocelle

Sabato 28 aprile, alle 10.00, uno dei Bioblitz internazionali organizzati dall'Accademia delle Scienze della California e dal Museo di Storia Naturale di Los Angeles si terrà al Parco di Centocelle, nella periferia sudorientale di Roma.
Sarà l'occasione per raccogliere, mappare e segnalare tutta la biodiversità presente in questa estesa area verde, attraverso un'apposita App che si può scaricare e installare sul proprio smarthphone (vi daremo sul posto tutte le indicazioni necessarie per scaricare la App ed utilizzarla). 
Birder, esperti di erbe e di microfauna, tutti possono partecipare a questo importante appuntamento di citizen science (la scienza dei cittadini), in cui tutti possono contribuire con le proprie segnalazioni ad arricchire un database che poi sarà vagliato da esperti della conservazione, per studiare e approntare adeguati strumenti di tutela per la biodiversità rilevata e segnalata.
Vi aspettiamo con un banchetto del WWF sabato 28 aprile 2018 alle ore 10.00 presso il parcheggio del Parco di Centocelle (ingresso in via Casilina 712), per partecipare insieme a questo importante appuntamento di citizen science organizzato da importanti organismi internazionali, un'occasione irripetibile per un'area come quella del Parco di Centocelle ancora piena di criticità ma anche di potenzialità da esprimere e tanta biodiversità da tutelare. Puoi segnalare qui la tua partecipazione al BioBlitz.

giovedì 5 aprile 2018

Mancata ricognizione e registrazione di beni culturali ed ambientali presenti nel settore orientale del territorio di Roma Capitale negli elaborati del Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio


Al Segretariato Regionale del MIBACT per il Lazio
Via di san Michele, 22
00153 Roma (mbac-sr-laz@mailcert.beniculturali.it;  sr-laz@beniculturali.it)

Alla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma
Piazza dei Cinquecento, 67
c.a. Arch. Francesco Prosperetti

Alla Direzione Generale archeologia, Belle arti e paesaggio
Via di san Michele, 22
00153 Roma (mbac-dg-abap@mailcert.beniculturali.it;  dg-abap@beniculturali.it)

Alla Direzione Generale archeologia, Belle arti e paesaggio
Servizio II – Scavi e tutela del patrimonio archeologico
Via di san Michele, 22
00153 Roma (mbac-dg-abap.servizio2@mailcert.beniculturali.it;  dg-abap.servizio2@beniculturali.it)

Alla Direzione Generale archeologia, Belle arti e paesaggio
Servizio V – Tutela del paesaggio
Via di san Michele, 22
00153 Roma (mbac-dg-abap.servizio5@mailcert.beniculturali.it;   dg-abap.servizio5@beniculturali.it)

Al Segretariato Generale del MIBACT
Via del Collegio romano, 27
00186 Roma (mbac-sg@mailcert.beniculturali.it;  sg@beniculturali.it)

All’Assessore Politiche del Territorio e Mobilità della Regione Lazio
Via del Giorgione 129

Alla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Piazza Lovatelli, 35
c.a. dott. Claudio Parisi Presicce (claudio.parisipresicce@comune.roma.it)

Alla Direzione Regionale Territorio, Urbanistica e Mobilità della Regione Lazio
Area pianificazione paesistica e territoriale
Via del Giorgione 129
00147 Roma (pianificazione_paesistica@regione.lazio.legalmail.it;   mmanetti@regione.lazio.it)

A Presidente della Regione Lazio
Via Cristoforo Colombo 212
00145 Roma (protocollo@regione.lazio.legalmail.it; presidente@regione.lazio.it )



Oggetto: Mancata ricognizione e registrazione di beni culturali ed ambientali presenti nel settore orientale del territorio di Roma Capitale negli elaborati del Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio 


Con l’allegata nota del 25.5.2016 alcune Associazioni ambientaliste presenti nel territorio della periferia orientale di Roma capitale hanno segnalato la mancata registrazione di alcuni beni culturali ed ambientali presenti in detto territorio, tra cui il sepolcro di Aquilio Regolo e l’adiacente villa romana, oggetto dei D.M. 25.10.1986 e D.M. 8.5.1990, la necropoli di età romana adiacente la fermata FS Serenissima, tratti dell’antica della Via Collatina e dell’acquedotto Acqua Vergine, ed il lago dell’ex Snia viscosa, oggetto dell’Ordine del Giorno n. 174 del 6.8.2014 del Consiglio Regionale del Lazio.
Con l’allegata nota prot. MIBACT-SR LAZ SEGTEC 0006853 13/07/2016 il Segretariato Regionale del MIBACT per  il Lazio ha trasmesso copia del verbale del 5.7.2016 del Tavolo Tecnico appositamente costituito.
Dalla lettura di detto verbale si evince tra l’altro la conclusione dell’istruttoria per l’emanazione di un vincolo di tutela sull’area interessata dalla suddetta necropoli di età romana.
Si chiede quindi di conoscere se detto vincolo sia stato effettivamente emanato e se i beni culturali ed ambientali indicati nella allegata nota del 25.5.2016 siano stati registrati negli elaborati (cartografie ed elenchi) del PTPR del Lazio.
Si coglie l’occasione per segnalare altresì la mancata ricognizione e registrazione di seguenti beni tutelati dal vincolo archeologico Ex Lege 364/1009 ed ex Lege 1089/39, sebbene siano registrati nei Fogli della Carta dell’Agro romano:
Tor Sapienza, notifica del 5.9.1922 ex lege 364/09, registrato come I nel Foglio 16 sud della carta dell’Agro
Villa romana e necropoli, DM 14.5.1987 ex lege 1089/39, registrata come L nel Foglio 16 sud della carta dell’Agro
Centocelle, Torre, DM 12.11.1960 ex Lege 1089/39, registrata come B nel Foglio 25 nord della carta dell’Agro
Centocelle, Tor San Giovanni, DM 26.12.1923 ex lege 364/09, registrata come E nel Foglio 25 nord della Carta dell’Agro
Torre Maura, villa romana, notifica del 23.2.1987 ex lege 1089/39, registrata come G nel Foglio 25 nord della carta dell’Agro
Monte del grano, DM 10.6.1954 ex lege 1089/39, registrata come H nel Foglio 25 nord della carta dell’Agro
Casale del Quadraro e torre, DM 7.2.1967 ex lege 1089, registrati come I nel Foglio 25 nord della Carta dell’Agro
Ninfeo, notifica del 27.2.1967 ex lege 180/39, registrato come N nel Foglio 25 nord della Carta dell’Agro

Non risulta essere infine essere stato oggetto di ricognizione e registrazione l’ipogeo funerario Villa Cerere, DDR Lazio del 5.2.2014 ex D.L. 42/2004.

In attesa di ricevere un cortese riscontro alla presente nota, si porgono cordiali saluti.
 

Nota firmata in versione pdf

mercoledì 28 marzo 2018

Earth Hour 2018

Si è svolta sabato 24 marzo 2018 l'undicesima edizione di Earth Hour, che ha visto la partecipazione di tantissimi ciclisti che hanno attraversato la città dopo esser partiti dal Colosseo, le cui luci sono state spente alle 20.30 per l'occasione. L'arrivo è avvenuto alle 21.30 a Piazza San Pietro, contestualmente alla riaccensione delle luci della Basilica. Le luci di circa 18.000 monumento e luoghi simbolici si sono spente in 188 paesi del mondo.

Testimonial dell'evento l'astronauta Paolo Nespoli, il quale ha ricordato che dallo spazio si vede bene quanto la nostra Terra, e specialmente l'Italia, siano illuminate. Lo spegnimento delle luci durante l'Ora della Terra è un atto simbolico però importante, che serve a sensibilizzare istituzioni e persone sulla necessità di ridurre il nostro impatto sulla natura, l'ambiente e gli ecosistemi del pianeta, in particolare dopo l’allarme sul “pericoloso declino” della biodiversità globale lanciato da 500 scienziati.

Per saperne di più leggi qui

venerdì 16 marzo 2018

Il WWF incontra gli studenti di una scuola del Pigneto

Stamattina gli attivisti del Gruppo Pigneto Prenestino del WWF Roma e Area Metropolitana si sono recati presso una scuola del Pigneto, per il secondo di un un ciclo di incontri dedicati al tema del cambiamento climatico e della meteorologia. 
Le nuove generazioni dovranno affrontare, ancora più di quelle attuali, le emergenze e le conseguenze legate al cambiamento climatico, alla degradazione degli habitat e alla perdita di biodiversità. Obiettivo di questi incontri è pertanto quello di trasmettere loro la conoscenza di quel che sta avvenendo sul fronte del cambiamento climatico e quale contributo può dare ognuno di noi per mitigare gli effetti che scaturiscono dalla continua immissione di CO2 e gas serra nell'atmosfera. 
Durante l'incontro gli attivisti del WWF hanno donato agli studenti una stazione meteorologica che verrà ora installata nell'atrio della scuola e che servirà loro per rilevare e monitorare l'andamento delle temperature e di altri parametri quali pressione atmosferica e umidità. 
Seguiranno altri incontri e un'uscita a maggio in una delle aree verdi del territorio, per scoprire la biodiversità che abbiamo anche in piena città a pochi passi da casa.







martedì 13 marzo 2018

Le aree verdi del Municipio Roma V e la riqualificazione ambientale della periferia orientale di Roma Capitale

Il settore orientale della periferia romana, come del resto tutta la periferia della Capitale, è caratterizzato al tempo stesso da un fitto tessuto urbano densamente popolato e povero di verde pubblico e servizi, da un elevato livello di inquinamento atmosferico dovuto al traffico veicolare, da un notevole grado di impermeabilizzazione del suolo con pesanti ricadute sul microclima locale (sovratemperature nei mesi estivi). Questo settore è comunque caratterizzato dalla presenza di beni culturali ed ambientali di notevole importanza sopravvissuti ad uno sviluppo urbanistico della città disordinato ed irrispettoso del patrimonio culturale ed ambientale.
Le aree ancora non edificate del settore orientale della città presentano infatti un patrimonio immenso di beni ambientali e culturali, costituendo gli ultimi lembi di quello che era l’agro romano. La tutela e la salvaguardia di questo patrimonio si lega quindi alla necessità della riqualificazione ambientale del settore orientale della città.
Nel territorio del Municipio Roma 5 è presente il Comprensorio archeologico “Ad duas lauros”, perimetrato e tutelato da vincolo paesistico come zona di interesse archeologico dal D.M. 21.10.1995, e che si estende dal Torrione a Piazzale Prenestino fino a comprendere il Parco archeologico di Centocelle, riguardando l’area dell’ex Snia Viscosa, la Villa dei Gordiani, l’area del Comprensorio Casilino SDO, l’Acquedotto Alessandrino a Torpignattara e la Batteria di Porta Furba. Nei riguardi di detto Comprensorio questa Associazione ha redatto un Dossier aggiornato al 2015 e consultabile sul sito:
La salvaguardia e la valorizzazione di questo patrimonio ambientale e culturale è l’occasione per riqualificare l’intero settore urbanistico, attraverso la realizzazione di vasti parchi urbani che interrompano la continuità di tessuto edificato che si estende dal centro storico della città fino alle più lontane periferie oltre il Grande Raccordo Anulare. La realizzazione di detti parchi permetterebbe infatti di migliorare la qualità dell’aria e le condizioni microclimatiche, nonché di realizzare una rete ecologica attraverso corridoi che connettano le aree verdi comprese nel Comprensorio archeologico Ad Duas Lauros tra loro e con la Riserva dell’Aniene a Nord e il Parco Regionale dell’Appia Antica a Sud, così come peraltro pevisto dal vigente PRG negli elaborati relativi alla Rete Ecologica.
Importante anche il ruolo che questo sistema di aree protette potrebbe svolgere sotto il profilo sociale-fruitivo-educativo in particolare nei confronti delle giovani generazioni (si veda la tematica del cosiddetto “deficit di natura” di bambini e ragazzi che vivono in contesti urbani). Ai fini della valorizzazione delle aree della rete ecologica sopra citata, questa associazione ha portato avanti, negli ultimi anni, vari progetti e attività, tra le quali quelle relative al censimento e monitoraggio delle specie di fauna, avifauna e flora che vivono all’interno di queste aree, e che concorrono ad accrescere il valore complessivo del patrimonio naturalistico del territorio. I dati scaturiti da queste nostre ricerche, effettuate sul campo, sono conservati nei nostri archivi, reperibili nei nostri canali telematici (http://wwfpignetoprenestino.blogspot.it) e a disposizione del pubblico, per qualsiasi tipo di consultazione o approfondimento (sia di natura scientifica, che conoscitiva). In sintesi, per la sola parte relativa al censimento ornitologico, abbiamo osservato 76 specie di avifauna (delle quali 3 protette dalla Direttiva Uccelli: Martin pescatore, Falco pellegrino e Sgarza ciuffetto) nell’area del Lago ex Snia e Parco delle Energie, 48 specie nell’area del Comprensorio Mistica/Tor Tre Teste/Casa Calda, 46 specie a Villa De Sanctis, 45 specie al Parco Archeologico di Centocelle.
La necessità della riqualificazione ambientale della città è stata riconosciuta fin dalla fine degli anni ottanta, e si è concretizzata nella Legge 396/1990 detta Legge per Roma capitale, la quale ha prescritto l’impiego delle aree dell’ex Sistema Direzionale Orientale ai fini di una riqualificazione ambientale del settore orientale della periferia cittadina.
Il Progetto Direttore SDO,  redatto ed approvato dal Comune di Roma nel 1995, ha così definito le linee guida per la stesura dei Piani Particolareggiati presenti nelle aree SDO: Pietralata, Tiburtino, Casilino e Centocelle.
Parco dell'oblio
Il Piano Particolareggiato Tiburtino SDO approvato nel 2002 riguarda sia il territorio del Municipio 4 che quello del Municipio 5, separati  da un confine costituito dalla linea ferroviaria Roma-Tivoli. Detto Piano Particolareggiato prevede la realizzazione del Parco Archeologico Tiburtino, la cui area si estende nell’area di Casalbruciato tra la via Tiburtina a nord ed il tratto urbano dell’autostrada A 24 a sud. Il progetto unitario di detto parco è stato approvato dal Comune di Roma con D.G.C. n. 749 del 25.11.2003. Sebbene ampie porzioni di detto parco siano già state espropriate, detto parco non è stato tuttavia fino ad oggi realizzato. Inoltre il Piano Particolareggiato Tiburtino SDO prevede la realizzazione di un vasto parco nel territorio del Municipio 5 e che comprende l’ex Snia Viscosa e le aree a est di Via di Portonaccio fino a Via Attilio Hortis. Infatti il Comune di Roma con D.G.C. n. 533 del 9.9.2003 ha approvato la realizzazione del Progetto unitario del Parco Prenestino ex Snia Viscosa, il che ha portato all’esproprio di un’area su Via di Portonaccio, in corrispondenza della parte orientale del lago ex snia. Anche questo parco non è stato tuttavia mai realizzato. Eppure sia il Parco archeologico tiburtino-collatino che il Parco Prenestino ex snia viscosa sono stati definiti dalla Legge per Roma Capitale “opere di preminente interesse nazionale”. Il Piano Particolareggiato Tiburtino SDO prevede inoltre la realizzazione della parte più occidentale del Parco Collatino-Tor Sapienza che si estende nel territorio del Municipio Roma 4 da Casalbertone ad ovest fino alla Cervelletta nella Riserva Naturale dell’Aniene ad est, su ambo i lati del tratto urbano della Autostrada A 24.In questa parte occidentale del Parco Collatino – Tor Sapienza ampie porzioni di territorio risultano essere già di proprietà di Roma Capitale, in quanto messe a disposizione da TAV-RFI come compensazione dei disagi arrecati al territorio per la realizzazione della linea AV Roma-Napoli. Ulteriori aree sono già in carico a Roma Capitale nel tratto tra via dei Fiorentini e la Cervelletta. Tuttavia, sebbene anche notevoli somme siano state messe a disposizione di Roma Capitale da parte di RFI, anche il Parco Collatino - Torsapienza non è stato fino ad oggi realizzato.
 
A sud della via Prenestina è presente il Comprensorio Casilino SDO, compreso tra via Prenestina a nord e Via Casilina a sud, il quale, con i suoi 100 ettari non ancora edificati, costituisce l’ultima occasione per avvicinare la dotazione minima di verde pubblico dei quartieri circostanti agli standard di verde pubblico procapite (i famosi 9 mq di verde attrezzato di quartiere per abitante prescritti dal D.I. 1444 del 1.3.1968). Questo Comprensorio è stato pianificato dal Comune di Roma con il Piano Particolareggiato Casilino SDO adottato con DC 148 del 21.10.2002, il quale ha previsto la destinazione a verde pubblico di ben 90 ettari. Tuttavia a oltre 15 anni di distanza detto strumento urbanistico non ha ancora concluso il suo iter amministrativo con l’approvazione da parte della Regione Lazio.
Parco Archeologico di Centocelle
A sud della Via Casilina è presente l’area dell’ex aeroporto di Centocelle, oggetto del Piano Particolareggiato del Subcomprensorio Centocelle SDO approvato nel 2006. E’ prevista la realizzazione del Parco archeologico di Centocelle, esteso per 126 ettari. La maggior parte di questi ettari sono stati ceduti dal Demanio militare al Comune di Roma proprio per permettere la realizzazione del parco, anch’esso ritenuta dalla Legge per Roma Capitale “opera di preminente interesse nazionale”. Fino ad oggi è stato tuttavia realizzato solo il primo stralcio di parco sulla via Casilina, esteso per soli 33 ettari. I lavori per il secondo stralcio, esteso su ulteriori 18 ettari, sebbene finanziati ed appaltati, non sono mai partiti. Sull’area del futuro parco insistono attività economiche non compatibili, come numerosi autodemolitori che lavorano da oltre 30 anni con autorizzazioni provvisorie in attesa della necessaria delocalizzazione.

Ad est del Parco di Centocelle, al di la di Viale Togliatti nel territorio del Municipio Roma 6, si estende l’area del Subcomprensorio Torre Spaccata SDO, ricca di un patrimonio culturale di età preistorica, romana e medievale, ancora privo delle necessarie tutele. Si tratta di un elemento importantissimo della rete ecologica del territorio, su cui insiste la previsione di 600.000 metri cubi di nuovi edifici.
Mistica
Infine  nel territorio del Municipio 5 è presente anche, tra Via di Tor Tre Teste ad ovest ed il GRA ad est, e tra la Via Prenestina a nord e la Via Casilina a sud il Comprensorio storico-archeologico del Fosso di Tor Tre Teste, di Mistica e di Casa Calda, attraversato dai resti dell’Acquedotto Alessandrino e ricco di beni ambientali, storici ed archeologici. La necessità di tutelare questo Comprensorio è stata riconosciuta da più decreti del Mibact che hanno apposto sia il vincolo archeologico che quello paesistico sull’area. Tuttavia i ricorsi presentati da privati ed addirittura dal Comune di Roma hanno di fatto privato l’intero Comprensorio della necessaria tutela. Lo stesso Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio classifica ampi settori del territorio in questione come zone naturali, zone naturali di continuità e zone di insediamento storico diffuso, riconoscendone così la necessità della tutela. Questa tutela non è tuttavia sempre garantita per la mancata apposizione di vincoli paesistici e/o archeologici e per le contestuali previsioni urbanistiche vigenti.
Dobbiamo purtroppo infine constatare come sia la Legge per Roma Capitale del 1990, così come l’impiego delle aree ex SDO, e così come anche le compensazioni TAV sono state fino ad oggi occasioni mancate per la realizzazione di parchi pubblici e quindi per la riqualificazione ambientale della periferia orientale della città di Roma.