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La mappa della biodiversità del territorio

martedì 3 febbraio 2015

Biodiversità, disturbi, minacce. Dall’ecologia di base alla gestione e conservazione degli ecosistemi: relazione



Incontro WWF Pigneto Prenestino con il naturalista Corrado Battisti su "Biodiversità, disturbi, minacce - dall'ecologia di base alla gestione e conservazione degli ecosistemi" (Casa del Parco delle Energie, sabato 31 gennaio 2015).

Un ecosistema è un sistema naturale, sociale e organizzativo. Nella gestione di progetti bisogna tener conto di tutti questi fattori.
L'era in cui viviamo è spesso chiamata "antropocene", con il mondo dominato da una sola specie, quella umana.

Una definizione di biodiversità: variabilità degli organismi viventi e degli aspetti non viventi, come suolo, aria, ecc. Esistono tre livelli di biodiversità: di ecosistemi, di specie (all’interno di ciascun ecosistema) e genetica (all’interno di una specie).

Come curare la biodiversità in pericolo?
Bisogna aver chiari tre punti:

- il valore della biodiversità che si vuole proteggere
- i disturbi e le minacce presenti
- le strategie di risposta

Si parla spesso di degrado di un territorio. Il degrado può essere reversibile (resilienza) o irreversibile. Il concetto di degrado si può scomporre in:

- disturbo
- minaccia
- stress
- criticità

"Disturbo" è un termine neutrale, segnala un evento naturale che altera l'ambiente, è parte dell'evoluzione.Anche la "minaccia" è un evento che altera l'ambiente, ma è di origine antropica.
Per elaborare strategie di risposta efficaci contro disturbi o minacce è necessario conoscerne il regime, cioè:

- l'estenzione
- la durata
- la frequenza
- l'intensità

Per fare ciò occorre di solito uno studio di circa due anni.
Una differenza fra disturbi e minacce è proprio nel regime: nelle minacce antropiche azioni e reazioni sono più rapide e/o più estese, più frequenti, più intense, quindi più pericolose.

Per una corretta analisi delle minacce è essenziale una nomenclatura condivisa, una tassonomia chiara (sono stati elaborati standard internazionali). Dopo averne individuato il regime, bisogna metterle in relazione e questo è ciò che fa l'ecologia della conservazione, cercando le catene causali e gli indicatori di minaccia.
Le minacce possono essere dirette o indirette. Ad esempio, se una zona umida soffre di stress idrico, ciò può essere dovuto a una minaccia diretta o a una indiretta (cementificazione del territorio circostante che riduce l’apporto idrico).

L'analisi delle minacce è valida per aree medio-piccole, da 1 a 1000 ettari, perché nelle aree più grandi i processi cambiano nella dimensione spaziale e possono essere necessarie analisi delle minacce diverse per le diverse zone.
Se disturbi e minacce sono tante e le risorse sono limitate, bisogna stare attenti ai criteri di scelta. Di solito i responsabili politici di un ente di gestione di un parco preferiscono concentrare gli sforzi su un problema con maggiore impatto mediatico. Invece talvolta le minacce più gravi sono quelle nascoste, meno evidenti (es. impatto di specie aliene).
La strategia è di solito decisa al livello gestionale più alto, mentre gli "operai", cioè i tecnici che operano sul campo, decidono le tattiche di intervento
Il coinvolgimento di cittadini consapevoli e associazioni ambientaliste rappresenta il motore essenziale per indirizzare l'uso della risorse nel modo migliore.

Nel piano di assetto di un parco di solito si dà grande importanza alla descrizione del valore da preservare. Ciò è positivo ma non basta: bisogna affiancare questa descrizione con l'analisi delle minacce. Questa analisi dovrebbe essere fatta da tecnici specialisti (biologi, botanici, ecc.) che lavorano con gruppi di cittadini "esperti", che conoscono il territorio. Lo staff ideale per effettuare l’analisi delle minacce su un ecosistema è composto sia da tecnici che da esperti del territorio.

L'elaborazione di una "analisi delle minacce" per l'area del lago con relative strategie di risposta, potrebbe essere prevista in una delle tre giornate su "Il parco che vogliamo" e potrebbe far parte del dossier che si sta preparando per la richiesta di "Monumento naturale".

La registrazione integrale dell’intervento di Corrado Battisti è disponibile sul blog del WWF Pigneto Prenestino, al link http://wwfpignetoprenestino.blogspot.it/2015/02/biodiversita-disturbi-minacce.html

Anche il prossimo incontro organizzato dal WWF Pigneto Prenestino affronta un tema di grande interesse.
Sabato 28 febbraio, ore 16.30 alla Casa del Parco delle Energie (via Prenestina 175) incontro con Adriano Paolella su "Partecipazione attiva dei cittadini ai progetti di riuso e riciclo degli edifici e delle aree abbandonate".

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