lunedì 10 settembre 2018

Parco archeologico di Villa dei Gordiani. Segnalazione di degrado ambientale e contestuale chiusura di due cancelli di accesso rispettivamente su Via Prenestina e su Via Olevano Romano


Da alcuni mesi i cancelli di accesso della parte di Villa dei Gordiani che affaccia su Via Olevano Romano sono stati chiusi con catene e lucchetti. Detto provvedimento risulta essere stato motivato dalla necessità di contrastare i fenomeni di prostituzione che si verificano nella parte di parco prospicente la via Prenestina non solo nelle ore notturne ma anche di giorno.
Il Parco archeologico di Villa dei Gordiani, oltre ad essere un bene archeologico nonché un bene paesistico, ricadente all’interno del Comprensorio archeologico “Ad duas lauros”, vincolato con D.M. 24.10.1995 da parte del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, ricade in settore urbano che presenta gravi carenze di verde pubblico procapite.
Ne consegue non solo la necessità di tutelare e salvaguardare detto bene, ma anche di garantirne la fruibilità da parte dei cittadini.
La scrivente Associazione ritiene che il contrasto dei fenomeni di degrado sociale ed ambientale sopra descritti possano essere arginati non limitando la fruibilità del Parco in questione, ma adottando i seguenti provvedimenti:

·             - chiusura del Parco nelle ore notturne
·          - intensificazione dei controlli da parte della Polizia di Roma capitale e delle Forze dell’Ordine nelle ore diurne
·          - estensione dell’impianto di illuminazione alla parte di Parco in questione, la quale appunto ne risulta essere esclusa
·           - diradamento delle siepi che ostacolano la visibilità dell’area da via Prenestina e via Olevano Romano.

Nelle settimane scorse si è provveduto a diradare la siepe lungo il perimetro su Via Prenestina e Via Olevano Romano, come si evince dalla documentazione fotografica allegata, ma sia il cancello su Via Olevano Romano di fronte alla Clinica Fabia Mater, sia quello su Via Prenestina continuano ad essere chiusi, impedendo così l’accesso al Parco.
Fiduciosi che la presente segnalazione venga accolta nel senso desiderato, si ringrazia per l’attenzione e si porgono distinti saluti.


Roma, 10 settembre 2018.

WWF Roma e Area Metropolitana – Gruppo Pigneto-Prenestino                                      
(Stefano Gizzi)

sabato 8 settembre 2018

Sopralluogo al Parco Lineare di Roma Est

Stamattina gli attivisti del WWF Roma e Area Metropolitana - Gruppo Pigneto-Prenestino hanno effettuato un sopralluogo nel Parco Lineare Roma Est, tratto limitrofo a via H. Spencer, per rilevare i valori naturalistici del sito (da inserire all'interno di un Dossier sull'area in fase di elaborazione) e verificare la presenza di aree umide.
 
Censita la presenza di specie arboree e piante tipiche delle aree umide, come il Pioppo nero, il Salice bianco e l'equiseto. Presenti anche il Cerro, il Sambuco, il Leccio, il Ligustro, la Canna domestica, il Gelso nero. 
 
Tra le specie di avifauna osservate abbiamo l'Usignolo di fiume, il Picchio verde, il Beccamoschino, il Codibugnolo, il Fagiano comune e numerosi parrocchetti (sia monaci che dal collare). 
 
Interessante la presenza di un fosso, dal flusso idrico continuo e costante, con acqua apparentemente pulita. Presente anche un piccolo laghetto all'interno del quale abbiamo osservato un anfibio e diversi insetti.
Il sito è simile, sotto molti aspetti, alla Palude della Cervelletta, con la quale del resto un tempo era sicuramente in continuità e connessione.
Presenti diversi orti urbani.
 
L'area è meritevole di valorizzazione e tutela, sia per gli aspetti naturalistici (in particolare la presenza di fossi e aree umide, risorse preziose per la biodiversità, oltre che in grado di mitigare e contrastare i problemi legati al dissesto idrogeologico, particolarmente rilevante in città) che sotto il profilo della fruizione, e rappresenta una preziosa risorsa per gli abitanti dei quartieri limitrofi, densamente urbanizzati e abitati. Diverse associazioni e cittadini chiedono da tempo la realizzazione di un parco, che per la propria natura geografica "lineare" può diventare una sorta di corridoio in grado di mettere in connessione aree verdi già esistenti: quella della Cervelletta (Riserva Naturale della Valle dell'Aniene) con il Parco Pasolini, il Lago ex Snia e il Parco delle Energie.

venerdì 7 settembre 2018

Dossier sulle aree umide di Roma Capitale

Le aree umide sono particolarmente importanti per la tutela e la conservazione della biodiversità, per la mitigazione dei cambiamenti climatici e dell'effetto "isola di calore" dei centri urbani e per prevenire alluvioni e dissesto idrogeologico.
Nella zona del Municipio Roma V ci sono diverse aree umide di recente formazione: il Lago ex Snia (frequentato stabilmente da specie prioritarie in Direttiva Uccelli, come il Martin pescatore. Per il Lago ex Snia chiediamo da tempo alla Regione Lazio l'apposizione del vincolo del Monumento Naturale) e il lago del Parco di Mistica (nel quale sono iniziate le osservazioni di attivisti e volontari del WWF per censire la biodiversità del sito).
Nelle zone limitrofe al territorio del Municipio Roma V abbiamo il Lago di Roma est (anch'esso di recente formazione, in una ex cava), la Palude della Cervelletta, il fiume Aniene (per il quale abbiamo firmato il manifesto di intenti dello strumento di governance del contratto di fiume), il fiume Almone (per il quale abbiamo aderito al contratto di fiume), il laghetto della Caffarella nel Parco Regionale dell'Appia Antica e alcuni fossi secondari o minori. Tutte aree che è fondamentale tutelare e conservare.

Se hai competenze naturalistiche e vuoi aggiungerti al gruppo dei volontari che partecipano al progetto di censimento delle zone umide del Municipio Roma V e della Capitale, scrivi a: info@wwfroma.it o pignetoprenestino@wwf.it

Il WWF Roma e Area Metropolitana ha realizzato un dossier sulle aree umide di Roma Capitale che si può scaricare e leggere a questo link: 

Zone umide a Roma Capitale 

martedì 4 settembre 2018

Mancata ricognizione e registrazione di beni culturali ed ambientali presenti nel settore orientale del territorio di Roma Capitale negli elaborati del Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio


 Al Segretariato Regionale del MIBAC per il Lazio
                                                                                                     Via di san Michele, 22.  00153
 mbac-sr-laz@mailcert.beniculturali.it;  sr-laz@beniculturali.it

Al Segretariato Generale del MIBAC
Via del Collegio romano, 27 – 00186 Roma

Alla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma
Piazza dei Cinquecento, 67- 00185 Roma
sbap-rm@beniculturali.it

Alla Direzione Generale archeologia, Belle arti e paesaggio
Via di san Michele, 22-00153 Roma
dg-abap@beniculturali.it

Alla Direzione Generale archeologia, Belle arti e paesaggio
Servizio II – Scavi e tutela del patrimonio archeologico
Via di san Michele, 22 - 00153 Roma
                         mbac-dg-abap.servizio2@mailcert.beniculturali.it;
dg-abap.servizio2@beniculturali.it

Alla Direzione Generale archeologia, Belle arti e paesaggio
Servizio V – Tutela del paesaggio
Via di san Michele, 22 - 00153 Roma
                       mbac-dg-abap.servizio5@mailcert.beniculturali.it;                                                                  dg-abap.servizio5@beniculturali.it

All’Ufficio Legislativo del MIBAC
Via del Collegio romano, 27 - 00186 Roma
 mbac-udcm.ufficiolegislativo@mailcert.beniculturali.it;                               ufficiolegislativo@beniculturali.it


All’Assessore Politiche del Territorio e Mobilità della Regione Lazio
Via del Giorgione 129- 00147 Roma

Alla Direzione Regionale Territorio, Urbanistica e Mobilità della Regione Lazio
Area pianificazione paesistica e territoriale
Via del Giorgione 129 -00147 Roma

 


Con l’allegata nota del 25.5.2016 alcune Associazioni ambientaliste presenti nel territorio della periferia orientale di Roma Capitale hanno segnalato la mancata registrazione negli elaborati del Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio (Tav. 24 B) di alcuni beni culturali ed ambientali presenti in detto territorio, tra cui il sepolcro di Aquilio Regolo e l’adiacente villa romana, oggetto dei D.M. 25.10.1986 e D.M. 8.5.1990, la necropoli di età romana adiacente la fermata FS Serenissima, tratti dell’antica della Via Collatina e dell’acquedotto Acqua Vergine, ed il lago dell’ex Snia viscosa. E’ stata altresì segnalata la mancata apposizione del vincolo di tutela archeologico sull’area della necropoli di età romana adiacente alla fermata FS Serenissima, portata alla luce in occasione dei lavori per la realizzazione della linea AV Roma-Napoli.
Con l’allegata nota prot. MIBACT-SR LAZ SEGTEC 0006853 13/07/2016 il Segretariato Regionale del MIBACT per  il Lazio ha trasmesso copia del verbale del 5.7.2016 del Tavolo Tecnico appositamente costituito, dal quale si evince tra l’altro la conclusione dell’istruttoria per l’emanazione di un vincolo di tutela sull’area interessata dalla suddetta necropoli di età romana e dell’adiacente acquedotto romano dell’Acqua Virgo.
Con successiva nota del 4.4.2018, che pure si allega alla presente, le scriventi Associazioni hanno chiesto di conoscere se detto vincolo sia stato effettivamente emanato e se i beni culturali ed ambientali già indicati nella nota del 25.5.2016 siano stati registrati negli elaborati (cartografie ed elenchi) del PTPR del Lazio. Nella medesima nota sono stati altresì segnalati numerosi beni culturali presenti nella periferia orientale di Roma capitale e tutelati da vincolo archeologico ma che tuttavia non risultano essere registrati nella Tavola 25B e relativi elenchi attinenti alla ricognizione e registrazione cartografica dei beni paesistici.
Con nota prot. MIBACT-SR LAZ SEGTEC 0006773 del 14/08/2018, che si allega in copia,il Segretariato Regionale del MIBACT per il Lazio ha comunicato che non risulta essere stato avviato l’iter procedurale relativo all’apposizione di un vincolo di tutela ex parte II del D.L. 42/2004 sull’area archeologica della sopra richiamata necropoli.
Detta nota afferma altresì che i beni tutelati da vincolo archeologico ex Lege 364/1009 ed ex Lege 1089/39 appartengono al “patrimonio culturale” di cui alla Parte II del D.L. 42/2004 (Codice dei Beni culturali e del paesaggio) e vengono riportati in modo indicativo e non esaustivo nelle Tavole C del PTPR del Lazio e relativi repertori. Detti elaborati si riferiscono ai beni del patrimonio  culturale e naturale che “pur non appartenendo a termini di legge ai beni paesistici, costituiscono la loro organica e sostanziale integrazione.
In tal modo la succitata notadel 14/08/2018il Segretariato Regionale del MIBACT per il Lazio afferma che le aree interessate da vincoli archeologici ex Lege 364/1009 ed ex Lege 1089/39 non sarebbero “zone di interesse archeologico” tutelate per legge dal vincolo paesistico in base all’art. 142 del  D.L. 42/2004.
A tale riguardo le scriventi Associazioni sono costrette a segnalare l’infondatezza di tale asserzione, e le conseguenti ricadute nella formazione del Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio, anche alla luce di quanto affermato nell’allegata nota prot. MBAC-UDCM LEGISLATIVO 0008562-06/05/2011 del 6.5.2011 dell’Ufficio Legislativo del MIBACT, che pure si allega alla presente. Va altresì segnalato che detta nota del 6.5.2011 viene espressamente richiamata nella successiva Circolare n. 28 del 15.12.2011 del Servizio IV Tutela e Qualità del paesaggio del MIBACT, che pure si allega alla presente.
Va comunque tenuto conto che negli elaborati dei singoli PTP del Lazio, redatti, adottati ed approvati a seguito dell’emanazione della Legge 431/1985 (Legge Galasso), le aree tutelate da vincolo archeologico venivano regolarmente registrate e graficizzate come beni tutelati da vincolo paesistico, come si evince dall’allegato stralcio dell’elaborato E/1 del PTP 15 “Rilievo dei vincoli paesaggistici – Elenchi allegati alle tavole”.

Pertanto le scriventi Associazioni con la presente rinnovano le seguenti richieste:

1.      Registrazione di tutti i beni tutelati ope legis già registrati nella Carta dell’Agro romano e presenti nel territorio di Roma Capitalenegli elaborati del PTPR del Lazio (Tavole B e relativi repertori).
2.      Registrazione del lago ex  Snia negli elaborati del PTPR del Lazio (Tavole B e relativi repertori).
3.      Registrazione di tutti i beni culturali tutelati da vincolo archeologico ex Lege 364/1009 ed ex Lege 1089/39 negli elaborati del PTPR del Lazio (Tavole B e relativi repertori).
4.      Completare la registrazione dei beni culturali tutelati da vincolo archeologico ex Lege 364/1009 ed ex Lege 1089/39 negli elaborati del PTPR del Lazio (Tavole C e relativi repertori).
La richiesta di cui al precedente punto 4 deriva dalla necessità di poter disporre, soprattutto da parte delle Amministrazioni degli Enti locali preposte al rilascio della autorizzazioni urbanistico-edilizie a trasformare il territorio, di uno strumento che permetta di conoscere con adeguata precisione i beni che richiedono specifici nullaosta per le trasformazioni medesime.
In attesa di ricevere un cortese riscontro alla presente nota, si ringrazia per l’attenzione e si porgono distinti saluti.


WWF Roma e Area Metropolitana - Gruppo Pigneto Prenestino
(Stefano Gizzi)


Italia Nostra - Sezione di Roma 
(Mirella Belvisi)
 

giovedì 12 luglio 2018

Ripetuti roghi tossici all'interno del Parco Archeologico di Centocelle

Al Dipartimento Tutela Ambiente
Direzione Gestione Territoriale Ambientale e del verde di Roma Capitale
(rosalba.matassa@comune.roma.it)

Al Gruppo 5 Prenestino di Polizia Locale di Roma Capitale
(seg05prenestino.polizialocale@comune.roma.it)

Al Presidente del Municipio Roma V
(presidenza.mun05@comune.roma.it)

All'Assessore all'ambiente del Municipio Roma V
(dario.pulcini@comune.roma.it)


Oggi, 12 luglio 2018, tantissimi cittadini hanno segnalato un forte odore di bruciato che nella notte ha reso l'aria irrespirabile nelle zone di Centocelle, Tor Tre Teste, Alessandrino, Torre Spaccata e Torpignattara. 
Si tratta dell'ennesimo rogo tossico proveniente dal Parco Archeologico di Centocelle, dove da tempo vengono bruciate plastiche e altri rifiuti e materiali tra l'area degli autodemolitori e l'ex Casilino 900. 
Il Gruppo Pigneto Prenestino del WWF Roma e Area Metropolitana chiede alle istituzioni locali e comunali di intervenire urgentemente per scongiurare il ripetersi dei roghi che, tra le altre cose, si configurano come un vero e proprio attentato alla salute pubblica dei numerosi cittadini residenti nei popolosi quartieri della periferia sudorientale della città.


WWF Roma e Area Metropolitana
Gruppo Pigneto Prenestino

martedì 3 luglio 2018

Segnalazione di presunto movimento terra in “zona di interesse archeologico”. Comprensorio archeologico “Ad duas lauros”, tutelato da vincolo paesistico apposto con D.M. 21.10.1995. Area compresa tra via Teano, Via Maddaloni, via Prenestina e Viale Telese

Al Presidente del Municipio Roma 5

Al Gruppo 5 Prenestino di Polizia Locale di Roma capitale

Al Direttore dell’Ufficio Tecnico del Municipio 5 di Roma capitale

Alla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma


Nell’ambito territoriale del Municipio 5 di Roma Capitale è presente il Comprensorio archeologico “Ad duas lauros”, tutelato da vincolo paesistico apposto D.M. 21.10.1995 da parte del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, in quanto “zona di interesse archeologico ai sensi dell’Art. 1, lettera m, della Legge 431/1985 (Legge Galasso).
Nell’ambito di detto Comprensorio è presente l’area compresa tra via Teano, Via Maddaloni, via Prenestina e Viale Telese, nella quale risultano essere presenti notevoli resti archeologici sia emergenti (cisterna e sepolcro), sia affioranti o presenti nel sottosuolo, tra cui il tracciato con basoli dell’antica Via Prenestina di età romana.
Ci è giunta segnalazione da parte di alcuni cittadini che sono in corso in detta area delle opere connesse alla realizzazione di strisce tagliafuoco, le quali stanno comportando oltre all’abbattimento di alberature anche l’esecuzione di movimenti terra.
Trattandosi di area tutelata da vincolo paesistico e zona di interesse archeologico, l’effettuazione delle suddette attività necessita del necessario nulla osta paesistico e della preventiva autorizzazione archeologica.
A tale riguardo si trasmette in allegato copia del decreto di vincolo D.M. 21.10.1995 corredato della corrispondente cartografia.
Si chiede quindi ai destinatari della presente di verificare il contenuto della presente segnalazione e di adottare i provvedimenti previsti dalla vigente legislazione al riguardo.
Fiduciosi che la presente segnalazione venga accolta con la necessaria considerazione, si ringrazia per l’attenzione e si porgono distinti saluti.


WWF Roma e Area Metropolitana
Gruppo Pigneto Prenestino

domenica 1 luglio 2018

Parco archeologico della Villa dei Gordiani. Segnalazione di degrado ambientale e contestuale chiusura di due cancelli di accesso rispettivamente su Via Prenestina e su Via Olevano Romano. Necessità di interventi di riqualificazione dell’intero compendio archeologico

Al Dipartimento Tutela Ambiente
Direzione Gestione Territoriale Ambientale e del verde di Roma Capitale
(rosalba.matassa@comune.roma.it)

Al Gruppo 5 Prenestino di Polizia Locale di Roma Capitale
(seg05prenestino.polizialocale@comune.roma.it)

Al Presidente del Municipio Roma V
(presidenza.mun05@comune.roma.it)

All'Assessore all'ambiente del Municipio Roma V
(dario.pulcini@comune.roma.it)

Alla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma
(ss-abap-rm@beniculturali.it)



Da alcuni mesi i cancelli di accesso della parte della Villa dei Gordiani che affaccia su Via Olevano romano sono stati chiusi con catene e lucchetti. Detto provvedimento risulta essere stato motivato dalla necessità di contrastare i fenomeni di prostituzione che si verificano nella parte di parco prospicente la via Prenestina non solo nelle ore notturne ma anche di giorno.
Il Parco archeologico della Villa dei Gordiani, oltre ad essere un bene archeologico nonché un bene paesistico, ricadente all’interno del Comprensorio archeologico “Ad duas lauros”, vincolato con D.M. 24.10.1995 da parte del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, ricade in settore urbano che presenza gravi carenze di verde pubblico procapite.
Ne consegue non solo la necessità di tutelare e salvaguardare detto bene, ma anche di garantirne la fruibilità da parte dei cittadini.
Il WWF Roma e Area Metropolitana - Gruppo Pigneto-Prenestino ritiene che il contrasto dei fenomeni di degrado sociale ed ambientale sopra descritti possano essere arginati non limitando la fruibilità del Parco in questione, ma adottando i seguenti provvedimenti:

- chiusura del Parco nelle ore notturne
- intensificazione dei controlli da parte della Polizia di Roma capitale e delle Forze dell’Ordine nelle ore diurne
- estensione dell’impianto di illuminazione alla parte di Parco in questione, la quale appunto ne risulta essere esclusa
- diradamento delle siepi che ostacolano la visibilità dell’area da via Prenestina e via Olevano romano.

Si coglie l’occasione per segnalare poi la necessità di intervenire sulla parte sommitale del Mausoleo dei Gordiani, presente sul lato opposto del Parco rispetto alla via Prenestina, in considerazione dello sviluppo su di essa di notevole vegetazione anche di tipo arbustivo ed alberale, la quale inevitabilmente può danneggiare le strutture murarie del mausoleo.
Si segnala infine la necessità di sostituire gli alberi tagliati in vari punti del Parco, e soprattutto nella parte tra il Mausoleo e Via della Venezia Giulia, caratterizzata dalla presenza di una notevole quantità di capitozzi.
Fiduciosi che la presente segnalazione e le relative richieste vengano accolte nel senso desiderato, si ringrazia per l’attenzione e si porgono distinti saluti.


WWF Roma e Area Metropolitana
Gruppo Pigneto-Prenestino