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martedì 25 novembre 2014

Parco archeologico di Centocelle. Realizzazione del Parco e riqualificazione ambientale della periferia orientale del Comune di Roma. Salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali ed ambientali presenti.

Roma, 18 novembre 2014

1. Inquadramento territoriale ed ambientale del Parco Archeologico di Centocelle nel Municipio V di Roma 

Il settore orientale della periferia romana, come del resto tutta la periferia della Capitale, è caratterizzato al tempo stesso da un fitto tessuto urbano densamente popolato e povero di verde e servizi, da un elevato livello di inquinamento atmosferico dovuto al traffico veicolare, da un notevole grado di impermeabilizzazione del suolo con pesanti ricadute sul microclima locale (sovratemperature nei mesi estivi) e dalla presenza di beni culturali ed ambientali di notevole importanza. La salvaguardia e la valorizzazione di questi beni è l’occasione per riqualificare l’intero settore urbanistico, attraverso la realizzazione di vasti parchi urbani che interrompano la continuità di tessuto edificato che si estende dal centro storico della città fino alle più lontane periferie oltre il Grande Raccordo Anulare. La realizzazione di detti parchi permetterebbe di migliorare la qualità dell’aria e le condizioni microclimatiche, di realizzare una rete ecologica attraverso corridoi che connettano le aree verdi comprese nel Comprensorio Ad Duas Lauros (vedi paragrafo 2) tra loro e con la Riserva dell’Aniene a Nord e il Parco Regionale dell’Appia Antica a Sud. Importante anche il ruolo che questo sistema di aree protette per i suoi valori naturalistici e culturali potrebbe svolgere sotto il profilo sociale-fruitivo-educativo in particolare nei confronti delle giovani generazioni (si veda la tematica del cosiddetto “deficit di natura” di bambini e ragazzi che vivono in contesti urbani). Il Municipio V, nello specifico, ed in particolare il territorio dell’ex Municipio VI (area compresa grosso modo tra la linea ferroviaria Roma-Pescara a nord, Via Tor de Schiavi ad est e Via Casilina a sud), oggi inglobato nel nuovo Municipio V assieme all’ex Municipio VII, presenta particolari criticità dal punto di vista urbanistico-ambientale. Infatti il territorio dell’ex Municipio VI presenta una densità abitativa di 15.600 abitanti al Kmq, una delle più alte d’Italia. Inoltre la disponibilità di verde pubblico è ben al di sotto dei limiti minimi prescritti dai vigenti standard urbanistici. Infatti mentre il D.I. 1444 del 2.4.1968 prescrive una dotazione minima per abitante di 9 mq di verde di quartiere e di 15 mq di verde urbano, nell’ex VI Municipio sono al momento disponibili complessivamente solo 54 ettari di verde pubblico, corrispondenti ad una dotazione procapite di soli 4 mq per abitante, che è la più bassa tra i 19 ex Municipi del Comune di Roma. Il nuovo Piano Regolatore Generale del Comune di Roma, adottato nel 2003 ed approvato nel 2008, si è posto l’obiettivo di dotare la città di uno strumento urbanistico per quanto possibile conforme agli standard urbanistici prescritti dal citato D.I. 1444 del 1968. Stante la situazione urbanistica presente, costituita da densità abitative altissime e da carenza di spazi liberi, è stato tuttavia possibile raggiungere nelle previsioni del PRG solo un risultato di complessivi 8,8 mq di verde pubblico per abitante, pur avendo destinato nel Piano Particolareggiato del Comprensorio Casilino SDO adottato nel 2002 a verde pubblico quasi tutta la superficie disponibile, ossia ben 90 ettari su una estensione complessiva di 136 ettari del Comprensorio, dei quali 105 ettari non edificati.

La situazione urbanistica ed ambientale della periferia orientale del Comune di Roma ha infatti reso necessario rivedere le previsioni urbanistiche del precedente PRG del 1965, ridefinendo le funzioni dei quattro Comprensori del Sistema Direzionale Orientale (SDO), ossia Pietralata, Tiburtino, Casilino e Centocelle-Torre Spaccata. Così il “Progetto Direttore dello SDO”, adottato dal Comune di Roma con D.C. n. 75 del 20.4.1995, ha fortemente ridimensionato l’operazione di decentramento delle strutture direzionali dal centro storico alla periferia orientale ed ha dettato le linee guida per la pianificazione dei quattro Comprensori, da realizzarsi attraverso l’elaborazione, l’adozione e l’approvazione di singoli Piani Particolareggiati, finalizzate alla riqualificazione ambientale della periferia orientale ed alla salvaguardia dei beni culturali presenti in particolare nei Comprensori Casilino e Centocelle-Torre Spaccata. Il Progetto Direttore dello SDO delinea quindi “una strategia di intervento che tende a privilegiare la individuazione nei quattro Comprensori direzionali (Pietralata, Tiburtino, Casilino e Centocelle-Torre Spaccata) di vaste aree verdi irrinunciabili, organizzate in parchi urbani, con funzione di riequilibrio territoriale e ambientale del settore orientale”, adeguando agli standard urbanistici di verde e servizi le aree già urbanizzate adiacenti ai Comprensori medesimi. In particolare il Progetto Direttore SDO conferma a tale riguardo la omogeneità dei territori dei Comprensori settentrionali Pietralata e Tiburtino e la loro diversità da quelli altrettanto omogenei dei Comprensori meridionali Casilino e Centocelle-Torre Spaccata, caratterizzati questi ultimi dalla presenza di beni ambientali e culturali di notevole rilievo. Il Progetto Direttore del 1995 riconosce inoltre la particolarità del Comprensorio Casilino nei riguardi delle esigenze di adeguamento dello strumento urbanistico rispetto agli standard per verde e servizi definiti dal D.I. 1444 del 2.4.1968, affermando che “le quantità di spazi pubblici necessari a soddisfare i fabbisogni espressi nelle aree contermini sono addirittura superiori alla stessa superficie del Comprensorio per cui, ove non si rendano possibili compensazioni nell’area vasta le previsioni del Piano Regolatore non appaiono sostenibili”. È quindi necessario reperire gli standard urbanistici per i quartieri di Centocelle, Prenestino, Torpignattara, Quadraro in tutti gli spazi liberi presenti in prossimità dei quartieri medesimi, ed una opportunità unica a tale riguardo è offerta dall’ex aeroporto di Centocelle, presente nel Comprensorio Centocelle-Torre Spaccata SDO. Detto Comprensorio Centocelle-Torre Spaccata SDO, data la sua estensione, è stato suddiviso nei tre Subcomprensori di seguito descritti:

• Subcomprensorio Centocelle, ricadente nel territorio del Municipio 5 (ex Municipio VII)

• Subcomprensorio Quadraro, ricadente nel territorio del Municipio 5 (ex Municipio VI)

• Subcomprensorio Torre Spaccata, ricadente nel territorio del Municipio 6 (ex Municipio VIII)

Il Subcomprensorio di Centocelle, compreso tra via Casilina, Viale Togliatti, Via Papiria, e Via di Centocelle, comprende tutta l’’area dell’ex aeroporto di Centocelle. A tutt’oggi una parte del Comprensorio, che si affaccia su Via di Centocelle, è occupata dalle strutture dell’Aeronautica Militare. 


2. Il Comprensorio archeologico “Ad duas lauros” e la sua salvaguardia come occasione di riqualificazione ambientale 

Nel territorio del Municipio V è presente il Comprensorio archeologico “Ad Duas Lauros”, un’area dagli importantissimi valori ambientali, paesaggistici e archeologici, la cui tutela è ritenuta prioritaria dalle scriventi Associazioni. L’area in questione è al centro delle proposte di riqualificazione del WWF Pigneto-Prenestino nell’ambito dell’iniziativa “RiutilizziAmo l’Italia”, promossa dal WWF Italia. Il comprensorio archeologico “Ad duas lauros”, che si estende in direzione nord-sud dalla linea ferroviaria Roma-Guidonia fino alla Via Tuscolana, all’interno della periferia orientale del Comune di Roma tra il centro storico ed il GRA, è stato sottoposto a vincolo paesistico attraverso il D.M. del 21.10.1995 del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali, in quanto area di interesse archeologico ai sensi dell’Art. 1, lettera m, della Legge 431/1985. All’interno del comprensorio archeologico “Ad duas lauros” ricadono sia il Comprensorio Casilino SDO che il Subcomprensorio Centocelle SDO. Il Subcomprensorio Centocelle SDO, che corrisponde all’area dell’ex aeroporto di Centocelle ed all’interno del quale sono presenti beni archeologici e storici di notevole interesse (ville romane, l’antico tracciato della via Labicana, sepolcri, mausolei, catacombe, il tracciato in sotterraneo dell’antico acquedotto alessandrino, il Forte Casilino, ecc.), è stato oggetto di numerosi ed importanti interventi di tutela da parte delle competenti Istituzioni Statali preposte alla tutela dei beni archeologici e storici, che vengono di seguito elencati:

• “Villa romana”, notifica del 7.1.1965 (vincolo archeologico sulla fascia che costeggia Via Casilina).

• “Osteria di Centocelle, D.M. 12.6.1966 (vincolo archeologico sul manufatto presente su Via Casilina in prossimità dell’incrocio con Viale Togliatti).

• “Forte Casilino”, D.M. 23.2.1984 (vincolo monumentale sull’ex Forte Casilino).

• “Villa rustica”, D.M. 19.12.1991 (vincolo archeologico diretto ed indiretto sulla villa romana prospiciente Viale Togliatti).

• “Campo Marzio”, D.M. 9.7.1992 (vincolo archeologico sull’intera parte centrale, corrispondente all’antico Campo marzio di età imperiale).

La salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali presenti nel Comprensorio archeologico “Ad duas lauros”, e quindi anche nell’area dell’ex aeroporto di Centocelle, sono l’occasione per riqualificare l’intero settore urbanistico, attraverso la realizzazione di vasti parchi urbani che interrompano la continuità di tessuto edificato che si estende dal centro storico della città fino alle più lontane periferie oltre il Grande Raccordo Anulare.


3. La progettazione e l’avvio della realizzazione del Parco archeologico di Centocelle 

In considerazione delle linee guida contenute nel Progetto Direttore SDO, del vincolo ambientale “Ad duas lauros” apposto con D.M. 21.10.1995 e dei vincoli archeologici e monumentali sopra elencati, il Comune di Roma con D.C. 69 del 10.4.2003 ha adottato il Piano Particolareggiato del Subcomprensorio Centocelle, destinando a verde pubblico tutta l’area dell’ex aeroporto non occupata dalle strutture dell’Aeronautica Militare, le quale sono presenti su una porzione di area su Via di Centocelle. Detto Piano Particolareggiato è stato successivamente approvato dalla Regione Lazio con D.G.R.L. n. 22 del 31.1.2005. Il Parco archeologico di Centocelle prefigurato dal Piano Particolareggiato riguarda 126 ettari di terreno, tutti sottoposti al vincolo di tutela “Ad duas lauros”. La maggior parte delle aree sono già sottoposte a vincolo archelogico o monumentale. Infine la maggior parte delle aree sono già di proprietà comunale o comunque pubblica. La progettazione del Parco di Centocelle, per l’importante funzione che è chiamato a svolgere nel macrosistema delle aree verdi della città, tra la Riserva dell’Aniene a nord ed il Parco Regionale dell’Appia Antica e degli Acquedotti a sud, e per il ruolo di parco urbano a servizio dell’intero settore orientale, nonché per le particolari caratteristiche storico-ambientali, è stata così oggetto di un Concorso Internazionale di idee che si è svolto negli anni dal 1996 al 1998, coordinato dall’Ufficio SDO del Comune di Roma. I finanziamenti concessi dalla Legge per Roma Capitale hanno permesso di effettuare negli anni dal 1995 al 2000 delle indagini archeologiche preventive su vaste porzioni del futuro Parco di Centocelle, interessando tra l’altro la fascia lungo la Via Casilina (già Via Labicana), la Villa “Ad duas lauros”, la Villa “della Piscina” e la Villa rustica con impianto termale. Sulla parte di proprietà comunale che si affaccia su Via Casilina il Comune di Roma ha già realizzato un primo stralcio di parco pubblico esteso per 33 ettari, con accessi pedonali e carrabili su Via Casilina, inaugurandolo in data 9.9.2006. Il Parco è stato poi successivamente chiuso al pubblico, compresi gli accessi pedonali, in data 14.9.2008 per motivi di ordine pubblico, derivanti anche dalla presenza del campo nomadi Casilino 900. Successivamente, anche a seguito della rimozione del campo nomadi Casilino 900 avvenuta nel 2009, il primo stralcio del Parco di Centocelle è stato finalmente riaperto. Stanno per partire i lavori per la realizzazione di un secondo stralcio di parco nell’area estesa circa 18 ettari tra la cosiddetta “La tagliata” a nord e la villa della piscina a sud in direzione di Via di Centocelle, a cura del Dipartimento X Servizio Giardini di Roma Capitale.


4. Le criticità che rallentano la realizzazione del Parco archeologico di Centocelle 

Si è costretti tuttavia a riscontrare che a fianco dei due nuovi accessi al Parco previsti su Via di Centocelle sono presenti due autodemolitori su terreno di proprietà comunale. Inoltre restano al momento escluse dal secondo stralcio le aree su Via di Centocelle adibite a campi sportivi ed a rimessaggio di automezzi. Anche altre aree del Parco di Centocelle sono oggi occupate da insediamenti non compatibili con la necessaria tutela dei luoghi e comunque con la realizzazione del Parco medesimo. Si tratta della presenza di numerosi autodemolitori su Via Palmiro Togliatti (su aree di proprietà demaniale, privata ed INCIS e sottoposte a vincolo archeologico e paesaggistico). Il Comune di Roma ha recepito la necessità di trasferire le suddette attività di autodemolizione e rottamazione dalle attuali collocazioni per la loro incompatibilità con la situazione ambientale e vincolistica, individuando con D.G.M. n. 451 del 23.12.2009 gli “interventi per la delocalizzazione dei centri di autodemolizione e rottamazione del Comune di Roma – Procedura per l’individuazione di nuove aree”. Anche di recente Roma Capitale con Delibera della Giunta Capitolina n. 181 del 25.6.2014 ha definito le linee di indirizzo programmatiche per la delocalizzazione e/o stabilizzazione dei centri di autodemolizione e rottamazione nel territorio comunale. Va peraltro rilevata la presenza su Via Casilina di un ampio rimessaggio di roulotte, nell’area tra la Via medesima e la cosiddetta “La tagliata”, su area di proprietà comunale, sottoposta a vincolo archeologico e paesaggistico, e destinata a parco pubblico. Va tenuto infine presente che il Comune di Roma, attraverso la D.C. n. 118 del 17.12.2009, ha purtroppo definanziato alcuni interventi precedentemente già finanziati e riguardanti la valorizzazione e la realizzazione del Parco di Centocelle:

• Valorizzazione delle ville romane presenti nel Parco di Centocelle, attraverso il restauro delle ville romane interrate e la musealizzazione dei reperti trovati nel corso degli scavi già effettuati, per un importo di 1.300.000 euro

• Ponte di accesso al Parco di Centocelle su Via Casilina, necessario a garantire l’attraversamento in sicurezza di Via Casilina e l’accesso al Parco da parte dei pedoni, per un importo di 2.800.000 euro.


5. Le richieste per la realizzazione del Parco archeologico di Centocelle, la riqualificazione della periferia orientale e la salvaguardia dei beni culturali ed ambientali presenti. 

Le scriventi Associazioni ritengono che la realizzazione del Parco Archeologico di Centocelle nella sua interezza sia necessaria per la riqualificazione ambientale ed urbanistica dei quartieri circostanti e dell’intero settore della periferia orientale e per la salvaguardia dei beni culturali ed ambientali in esso presenti. Le scriventi Associazioni chiedono quindi ai destinatari della presente nota, ciascuno per la parte di propria competenza di adottare i seguenti provvedimenti:

• Garantire la fruibilità del primo stralcio di parco già realizzato sulla Via Casilina, realizzando accessi idonei e garantendo una adeguata sorveglianza;

• Realizzare il secondo stralcio di parco su Via di Centocelle attraverso la contestuale delocalizzazione dei due autodemolitori presenti in prossimità dei due ingressi su Via di Centocelle;

• Delocalizzare con sollecitudine tutte le attività economiche (autodemolitori e rimessaggi di autoveicoli) non compatibili con la realizzazione del Parco Archeologico e con la necessaria tutela dei luoghi;

• Completare la realizzazione del Parco Archeologico di Centocelle, estendendolo a coprire tutte le aree già di proprietà comunale o pubblica, fino ad interessare anche le aree oggi ancora di proprietà privata;

• Autorizzare lo svolgimento di manifestazioni pubbliche all’interno della parte di Parco già realizzata ed aperta al pubblico solo se compatibili con la tutela dei luoghi.


WWF PIGNETO-PRENESTINO
(Stefano Gizzi)

ITALIA NOSTRA ROMA 
(Mirella Belvisi)

LEGAMBIENTE CIRCOLO CITTA’ FUTURA
(Amedeo Trolese)

OSSERVATORIO CASILINO
(Alessandro Bracchini)

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