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martedì 25 novembre 2014

Salvaguardia e valorizzazione dei beni ambientali e culturali presenti nel Complesso industriale dell’ex Snia Viscosa

Roma, 29 maggio 2014

Nel territorio del Municipio V del Comune di Roma, ex Municipio VI, è situato il Comprensorio “Ad Duas Lauros”, un’area dagli importantissimi valori ambientali, paesaggistici e archeologici la cui tutela è ritenuta prioritaria dal WWF Pigneto Prenestino e da Italia Nostra Roma. L’area in questione è al centro delle proposte di riqualificazione nell’ambito dell’iniziativa “RiutilizziAmo l’Italia” promossa dal WWF Italia. Il progetto elaborato dal WWF Pigneto Prenestino, che ha come obiettivo principale la riqualificazione ambientale dell’area e la conservazione della biodiversità presente, in particolare nel lago dell’Ex Snia Viscosa e nell’area verde circostante, è stato scelto nel 2013 dal WWF Italia in rappresentanza del Lazio.
All’interno del suddetto Comprensorio è presente il complesso industriale della ex Snia Viscosa, una fabbrica dismessa già negli anni Cinquanta. Il complesso è esteso per oltre 10 ettari e compreso tra la Via Prenestina, Largo Preneste, Via di Portonaccio e lo scalo ferroviario Prenestino.
Si tratta di un’area interessata sia da manufatti industriali dismessi, sia da beni ambientali, come la pineta sottoposta a vincolo paesistico con D.M. 23.3.1968 ed il lago di circa 10.000 mq alimentato dalla falda sotterranea (il lago è rappresentato nella Carta Idrogeologica del Territorio Comunale del Piano Regolatore Generale di Roma e compare nella CTR aggiornata al 2005).
L’area in questione è situata nel settore orientale della periferia del Comune di Roma, ed è caratterizzata da una densità abitativa tra le più alte d’Italia (15.600 abitanti al Kmq), da elevati livelli di inquinamento atmosferico, da notevole impermeabilizzazione del suolo e da una dotazione di verde pubblico che è tra le più basse della città. La disponibilità di verde pubblico nell’ex Municipio VI, ora inglobato assieme all’ex Municipio VII nel nuovo Municipio V, è ben al di sotto dei limiti minimi prescritti dai vigenti standard urbanistici. Infatti mentre il D.I. 1444 del 2.4.1968 prescrive una dotazione minima per abitante di 9 mq di verde di quartiere e di 15 mq di verde urbano, nell’ex Municipio VI sono al momento disponibili complessivamente solo 54 ettari di verde pubblico, corrispondenti ad una dotazione procapite di soli 4 mq per abitante.
Il suo utilizzo per una riqualificazione del territorio è fondamentale sia per garantire adeguati livelli di vivibilità ai quartieri circostanti (Prenestino, Pigneto e Casalbertone), sia per salvaguardare i beni ambientali (pineta e lago) in essa presenti.
Di seguito verranno esaminate le singole porzioni di area presenti in questo complesso industriale, che si differenziano tra loro sia per la diversa destinazione urbanistica, sia per il diverso stato della proprietà (comunale o privata), sia per la diversa pianificazione paesistica.
Verranno altresì descritti i progetti che fino ad oggi hanno interessato questo complesso: il Parco, l’impianto di nuoto, ed il cosiddetto “recupero del relitto urbano”.


1. La pianificazione urbanistica

L’intero complesso industriale da un punto di vista urbanistico è suddiviso in due parti. Una prima parte, che affaccia su Via Prenestina e su Via di Portonaccio, costituita dalle zone indicate come 5, 1 e 2 nell’allegata piantina “Ex Snia: destinazione urbanistica e proprietà delle aree”, e una seconda parte compresa tra la prima parte e lo scalo ferroviario Prenestino, costituita invece dalle zone indicate come 3 e 4 nella piantina medesima.
La prima parte, costituita appunto dalle tre zone 5, 1 e 2, ricade all’interno del Comprensorio Tiburtino SDO, ed è quindi oggetto della pianificazione urbanistica del Piano Particolareggiato Tiburtino SDO, approvato dalla Regione Lazio con D.G.R.L. n. 4 del 11.2.2002.
Detto Piano Particolareggiato prevede la destinazione a verde pubblico delle zone 5 e 2, mentre per la zona 1, un quadrilatero di circa 5,5 ettari, ubicata all’angolo tra Via Prenestina e Via di Portonaccio, sono previste attrezzature di servizio di interesse urbano (attrezzature universitarie).
La zona 2, a forma triangolare ed estesa per circa 2 ettari, è in parte interessata dalla presenza del lago, venutosi a creare a seguito di sbancamenti agli inizi degli anni novanta (vedi a tale riguardo l’allegata nota della Regione Lazio del 14.7.1993) ed è stata oggetto del Progetto Unitario di utilizzazione del Parco Prenestino – ex Snia Viscosa, approvato con D.G.M. n. 533 del 9.9.2003. Sulla base di detto Progetto, redatto in attuazione delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Particolareggiato Tiburtino SDO, l’area è destinata a verde pubblico.
La seconda parte del complesso dell’ex Snia-Viscosa è invece costituita dalle zone 3 e 4, la cui destinazione urbanistica a verde pubblico è definita dal vigente PRG del Comune di Roma, approvato nel 2008.
La zona 3 è interessata dalla presenza del lago d’acqua sorgiva come la zona 2, ha una forma trapezoidale di circa 1,5 ettari. Infine la zona 4 è interessata dalla pineta sottoposta a vincolo paesaggistico con D.M. 23.3.1968, in quanto “per il rilevante numero di alberature, prevalentemente pini di notevole sviluppo, forma un’attraente zona verde nell’ambito cittadino, in una zona che ne è particolarmente priva”.


2. Il regime di proprietà

Per quanto riguarda la prima parte, costituita appunto dalle tre zone 5, 1 e 2, che ricade all’interno del Comprensorio Tiburtino SDO, la situazione è la seguente:
La zona 5, che affaccia su Via Prenestina e che accessibile dal civico 175, risulta essere in parte di proprietà privata ed in parte comunale, così come si evince dall’allegata piantina “Ex Snia: destinazione urbanistica e proprietà delle aree.
La zona 1 risulta essere di proprietà privata.
La zona 2 infine essere di proprietà comunale a seguito di esproprio, effettuato dal Comune di Roma con immissione in possesso del 4.11.2008 in riferimento all’atto di esproprio di cui all’Ordinanza del Sindaco n. 194 del 13.8.2004.
A tale proposito si sottolinea il rischio derivante dalla previsione normativa di cui all’art. 46 del Testo Unico sugli espropri (DPR 327/2001) che recita: "Se l'opera pubblica o di pubblica utilità non e' stata realizzata o cominciata entro il termine di dieci anni, decorrente dalla data in cui è stato eseguito il decreto di esproprio, ovvero se risulta anche in epoca anteriore l'impossibilità della sua esecuzione, l'espropriato può chiedere che sia accertata la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità e che siano disposti la restituzione del bene espropriato e il pagamento di una somma a titolo di indennità."
Se come data di partenza del calcolo dei dieci anni richiamato dall’art. 46 del DPR 327/2001 per la decadenza dell’esproprio si considera il 13.8.2004, restano ad oggi pochi mesi a disposizione: è necessario, pertanto, che i competenti uffici di Roma Capitale si attivino con estrema urgenza per evitare il rischio di decadenza dell’esproprio.
Per quanto riguarda invece la seconda parte, costituita dalle zone 3 e 4, la situazione è quella di seguito descritta:
La zona 3 risulta essere di proprietà privata.
La zona 4 risulta essere in gran parte di proprietà comunale, ed è stata oggetto della realizzazione di un parco pubblico, il Parco delle Energie.


3. I vincoli paesistici e la pianificazione paesaggistica.

Tutto il complesso industriale dell’ex Snia Viscosa ricade all’interno di una vasta zona di interesse archeologico registrata nella Tavola B 24 Foglio 374 del Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio, relativa al rilievo dei beni paesaggistici, tutelata quindi dal vincolo paesistico ai sensi dell’Art. 13, punto 3, lettera b della Legge Regionale n. 24 del 6.7.1998. Pertanto sulla base del punto 4 di detto Art. 13 “ogni modifica dello stato dei luoghi è subordinata all’autorizzazione paesistica ai sensi dell’Art. 25 (della Legge medesima), integrata, per le nuove costruzioni, dal preventivo parere della competente soprintendenza archeologica. In tal caso il parere valuta l’ubicazione degli interventi previsti nel progetto in relazione alla presenza ed alla rilevanza dei beni archeologici, mentre l’autorizzazione paesistica valuta l’inserimento degli interventi stessi nel contesto paesistico, in conformità alle specifiche disposizioni del PTP o del PTPR”.
Il PTPR attraverso la definizione dei sistemi ed ambiti del paesaggio, nella allegata Tavola A 24, Foglio 374, classifica le zone 2 e 3 dell’area oggetto del previsto intervento come area di “paesaggio naturale di continuità”. La zona 4, all’interno della quale è peraltro presente la pineta vincolata con D.M. 23.3.1968, viene classificata invece come “paesaggio naturale”. Le Norme del PTPR definiscono per ciascuna tipologia di paesaggio i limiti entro i quali possono avvenire le trasformazioni del territorio e quindi il rilascio delle corrispondenti autorizzazioni paesaggistiche da parte della Soprintendenza competente per materia e territorio.
Le norme che disciplinano le trasformazioni relative ai “paesaggi naturali di continuità” sono contenute nell’Art. 23 delle Norme del PTPR. Invece le norme che disciplinano le trasformazioni relative ai “paesaggi naturali” sono contenute nell’Art. 22 delle Norme del PTPR medesimo.


4. I progetti

Il Parco. Il complesso industriale dell’ex Snia Viscosa è stata oggetto del Progetto Unitario di utilizzazione del Parco Prenestino – ex Snia Viscosa, approvato con D.G.M. n. 533 del 9.9.2003. Sulla base di detto Progetto, redatto in attuazione delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Particolareggiato Tiburtino SDO, il Comune ha proceduto all’esproprio delle zone 2, 4 e 5, realizzando, sulle zone 4 e 5, la prima porzione del Parco dell’ex Snia Viscosa, oggi denominato Parco delle Energie, con accesso da Via Prenestina 175.

L’impianto di nuoto. Successivamente il Comune di Roma, attraverso la D.C. 85 del 21.5.2007, ha deciso di impiegare la zona 2 per la realizzazione di un impianto natatorio nel contesto dei Mondiali di nuoto Roma 2009. Con successiva D.G.C. n. 354 del 29.10.2008 il Comune ha deciso di affidare l’area in questione alla A.S.D Larus Nuoto per realizzare un impianto sportivo natatorio. Il Comune di Roma risulta quindi essere entrato in possesso di detta area espropriandola in data 4.11.2008 (verbale prot. 25783 del 6.11.2008) sulla base del decreto di esproprio emesso con O.S. 194 del 13.8.2004. L’area è stata quindi consegnata alla Società suddetta sempre nella stessa data del 4.11.2008 con verbale di consegna prot. 16382, per la realizzazione dell’impianto natatorio. Detto impianto, che sarebbe dovuto essere realizzato e collaudato entro la data del 31.3.2009, non risulta essere stato neppure iniziato.

Il cosiddetto “recupero del relitto urbano”. La suddetta zona 2, assieme alle adiacenti zone 1 e 3, è stata oggetto di un progetto di recupero dei relitti urbani, nei confronti del quale il WWF ha avanzato delle considerazioni critiche contenute nell’allegata nota “lettera wwf contro progetto edilizio Snia Viscosa.pdf”. Una posizione critica nei confronti di questo progetto è stata assunta anche dal Municipio V attraverso l’approvazione di una risoluzione, e dal Comune di Roma attraverso l’approvazione di una mozione.
Sulla base del bando ricognitivo per l’individuazione di aree ed edifici degradati o dismessi (“relitti urbani”), disponibili per interventi di recupero finalizzati all’incremento delle dotazioni di servizi e della qualità urbana in periferia, di cui alla DGC n 212 del 7.7.2010, alla DGC n.179 del 18.5.2011 ed alla DGC 328 del 28.9.2011, è stato presentato al Comune di Roma un progetto rappresentato nell’ elaborato planivolumetrico datato 14.2.2013, redatto dopo la Conferenza dei Servizi del 17.12.2012.
Detto elaborato, datato 14.2.2013, sostanzialmente limita l’intervento edificatorio alla parte orientale del complesso, definita Comparto A e costituito dalle zone 1, 2 e 3, ossia a quella parte che affaccia su Via di Portonaccio, escludendo invece da nuove edificazioni la parte occidentale compresa tra Via Prenestina e il parco ferroviario, definita Comparto B, costituito dalle zone 4 e 5.
Il progetto presentato al Comune di Roma prevede l’intervento generale, tra Comparto A e B, su 12 ettari complessivi, per una volumetria di oltre 300.000 metri cubi da realizzare attraverso quattro torri disposte agli angoli del Comparto A. Il progetto, presentato con DGC n. 154 del 23.5.2012, è stato ritenuto ammissibile, ed avviabile all’attuazione urbanistica ed all’approfondimento progettuale, e quindi incluso nell’allegato E1 della DGC medesima.
La realizzazione dell’intervento proposto richiede comunque l’adozione di una variante urbanistica da parte del Comune di Roma e la sua successiva approvazione da parte della Regione Lazio, per poter realizzare le cubature previste da destinare a residenziale, residenziale speciale, servizi privati e terziario commerciale. Si ritiene che detta Variante non possa essere adottata e poi approvata, in quanto ben 3,5 ettari destinati a verde pubblico dai vigenti strumenti urbanistici (2 ettari della Zona 2 e 1,5 ettari della Zona 3) verrebbero ad avere una diversa destinazione urbanistica. La sottrazione di 3,5 ettari di verde pubblico al territorio interessato andrebbe ad aggravare una situazione già critica. Si tratta infatti di un territorio pesantemente urbanizzato, con densità abitative elevatissime e disponibilità di verde pubblico ben al di sotto dei limiti minimi prescritti dai vigenti standard urbanistici (D.I. 1444 del 2.4.1968).
Il nuovo Piano Regolatore Generale del Comune di Roma, adottato nel 2003 ed approvato nel 2008, si è posto l’obiettivo di dotare la città di uno strumento urbanistico per quanto possibile conforme agli standard urbanistici prescritti dal citato D.I. 1444 del 1968. Stante la situazione urbanistica presente, costituita da densità abitative altissime e da carenza di spazi liberi, è stato tuttavia possibile raggiungere nelle previsioni del PRG solo un risultato di complessivi 8,8 mq di verde pubblico per abitante, raggiungendo detto obiettivo anche con le aree destinate a verde dal Piano Particolareggiato SDO Tiburtino. Va peraltro considerato che la Zona 2 è già di proprietà del Comune di Roma, essendo stata espropriata. L’adeguamento degli strumenti urbanistici agli standard minimi di verde e servizi è peraltro prescritto dall’art. 2 della Legge Regionale n. 32 del 20.3.1975.
La DGC n. 328 del 28.9.2011 al punto 4.2 esclude gli interventi su aree destinate dal PRG a verde pubblico e servizi pubblici di livello locale, o servizi di livello urbano, salvo quanto previsto ai punti 5.1.4 e 5.3 lettera a. Il punto 5.1.4 vengono ammessi interventi su aree destinate a verde e servzi, purché non sia stata già avviata la procedura di acquisizione. In effetti la zona 2, destinata a verde pubblico dal PP Tiburtino SDO, è già stata acquisita dal Comune di Roma. Il punto 5.3 lettera a invece ammette che le proposte possano riguardare anche aree destinate a verde pubblico o servizi di livello locale, ai soli fini del reperimento delle aree a standard, con previsione di cessione gratuita all’Amministrazione Capitolina. La zona 2, destinata a verde e già di proprietà comunale, viene interessata dal progetto da edificazione, così come la zona 3, destinata a verde e di proprietà privata. Peraltro anche la Legge Regionale n. 21 del 11.8.2009, richiamata dalla DGC n. 328 del 28.9.2011, relativa a misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l’edilizia sociale, esclude all’Art. 2, punto f, che possano essere realizzati interventi su aree con destinazioni urbanistiche relative agli standard per verde e servizi.
Si ritiene quindi che il progetto presentato ed accolto dalla DGC n. 154 del 23.5.2012 non sia invece ammissibile, in quanto in contrasto sia con i requisiti prescritti dalla DGC n. 328 del 28.9.2011, sia con le prescrizioni della Legge Regionale n. 21 del 11.8.2009.
Va inoltre considerato che tutto il complesso industriale dell’ex Snia Viscosa ricade all’interno di una vasta zona di interesse archeologico registrata nella Tavola B 24 Foglio 374 del Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio, e che il PTPR attraverso la definizione dei sistemi ed ambiti del paesaggio, nella allegata Tavola A 24, Foglio 374, classifica le zone 2 e 3 dell’area oggetto del previsto intervento come area di “paesaggio naturale di continuità”, mentre l’area corrispondente alla pineta vincolata con D.M. 23.3.1968 viene classificata invece come “paesaggio naturale” (vedi punto 3). Le trasformazioni indicate negli elaborati allegati non risultano essere compatibili con il PTPR.
Detto progetto risulta essere stato bloccato dall’attuale Amministrazione del Comune di Roma.


5. Valori ambientali e naturalistici

All’interno del Parco delle Energie ricade l’area della pineta sottoposta a vincolo paesistico con D.M. 23.3.1968. Detto vincolo fu apposto perché l’area interessata “per il rilevante numero di alberature, prevalentemente pini di notevole sviluppo, forma un’attraente zona verde nell’ambito cittadino, in una località che ne è particolarmente priva”. La pineta è altresì classificata come “paesaggio naturale” dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (vedi punto 3).
Nell'area dell'ex sito industriale si trova il lago dell'ex Snia Viscosa, che ha una superficie di circa 10.000 mq e si è formato a seguito dei lavori per la costruzione di un centro commerciale agli inizi degli anni Novanta (successivamente bloccati a seguito di irregolarita riscontrate nel rilascio della concessione edilizia). I lavori intercettarono la falda acquifera profonda che, in corrispondenza del Fosso della Marranella, un piccolo fiume affluente dell'Aniene che nasce sui Colli Albani, si trova a cinque metri al di sotto del livello di campagna, e l'acqua risorgiva che sgorgò dalla falda riempì il bacino di scavo creando il lago (vedi l'allegata nota della Regione Lazio del 14.7.1993).
Intorno al lago si evidenziano 3 fasce di vegetazione concentriche tipiche di ambienti fluviali:

- Phragmites australis (cannuccia palustre).
- Salix alba (salice bianco).
- Una fascia a vegetazione legnosa ruderale con Robinia pseudoacacia e Rubus ulmifolius (rovo).

A est del lago è presente il prato ruderale, mentre nella scarpata a ovest del lago e nella zona orientale dell'ex area industriale è presente la Macchia Mediterranea, le cui principali essenze vegetali sono Quercus ilex (Leccio), Rhamnus alaternus (Alaterno), Pinus halepensis (Pino d'Aleppo). Inoltre si distinguono esemplari di platano (Platanus hybrida), di Olmo (Ulmus minor) e anche Allori (Laurus nobilis), Bagolari (Celtis australis), fichi selvatici (Ficus carica) e rovi (Rubus ulmifolius), piante certamente importanti per l'avifauna.
La naturalizzazione di tutta l'area dell'ex Snia viscosa ha permesso la formazione di una zona umida che rappresenta, all'interno di un'area urbana, una importante risorsa per molte specie di uccelli che trovano rifugio prezioso nel lago e nell'ambiente circostante, tra cui Cormorani, Germani Reali e Gallinelle d'acqua. L'area ospita inoltre anfibi e diverse specie di libellule (ordine degli odonati), insetti molto importanti perche rappresentano un bioindicatore significativo: essendo molto sensibili all' inquinamento delle acque, la loro presenza indica una buona qualita delle acque del lago.


6. Le richieste del WWF e di Italia Nostra

Sulla base delle considerazioni sopra esposte il WWF Pigneto-Prenestino e Italia Nostra Roma chiedono:

a) L’immediato avvio delle procedure per tutelare e rendere fruibile ai cittadini la zona 2 già espropriata (vedi punti 1 e 2) e per impedire la decadenza dell’esproprio, consentendo al contempo l’accesso al Parco da parte dei residenti del quartiere Casalbertone attraverso un ingresso pedonale da Via di Portonaccio;

b) L’avvio delle procedure necessarie all’esproprio della zona 3 (vedi punti 1 e 2), indispensabile per garantire la tutela del lago di acqua sorgiva e del suo importante ecosistema nonché per garantire la continuità territoriale tra l’attuale Parco delle Energie e la zona 2 già espropriata;

c) Un’attenta valutazione di eventuali progetti urbanistici relativi alla zona 1 (vedi punti 1 e 2), ritenendo inaccettabile qualsiasi progetto di natura residenziale o commerciale che possa aumentare la densità di popolazione del quartiere pigneto-prenestino e il traffico privato, condizioni che renderebbero ancora più drammatico il contesto socio-ambientale della zona, già fortemente cementificata, densamente popolata e inquinata. Dev’essere inoltre mantenuta e restaurata l’integrità degli edifici dell’Ex Fabbrica, importanti esempi di archeologia industriale, attraverso interventi di riqualificazione che non aumentino in alcun modo le cubature.

In attesa di ricevere un riscontro alla presente nota, si ringraziano i destinatari della presente per l’attenzione e si porgono cordiali saluti.


WWF PIGNETO-PRENESTINO
(Stefano Gizzi)

ITALIA NOSTRA ROMA
 (Mirella Belvisi)


WWF PIGNETO-PRENESTINO: pignetoprenestino@wwf.it

ITALIA NOSTRA ROMA: roma@italianostra.org

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