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mercoledì 11 novembre 2015

Parco archeologico di Centocelle, l'occasione per il rilancio ambientale e culturale della periferia sud-est di Roma

Una delle aree verdi del V Municipio da tempo in attesa di riqualificazione, ampliamento e valorizzazione è quella del Parco Archeologico di Centocelle, una vasta area che comprende al suo interno numerose testimonianze storiche e su cui sono apposti vincoli archeologici con Decreto del Ministro per i Beni Culturali del 9.7.1992, D.M. 19.12.1991 (Villa Rustica), D.M. 12.6.1966 (Osteria di Centocelle), e un vincolo monumentale sul Forte Casilino D.M. 23.2.1984.
Il WWF Lazio – Gruppo Attivo Pigneto-Prenestino ha già pubblicato un Dossier dedicato anche a questa area, dal titolo “Il comprensorio archeologico Ad Duas Lauros: una occasione per riqualificare la periferia orientale del Comune di Roma”.


1. Cosa prevede il progetto (per ora rimasto pressoché sulla carta) e alcune delle criticità che concorrono ad impedirne la realizzazione

Sulla “Cronaca di Roma” del quotidiano “Il Messaggero” del 23 giugno 1998, si leggeva che i lavori per la sistemazione dell’area a parco pubblico sarebbero iniziati entro poche settimane, e nel giro di alcuni anni il pregevole spazio sarebbe stato consegnato ai cittadini. In realtà ad oggi sono stati realizzati soltanto 33 ettari di parco (lato Casilina, inaugurati nel settembre 2006), rispetto ai 120 previsti nel progetto originario. Quest’ultimo suscitò comprensibilmente l’entusiasmo dei cittadini, considerando la sostanziale assenza nella zona di un parco adeguato, per dimensioni, alla densità di abitanti dei quartieri circostanti (circa 400.000 residenti, del quadrante di Roma sud-est).
Il progetto, vincitore del bando “100 idee per Centocelle”, approvato con delibere Comunali del 10 aprile 2003 n. 69, del 31 gennaio 2005 n. 22 e con delibera di Giunta Regionale del 20 ottobre 2006 n. 676, prevede la realizzazione di un parco “a tesi”, ossia di uno spazio suddiviso in “parco archeologico”, “parco naturalistico” e “parco ricreativo-sportivo”.
Il parco archeologico occuperà la parte centrale del comprensorio, a ridosso della zona edificata di proprietà dell’aeronautica militare, e su quel sito insistono la “Villa Romana” e la “Villa ad duas lauros”.
Autodemolitori sul lato di via Togliatti
Il parco naturalistico si dovrebbe sviluppare lungo il perimetro delimitato dalla Casilina e da via Palmiro Togliatti, per una lunghezza complessiva di 8 km e una profondità variabile dai 100 ai 400 metri. E’ la cosiddetta “fascia di bordo” del parco, che alternerà vasti prati a fitte macchie di bosco, caratterizzato quest’ultimo dall’impianto di essenze tipiche della campagna romana quali ulivi, lecci, pini, platani, ippocastani. Questa zona coincide con quella dove, da decenni, sono insediati gli autodemolitori, di cui si è più volte paventato il trasferimento, senza mai giungere a risoluzione della problematica. L’ultimo provvedimento in tal senso è la risoluzione (numero 8/2015) del Consiglio del V Municipio sulla “ricollocazione degli autodemolitori”, in riferimento alla quale – affermava il Presidente del V Municipio, Giammarco Palmieri, nel giugno scorso – “emerge chiaramente l’impossibilità di continuare a rinnovare le proroghe agli autodemolitori che in tempi brevi devono essere trasferiti in luoghi idonei allo svolgimento delle loro attività”. “Altro tema fondamentale – continuava Palmieri – è il danno ambientale provocato al Parco di Centocelle, motivo per cui si è chiesto all’Arpa di rendere pubbliche le analisi effettuate al terreno del Parco”. Il 10 giugno 2015 la Commissione Ambiente del Comune di Roma ha approvato le linee guida per il trasloco dei rottamatori, indicando alcune aree verso le quali trasferire queste attività. Altra criticità, che va ad aggiungersi a queste appena elencate, e la rinnovata presenza di accampamenti abusivi e baraccamenti, costruiti nel sito che fu del campo nomadi “Casilino 900”, sgomberato alcuni anni fa.
Tornando al progetto, la realizzazione del parco sportivo-ricreativo è prevista in prossimità dei margini del parco archeologico, verso l’aeroporto di Centocelle, con la realizzazione di campi di calcio, tennis, pallavolo, basket, hockey su prato e persino un’area per il canottaggio.
Allo stato attuale, oltre ai 33 ettari di parco già realizzati, nel gennaio scorso si è provveduto alla bonifica del canalone di via dei Ciceri, funzionale alla realizzazione di un nuovo ingresso del parco e di percorsi pedonali, archeologici e ciclabili. Inoltre nel giugno scorso, alla presenza dei tecnici del Dipartimento, dell'Assessore all'Ambiente Estella Marino e di quello del V Municipio Giulia Pietroletti, è stato consegnato un altro stralcio dei lavori, il cui cantiere interesserà i 15 ettari compresi tra l'ex campo di volo e via di Centocelle.


2. Le attività svolte e le richieste del WWF per il Parco Archeologico di Centocelle

Il WWF Lazio – Gruppo Attivo Pigneto-Prenestino, chiede da anni che questa area di 120 ettari complessivi (più grande di Villa Borghese) venga completata, attrezzata e messa a disposizione dei cittadini e che le attività incompatibili con essa (autodemolitori e accampamenti di fortuna) vengano delocalizzate e trasferite altrove, in siti idonei e nel rispetto delle normative vigenti, anche sotto il profilo della tutela ambientale. La presenza nel parco di importanti aree archeologiche, potrebbe rappresentare l’occasione per far affluire turisti e visitatori, con importanti ricadute anche in termini occupazionali. Potrebbero inoltre svilupparsi delle significative sinergie culturali/turistiche con la vicina area di Villa De Sanctis, nel cui sottosuolo sono presenti le Catacombe dei SS Marcellino e Pietro, già aperte al pubblico.
Sullo sfondo il Monte Gennaro, della catena dei Lucretili
Sebbene sia stata riconosciuta l’importanza del Parco Archeologico di Centocelle esteso per 120 ettari ai fini della riqualificazione ambientale dei quartieri circostanti (Centocelle, Alessandrino, Torre Spaccata, Cinecittà, Quadraro, Torpignattara), e per esso si sia fatto addirittura un concorso internazionale di idee, a venti anni di distanza sono stati realizzati solo 33 ettari e si sta lavorando sui 15 ettari del secondo stralcio su via di Centocelle. Il parco non riesce a decollare, sebbene la maggior parte delle aree interessate sia già di proprietà comunale o comunque pubblica, anche per la presenza delle già citate attività commerciali e produttive (autodemolitori, rimessaggi di roulotte, etc) non compatibili non solo con la destinazione delle aree a parco pubblico, ma anche con i vincoli di tutela ambientali e paesaggistici (tra cui il D.M. 14.10.1995 “Ad duas lauros”) e con la normativa di tutela ambientale (smaltimento di auto rottamate).
Nell’ultimo anno gli attivisti del WWF hanno monitorato costantemente il territorio del parco anche per censire l’avifauna presente, attività funzionale alla conoscenza dello stato della biodiversità nei parchi del V Municipio e per mettere in campo gli strumenti adeguati alla sua tutela e valorizzazione. La presentazione pubblica dei risultati di questi monitoraggi, che hanno interessato anche tutte le altre aree verdi del municipio (oltre ad alcune limitrofe ma esterne ad esso), avverrà sabato 14 novembre alle 16.30, alla Casa della Cultura di Villa DeSanctis (via Casilina 665). 

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