Al Commissario Prefettizio di Roma Capitale
Al Presidente della Regione Lazio
Al Presidente del Municipio V di Roma
Capitale
All’Assessore all’Ambiente del Municipio V di
Roma Capitale
Al Ministro dei Beni e delle Attività
Culturali e del Turismo
Alla Direzione Generale Archeologia del
MIBACT (mbac-dg-ar@mailcert.beniculturali.it)
Alla Direzione Generale Belle Arti e
Paesaggio del MIBACT (mbac-dg-beap@mailcert.beniculturali.it)
Alla Direzione Regionale per i Beni Culturali
e Paesaggistici del Lazio (mbac-dr-laz@mailcert.beniculturali.it)
Alla Soprintendenza Speciale per il Colosseo,
il Museo Nazionale Romano e l’Area
Archeologica di Roma (mbac-ss-col@mailcert.beniculturali.it)
Alla Soprintendenza per i Beni Architettonici
e paesaggistici per il Comune di Roma
(mbac-sbeap-rm@mailcert.beniculturali.it)
Allegati:
b)
Parco di Centocelle – Proprietà delle aree
1.
Inquadramento territoriale ed ambientale del Parco Archeologico di Centocelle
Il
settore orientale della periferia romana, come del resto tutta la periferia
della Capitale, è caratterizzato al tempo stesso da un fitto tessuto urbano,
densamente popolato e povero di verde e servizi, da un elevato livello di
inquinamento atmosferico dovuto al traffico veicolare, da un notevole grado di
impermeabilizzazione del suolo con pesanti ricadute sul microclima locale
(sovratemperature nei mesi estivi), e dalla presenza di beni culturali ed
ambientali di notevole importanza. La salvaguardia e la valorizzazione di
questi beni è l’occasione per riqualificare l’intero settore urbanistico,
attraverso la realizzazione di vasti parchi urbani che interrompano la
continuità di tessuto edificato che si estende dal centro storico della città fino
alle più lontane periferie oltre il Grande Raccordo Anulare. La realizzazione
di detti parchi permetterebbe di migliorare la qualità dell’aria e le
condizioni microclimatiche.
Alcune
parti del Municipio V, ed in particolare il territorio dell’ex Municipio VI
(area compresa grosso modo tra linea ferroviaria Roma-Pescara a nord, Via Tor
de Schiavi ad est e Via Casilina a sud) oggi inglobato nel nuovo Municipio V
assieme all’ex Municipio VII, presenta particolari criticità dal punto di vista
urbanistico-ambientale.
Infatti
il territorio dell’ex Municipio VI ha una densità abitativa di
15.600 abitanti al Kmq, una delle più alte d’Italia. Inoltre la disponibilità
di verde pubblico è ben al di sotto dei limiti minimi prescritti dai vigenti
standard urbanistici. Infatti mentre il D.I. 1444 del 2.4.1968 prescrive una
dotazione minima per abitante di di 9 mq di verde di quartiere e di 15 mq di
verde urbano, nell’ex VI Municipio sono al momento disponibili complessivamente
solo 54 ettari di verde pubblico, corrispondenti ad una dotazione procapite di
soli 4 mq per abitante, che è la più bassa tra i 19 ex Municipi del Comune di
Roma.
Il
nuovo Piano Regolatore Generale del Comune di Roma, adottato nel 2003 ed
approvato nel 2008, si è posto l’obiettivo di dotare la città di uno strumento
urbanistico per quanto possibile conforme agli standard urbanistici prescritti
dal citato D.I. 1444 del 1968. Stante la situazione urbanistica presente,
costituita da densità abitative altissime e da carenza di spazi liberi, è stato
tuttavia possibile raggiungere nelle previsioni del PRG solo un risultato di
complessivi 8,8 mq di verde pubblico per abitante, pur avendo destinato nel
Piano Particolareggiato del Comprensorio Casilino SDO adottato nel 2002 a verde
pubblico quasi tutta la superficie disponibile, ossia ben 90 ettari su una
estensione complessiva di 136 ettari del Comprensorio, dei quali 105 ettari non
edificati.
La
situazione urbanistica ed ambientale della periferia orientale del Comune di
Roma ha infatti reso necessario rivedere le previsioni urbanistiche del
precedente PRG del 1965, ridefinendo le funzioni dei quattro Comprensori del
Sistema Direzionale Orientale (SDO), ossia Pietralata, Tiburtino, Casilino e
Centoicelle-Torre Spaccata.
Così
il “Progetto Direttore dello SDO”, adottato dal Comune di Roma con D.C. n. 75
del 20.4.1995, ha fortemente ridimensionato l’operazione di decentramento delle
strutture direzionali dal centro storico alla periferia orientale, ed ha
dettato le linee guida per la pianificazione dei quattro Comprensori, da
realizzarsi attraverso l’elaborazione, l’adozione e l’approvazione di singoli
Piani Particolareggiati, finalizzate alla riqualificazione ambientale della
periferia orientale ed alla salvaguardia dei beni culturali presenti in
particolare nei Comprensori Casilino e Centocelle-Torre Spaccata.
Il
Progetto Direttore dello SDO delinea quindi “una strategia di intervento che
tende a privilegiare la individuazione nei quattro Comprensori direzionali
(Pietralata, Tiburtino, Casilino e Centocelle-Torre Spaccata) di vaste aree
verdi irrinunciabili, organizzate in parchi urbani, con funzione di
riequilibrio territoriale e ambientale del settore orientale”, adeguando agli
standard urbanistici di verde e servizi le aree già urbanizzate adiacenti ai
Comprensori medesimi
In
particolare il Progetto Direttore SDO conferma a tale riguardo la omogeneità
dei territori dei Comprensori settentrionali Pietralata e Tiburtino e la loro
diversità da quelli altrettanto omogenei dei Comprensori meridionali Casilino e
Centocelle – Torre Spaccata, caratterizzati questi ultimi dalla presenza di
beni ambientali e culturali di notevole rilievo.
Il
Progetto Direttore del 1995 riconosce inoltre la particolarità del Comprensorio
Casilino nei riguardi delle esigenze di adeguamento dello strumento urbanistico
rispetto agli standard per verde e servizi definiti dal D.I. 1444 del 2.4.1968,
affermando che “le quantità di spazi pubblici necessari a soddisfare i
fabbisogni espressi nelle aree contermini sono addirittura superiori alla stessa
superficie del Comprensorio per cui, ove non si rendano possibili compensazioni
nell’area vasta le previsioni del Piano Regolatore non appaiono sostenibili”.
E'
quindi necessario reperire gli standard urbanistici per i quartieri di
Centocelle, Prenestino, Torpignattara, Quadraro in tutti gli spazi liberi
presenti in prossimità dei quartieri medesimi, ed una opportunità unica a tale
riguardo è offerta dall’ex aeroporto di Centocelle, presente nel Comprensorio
Centocelle-Torre Spaccata SDO.
Detto
Comprensorio Centocelle-Torre Spaccata SDO, data la sua estensione, è stato
suddiviso nei tre Subcomprensori di seguito descritti:
· Subcomprensorio
Centocelle, ricadente nel territorio del Municipio V (ex VII)
· Subcomprensorio
Quadraro, ricadente nel territorio del Municipio V (ex VI)
· Subcomprensorio
Torre Spaccata, ricadente nel territorio del Municipio VI (ex VIII)
Il
Subcomprensorio di Centocelle, compreso tra via Casilina, Viale Togliatti, Via
Papiria, e Via di Centocelle, comprende tutta l’area dell’ex aeroporto di
Centocelle. A tutt’oggi una parte del Comprensorio, che si affaccia su Via di
Centocelle, è occupata dalle strutture dell’Aeronautica Militare.
2. Il
comprensorio archeologico “Ad duas lauros” e la sua salvaguardia come occasione
di riqualificazione ambientale
Nel
territorio del Municipio Roma V è presente il comprensorio archeologico “Ad
Duas Lauros”, un’area dagli importantissimi valori ambientali, paesaggistici e
archeologici, la cui tutela è ritenuta prioritaria dalle scriventi
Associazioni.
Il
comprensorio archeologico “Ad duas lauros”, che si estende in direzione
nord-sud dalla linea ferroviaria Roma-Guidonia fino alla Via Tuscolana
all’interno della periferia orientale del Comune di Roma tra il centro storico
ed il GRA, è stato sottoposto a vincolo paesistico attraverso il D.M. del
21.10.1995 del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali, in quanto area di
interesse archeologico ai sensi dell’Art. 1, lettera m, della Legge 431/1985.
All’interno del comprensorio archeologico “Ad duas lauros” ricadono sia il
Comprensorio Casilino SDO che il Subcomprensorio Centocelle SDO.